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inviato il 18 Settembre 2017 ore 11:59
Lo dico pubblicamente: la bancarotta di Agfa e la perdita delle pellicole professional STRATOSFERICHE, mi han fatto passare la voglia di fotografare, con la mia Canon Eos 50 ferma in un cassetto da allora. Ero arrivato a scegliere le Ultra/Portrait/Optima dopo aver provato MOLTE delle pellicole esistenti, dalle Reala alle Velvia, dalle Konica (3200iso!) alle varie Kodak PRO, giusto per ricordare le mie preferenze. Con la scomparsa delle pellicole, mi é passata la voglia di fotografare, anche perché le prime macchine digitali erano di qualitá scadente oltre al fatto che producevano piattume (abitudine mai persa negli anni ). Oggi che le oellicole sono nuovamente prodotte, non vedo l'ora che riparta la produzione di film PRO by Agfa. |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 12:00
Un domanda: da quanto tempo non scrivete più una lettera a mano ? Meno di ventiquattro ore, ma ho avuto per anni l'hobby della calligrafia, quindi non faccio testo.  Detto questo, per me un ritorno di vecchie pellicole fuori produzione fa piacere, perchè rimetterle in campo di quando in quando è un gusto che a me piace... ovviamente non credo sia una cosa che durerà più di tanto come ogni revival classico, ma finchè dura... Di certo non mi vendo la digitale per questo. |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 12:07
Un grazie a Il Puma che mi ha ricordato le Reala , ricordo che erano le mie preferite quasi quasi mi pento di avere venduto per niente (850 Euro) due corpi Canon Eos (30 e 50) oltre che 5 obiettivi Canon USM. E se ora avessi ancora la mia prima auto ? e la Dandy ? (la Citroen decapottabile ? ) OK scendo e torno indietro |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 12:13
chi ama la fotografia, l'immagine e la creatività che ne deriva non può essere legato al mezzo, tutto va c.a. bene, basta un mezzo per esprimersi per creare. Se non si ragionasse così sarebbe morto tutto da tempo. Dal BW al colore dal colore negativo al positivo, dal telemetro alla reflex ora dalla reflex al telemetro, poi le stampe ciba sembrava non lasciassero spazio a nulla.... poi. Ora sul banco degli imputati c'è il digitale....un nemico si deve sempre avere, ma è un'errore.Se domani sparisse il digitale, non avrei paura di tornare totalmente alla pellicola, e se sparisse la pellicola... c'è sempre Luis Daguerre, se non erro quando mise in piedi il suo procedimento, lo regalò all'umanità! lo rese disponibile gratutamente...capito lo spessore di chi aveva compreso come dovrebbe funzionare il mondo.... |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 12:43
Ma se DA DOMANI producessero soltanto scarpe da ginnastica SOSTENENDO CHE E' IL FUTURO, facendo fallire tutte le aziende produttrici di scarpe in cuoio e pelle, voi lo accettereste??? Io sostengo che UNA NUOVA TECNOLOGIA CHE AMMAZZA E SOSTITUISCE LA VECCHIA deve essere di gran lunga e indubitabilmente superiore altrimenti è UN BLUFF a danno dei consumatori e degli appassionati. Ma aggiungo anche che quello che c'è di sbagliato in tutto questo è LA SOSTITUZIONE tout-court di "un sistema di altissima qualità" con un sistema differente, più pratico, più alla portata della massa ma con ENORMI LIMITI QUALITATIVI tuttora non superati. Serviva un AFFIANCAMENTO della DIFFERENTE TECNOLOGIA (non nuova, differente: il digitale è nato vecchio, quindi...). A riprova che il mio ragionamento è giusto, LA PELLICOLA è di nuovo tra noi (seppur limitatissima nella scelta di prodotti "professional") e gli appassionati di fotografia analogica nel mondo NON SONO SCOMPARSI, al contrario della fine che hanno fatto Kodak e Agfa. SI' al digitale (per chi lo "digerisce") ma NO alla morte dell'analogico (per chi lo ama e per la sua UNICITA' QUALITATIVA MAI REPLICABILE E MAI RITROVATA in ambito digitale). Serve molto per comprendere che non si può vivere di solo digitale??? |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 12:50
