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inviato il 21 Settembre 2017 ore 12:29
www.claudiopalmisano.com/about/ Claudio Palmisano è anche fotografo ma non tutti sanno che si occupa di p.p (reportage) per grandi fotografi. Guardate i I suoi lavori o meglio come ha elaborato le foto di grossi nomi del fotogiornalismo. Per me è normale vedere certe cose per altri meno... É così che si lavora a livello professionale fatevene una ragione. Questo non vuol dire che tutti passano la p.p ad altri ma non è anormale se lo fanno. Non ci sono manomissioni... Ci sono?... Chi lo sa. Sono le immagini che parlano. |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 13:14
(grazie Opisso e Daniele per avere raccolto e considerato la questione che ho sollevato, ora ho poco tempo per rispondere fondo ma sostanzialmente le vostre riflessioni le faccio mie) (Vincenzo poi ti spiego meglio cosa intendevo con "occultazione implicita" ) |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 13:16
“ Guardate i I suoi lavori o meglio come ha elaborato le foto di grossi nomi del fotogiornalismo. Per me è normale vedere certe cose per altri meno... É così che si lavora a livello professionale fatevene una ragione. „ Mi pare però che qui si parlasse specificamente di "timbro clone". Su questo aspetto le regole delle agenzie fotogiornalistiche credo siano unanimi e piuttosto chiare (e qualcuno, tentando di fare il furbo, si è giocato la carriera). Giusto per fare un paio di esempi: handbook.reuters.com/?title=A_Brief_Guide_to_Standards,_Photoshop_and_ “ The rules are: no additions or deletions [...] . „ www.ap.org/about/our-story/news-values “ No element should be digitally added to or subtracted from any photograph. „ |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 13:21
“ Mi pare però che qui si parlasse specificamente di "timbro clone". Su questo aspetto le regole delle agenzie fotogiornalistiche credo siano unanimi e piuttosto chiare (e qualcuno, tentando di fare il furbo, si è giocato la carriera). Giusto per fare un paio di esempi: handbook.reuters.com/?title=A_Brief_Guide_to_Standards,_Photoshop_and_ " The rules are: no additions or deletions [...] ." www.ap.org/about/our-story/news-values " No element should be digitally added to or subtracted from any photograph." „ A voler essere ancora più precisi però il 3d iniziale parla di etica e non di cosa specificano le agenzie fotogiornalistiche. Io fotografo per diletto per cui di quello che dicono le agenzie non me ne può fregare di meno |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 13:23
“ A voler essere ancora più precisi però il 3d iniziale parla di etica e non di cosa specificano le agenzie fotogiornalistiche. Io fotografo per diletto per cui di quello che dicono le agenzie non me ne può fregare di meno MrGreen „ Be', pure io, ma stavo rispondendo a Vincenzo che aveva fatto riferimento appunto al fotogiornalismo... |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 13:29
“ Be', pure io, ma stavo rispondendo a Vincenzo che aveva fatto riferimento appunto al fotogiornalismo... „ Non era per polemizzare, non avevo colto la risposta mirata, mea culpa |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 13:56
“ Non era per polemizzare, non avevo colto la risposta mirata, mea culpa ;-) „ Nessun problema. Nel caso tu abbia visto il mio intervento proprio pochi secondi dopo l'invio, è anche colpa mia perché in effetti avevo dimenticato di inserire la citazione del messaggio a cui stavo rispondendo. |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 14:11
Da sempre la fotografia NON è la rappresentazione della realtà, bensì un'interpretazione. Poi bisognerebbe anche mettersi d'accordo su cosa significhi rappresentazione della realtà. Perché se mi riferisco a quello che vede l'occhio umano, allora nella fotografia, e ripeto da sempre, siamo ancora più lontani dalla realtà. D'altra parte se le migliori macchine fotografiche arrivano come gamma dinamica a 14.8EV mentre l'occhio umano supera i 20 già capiamo che non si può fotografare la realtà. Ma se poi pensiamo a una foto ripresa con un grandangolo, con un fisheye, con un tele o supertele (compressione dei piani, ecc.) cosa hanno a che fare con ciò che vede l'occhio? E il B&W? E le filtrature colorate con il B&W dove si possono alterare completamente i toni di grigio sulla foto finale? Queste sono tutte alterazione della realtà, ma dato che la fotografia si è sempre basata su queste alterazioni, le si accettano a priori, anzi, magari sono alta fotografia! Nel digitale, invece, già tutto quello che si sarebbe fatto una volta in camera oscura viene