Vale lo stesso ragionamento in ambito audio: far digerire "il sound purissimo e altissimo del digitale" a chi è abituato al suono reale LIVE e al sound analogico e al vinile, è IMPOSSIBILE. Da una parte (digit) troviamo iperdefinizione e messa a fuoco certosina "discretizzando" scena e strumenti in modo innaturale al limite del finto, ma (per molti) piacevole. Dall'altra (analog) troviamo un suono più compatto, più "organico", che sa di vero, ha un'anima, magari è più imperfetto magari è meno definito ma è 1000mila volte più emozionante poichè fortemente EVOCATIVO della realtà e NATURALE, meno finto della controparte digitale. |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 12:57
Indubbiamente L'IMPRONTA ANALOGICA che ne deriva sia in ambito audio che in ambito foto e video, ha un suo senso di esistere poichè il nostro sistema percettivo/uditivo la riconosce come PIU' VERA, più ANALOGA al reale. Chi invece insegue l'illusione della perfezione assoluta ASETTICA E NON ESISTENTE IN NATURA, può continuare a cullarsi e a nutrirsi di simulazione numerica creata elettronicamente. |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 13:21
Sul suono....... Io non ho niente contro il digitale ,ascolto la musica e non il sistema che la diffonde ma il suono anni 70 primi 80 [ ante CD] era meraviglioso La perfezione la pienezza la pulizia odierna è a volte deprimente |
user90373
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 13:40
@ Cesaregiancarlo “ ........ E' vero le dita si usano per battere i tasti e ... anche per metterle nel naso (soprattuto ai semafori) .......... „ Finora l'ho fatto solo per costruire pupazzetti da allineare sul cruscotto, non sapevo si potesse far anche letteratura, non si smette mai di imparare. |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 14:39
Ma sui nuovi dischi in vinile registrano la stessa cosa che c'è su cd o invece usano diverse equalizzazioni? In altri termini: sui vinili si supera il problema della compressione del suono o loudness war che affligge sempre più diffusamente le nuove registrazioni? O mettono la stessa porcheria che però si percepisce un po' meno? |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 15:16
allora, vediamo di capire un po' meglio sull'audio. l'orecchio umano è in grado di percepire da 16 vibrazioni al secondo fino a circa 23.000 nei giovanissimi. Lo standard audio in pratica è codificato da 20 a 20.000Hz, che corrispondono alla gamma udibile. Udibile sì, ma non è percepita con la stessa potenza dal nostro oreccho che è più sensibile a circa 2.500 - 4.000 Hz (giovane sano). La codifica per registrare un supporto digitale deve avere un campionamento doppio alla freq. limite registrabile, ecco perchè i CD normalmente sono campionati a 44.100 s. La registrazione conosce diversi passaggi, ma i più rilevanti al fine della resa sonora sono la ripresa, la finalizzazione, la masterizzazzione. - la ripresa è la fase in cui tramite linea o tramite microfono il suono diretto (voce, chitarra, violino, ecc...) è appunto ripreso. Tale ripresa oggi finisce sempre immediatamente su D ovvero su supporto digitale, dalla classica al rap. Differenti tracce che compongono il brano vanno mixate per ottenere un prodotto stereofonico. Durante questa fase sono fatti interventi di aggiustamento di molti tipi, dall'equalizzazione alla compresione, dal noise gate all'ambienza. Gli apparecchi che la effettuano possono essere sia analogici sia digitali, ma attenzione, tutto finisce nuovamente in digitale. A questo punto la traccia stero subisce una sorta di pettinatura, per renderla meglio apprezzabile, tale processo si chiama finalizzazione ed è effettuato nuovamente su D, ovvero in digitale ed avremo la traccia Master che sarà pronta per creare le nuove matrici per il pubblico (DD). A questo punto si decide cosa dare al pubblico, e normalmente puoi scegliere il CD o LP. Se scegli il CD avrai un DDD (ovvero 3 passaggi digitali), se scegli il vinile avrai un DDA (ovvero 2 passaggi digitali ed uno analogico, ovvero il vinile stesso). Il vinile aggiungerà inevitabilmente degli artefatti alla registrazione stessa, dovuti appunto al supporto analogico, e tali artefatti sono rumori della polvere, rombi dovuti alla interferenza tra diffusori e giradischi, infatti il giradischi vibra per le vibrazioni delle casse e aggiunge interferenza (per alcuni magia per me pattume) al messaggio finale, si avrà una netta riduzione della dinamica, perchè il supporto analogico non può farti ascoltare gli stessi pianissimi e gli stessi altissimi che ti dà il CD, si ascolterà una marcata riduzione stereo, poichè la diafonia nel vinile è molto più presente. con buona pace di tutti coloro che come il vinile non c'è nulla, sappiate che apprezzate tutte quelle componenti aggiuntive che NULLA hanno a che fare con il messaggio originario dei musicisti e dei fonici che hanno creato la traccia originaria. è una vostra scelta, un vostro feticismo, quello di apprezzare quelle spurie, ma sappiate che sono comunque prodotti che hanno avuto DUE (molti di più) passaggi digitali, che sono stati "scolpiti" su un disco in vinile (soggetto a cambiare ad ogni ascolo per deterioramento del vinile, qualcuno potrebbe anche dire a migliorare, vista la reale motivazione per apprezzare il vinile in favore di un CD). Quindi chi ascolta un vinile NON ascolta una registrazione analogica ma scolta un passaggio DDA, dove l'unica cosa analogica è il vinile che raccoglie i passaggi digitali. Il fatto che oggi molte registrazioni facciano schifo dipende principalmente da 3 fattori che non hanno nulla a che fare con il digitale: 1- la musica è prodotta male, poichè il mercato di una volta non esiste più causa mp3 e molto altro. Quindi non si impegnano equipe di macchinari e staff importanti per creare la musica che si faceva una volta. Tutto è sceso enormemente di qualità, a cominciare dalle persone che ci lavorano. 2 - la catena audio deve avere un amplificatore valido, ma spesso gli amplificatori nelle case nemmeno esistono più, ci sono dei cosi innominabili, e quando qualcuno ti dice che ha un impiano della madonna spesso ha un 5+1 o un 7+1 senza neanche sapere cosa significhi realmente ascoltare correttamente un brano audio. 3 - le casse. oggi pochi vogliono casse grandi. Le vecchie radio di una volta si sentivano meglio perchè avevano un bel volume che conferiva pienezza al suono. Oggi è tutto striminzito, anche i subwoofer sono piccoli, si ottiene un suono orribile. Inoltre qui il serpente si mangia la coda, perchè, poichè i produttori lo sanno, equalizzano le registrazioni in modo che rendano meglio su cuffiette e impianti pessimi, peggiorando ulteriormente le registrazioni. Se vi divertite a fare un'analisi spettrale di Money dei Pink Floyd, 1973, scoprirete che rispetto ai brani moderni l'equalizzazione era nettamente più estesa sulle basse frequenze, questo perchè allora i bassi nelle casse erano meno presenti e più naturali. Oggi si tende a tare un taglio brusco sotto i 110Hz perchè la musica o è riprodotta da cuffiette oppure da impianti orribili che pompano i bassi in modo innaturale. |
user90373
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 16:24
Ma un tempo le registrazioni non si effettuavano su uno o più nastri magnetici a più piste? @ Ooo “ Si, AAA „ Questo migliora o peggiora rispetto al digitale la qualità del suono? |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 16:56
si. AAA |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 16:58