additato come taroccamento. Incredibile! La fotografia è un'interpretazione della realtà (a meno di foto volutamente documentaristiche dove si prova a essere il più vicino possibile - senza ovviamente riuscirci perché impossibile - alla realtà) e in quanto tale ritengo che tutto sia lecito. Quella che si DEVE giudicare, a mio avviso, è la foto finale, non come la si è ottenuta. D'altra parte nessuno si chiedeva quali diavolerie in camera oscura usava Adams, ora invece parliamo di etica. E cos'è l'etica? E quali sono i confini, i limiti? Perché una clonatura di un filo d'erba si e qualcos'altro no? Come una volta un fotografo che non sapesse stampare le proprie foto era un fotografo a metà, anche oggi uno che non conosce (e non usa) la PP è un fotografo a metà, perché la PP in camera chiara od oscura FA PARTE della fotografia. L'importante a mio avviso è solo il risultato finale e quello che mi trasmette, tutto il resto... è noia... o se vogliamo essere incisivi, anche invidia! ;) Solo per i concorsi, limiterei (come spesso già si fa) la PP nello spostamento dei px, quindi ovviamente niente clone, riempimento in base al contenuto, blending, ecc. e questo solo per dare un limite assoluto alla PP in modo che la fotografia non diventi una gara di PP e nello stesso tempo per capire quanto realmente uno scatto possa in un certo senso essere unico. Ma questo, ripeto, lo ritengo giusto solo nei concorsi, presentando anche l'originale raw. |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 14:17
Chiedo scusa se non sono stato chiaro. È vero si parla di fotogiornalismo per cui è lavoro più di cromie che i professionisti in genere affidano a persone che lavorano dietro le quinte e in base all'esigenza del committente. In altri generi esempio matrimoni non è novità eliminare o sostituire elementi che compromettono la fotografia. In una foto di gruppo sostituire il volto di un elemento con l'espressione da × con quella di un' altro scatto della stessa sessione non è una novità...l'importante è che non si noti. Ci sono manipolazioni pensate già prima dello scatto altre sono esigenze per rendere al meglio lo scatto. Dipende dai casi. |
user90373
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 14:45
Se uno dopo aver clonato a desta e a manca ed aver ricevuto elogi, non per le clonature ma per il risultato ottenuto, si sente a posto non vedo dove sia il problema. Se al contrario si prova un certo disagio forse non è cosa da ripetere e, comunque, ammettere d'averlo fatto suona più come vanto per averlo fatto bene che come ravvedimento . |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 15:05
Io vedo utile indicare l'utilizzo del clone (come di un blend di esposizioni o altro) nei casi in cui si richieda di giudicare un'immagine al di fuori di contesti ben precisi (come in un forum), perché se il contesto prevede oggettivamente anche la possibilità dell'utilizzo di determinate tecniche di post, allora ogni dichiarazione è evidentemente superflua e può suonare effettivamente come suggerito da Ettore; ma qui si ritorna sempre al solito problema di "cosa entra" nel giudizio di una foto e, a mio avviso, entra anche il contesto |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 15:16
Sapete che vi dico : faccio un salto in un sito di Philosophia sono sicuro che è molto meno noioso di questa discussione. |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 15:30
@ Ettore: Non è vanto è saper lavorare... o una scelta personale di elaborare le proprie immagini. Poi dipende dai punti di vista e dal genere fotografico . Disagio potrebbe essere se ti prendi meriti non dovuti. Clonare, rattoppare o manomettere può essere parte intengrante del proprio lavoro come elaborare la fusione di più scatti o semplicemente un esigenza per migliorare lo scatto. Certo se la foto deve documentare un evento avvalendosi di manipolazioni c'è poco da vantarsi. |
user90373
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 15:35
Queste discussioni in fondo sono divertenti perchè si nota come in nome della "creatività e dell'arte" ognuno debba avere massima libertà di manovra, meno tutti quelli che la pensano diversamente. |
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inviato il 21 Settembre 2017 ore 15:57
Comunque, quando ho scritto "l'importante e il risultato" dopo l'esempio di foto con tre persone che diventavano due e spariva metà della scena, il sorriso al termine della frase ( ) stava ad indicare che stavo facendo dell'ironia Per me l'importante è il percorso quanto il risultato. Anzi, forse più il percorso. |
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