Il master di base é digitale, ma sul vinile rende meglio che su cd (o file) per vari fattori che sarebbe lungo spiegare. Sulla spiegazione di Ooo, un filino superficiale e contenente vari errori tecnici, aggiungo: in Italia esistono almeno una decina di Recording Studio che offrono l'opzione FULL ANALOG, dal mixing al master tape. Alcuni addirittura, come FONÉ di G.C.Ricci lavorano ESCLUSIVAMENTE IN ANALOGICO con tanto di Master Tape Recorder AMPEX "customized" by Foné (con stadio pre FULL ANALOG a valvole). I risultati sono perfettamente ascoltabili via streaming su Tidal, ma su vinile sono IMMENSI. Evidentemente la conoscenza della materia da parte di Ooo é superficiale e incompleta. |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 22:02
Il Puma: vedo che ami parecchio polemizzare. Non ti piace la mia foto? Va benissimo, non me la prendo, manco ci conosciamo. La "punizione" è piaciuta a me, a qualche mio amico e a 362 persone qui su Juza (compreso Fabio Marchini, paesaggista bravo e che stimo molto e che me l'ha commentata anche in MP. Compresa Caterina Bruzzone che gentilmente mi ha inserito il suo "mi piace". Compreso il bravo Alberto Ghizzi Panizza, professionista di gran valore e testimonial Nikon. Compresi il pittore Franz Of, Alessio Del Frate, compreso Lazzaro, autore di tantissimi splendidi paesaggi, il bracvissimo Luca Benini,insomma tanti). Ringrazio tutti per la immeritata gentilezza: avranno visto un'altra foto! Invece non piace a te, ma me ne farò una ragione; anzi, già me ne sono dimenticato. In queste pagine ho cercato di esprimere delle convinzioni pacate su un argomento probabilmente un po' banale nell'impostazione, senza trasformare il mio intervento in qualcosa di personale. Ho già ribadito che per me conta l'immagine finale, analogica, digitale mi interessa poco: credo (riprendendo un editoriale di Giulio Forti su Reflex di qualche anno fa ) che Gardin sarebbe Gardin anche con una Leica digitale in mano. Non rinnego affatto quanto ho fatto in passato: ho percorso l'intera trafila, mi ripeto, fin dalla stampa in bianconero in cui con opportuni sviluppi del negativo e bruciature/mascherature in stampa si poteva -eccome!- intervenire pesantemente su qualsiasi foto. Tu lo ricorderai senz'altro, avrai utilizzato anche tu pellicole varie, tirate fino a 1600-3200 ASA (il massimo che si poteva fare allora), magari sviluppi per aumentare la grana per esaltare certe nebbie o ti sarai autocostruito anche tu (come tanti professionisti) delle sagome per le mascherature; ho nominato precedentemente Michael Kenna : guardati bene i suoi lavori (a casa ho diversi suoi libri fotografici), osserva che pesanti bruciature applica ai suoi cieli! Come vignetta tante stampe! Ovviamente nessuno di noi si può paragonare a lui. Ma anche allora si poteva intervenire sulle stampe. Ho sviluppato diapositive, le ho stampate con il metodo Cibachrome e poi, in anni recentissimi, sono approdato alla stampa digitale che faccio in proprio, dopo essermi accorto che diversi laboratori mi strapazzavano i file...anche se rigorosamente su carta fotografica. Oggi uso stampanti a pigmenti a 8 inchiostri, carta professionale Canson Baryta o Hahnemuhle Photo Rag (la stessa sulla quale ho visto stampate le magnifiche foto bianconero di Elliott Erwitt in una sua mostra di qualche tempo fa). Tra qualche anno sarò vecchio, cambierà la fotografia e cercherò di ottenere le foto che mi piacciono con le nuove tecnologie, sempre se sarò in grado di imparare cose nuove. Non inutilmente rimpiangendo (se non gli anni che passano) nè rinnegando. Poi ognuno trova la sua dimensione. Se hai veramente opinioni serie, puoi anche esprimerle pacatamente, è sempre un piacere parlare di fotografia e ascoltare attentamente le opinioni di altri: l'ironia con me non serve e non rafforza affatto le tue argomentazioni, anzi le banalizza. |
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