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inviato il 14 Settembre 2017 ore 14:01
Alex76 , grazie per il filmato su McCurry , non l'avevo mai visto . E' un grande anche se io ho sempre avuto un debole per Ernst Haas e le sue foto del mosso alla corrida. Sono secondo me un capolavoro perché è riiuscito a far accettare delle foto di mosso che è invece il problema comune di noi fotografi (verrà mossa ?). |
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inviato il 14 Settembre 2017 ore 14:10
Diebu infatti non sono più leggere ma mi spiego copiando quanto ho scritto qualche giorno fa in un post appena sono "sbarcato" sul forum [/I ] E' proprio perchè credo di aver perso delle eccellenti occasioni che sono passato dall'analogico al digitale. Prima viaggiavo con due borse, 2 corpi Canon Eos e 5 obiettivi, in pratica ero un facchino e spesso, troppo spesso, lasciavo tutto in auto o in camera dell'albergo e perdevo buone occasioni. E anche quando avevo tutto con me perdevo tempo a sceglliere quale corpo con quale obbiettivo. Ho preso coraggio , ho venduto tutto a un prezzo ridicolo e sono partito per il mio viaggio sognato da sempre (Isola di Pasqua) con una piccola Casio prestata da mio figlio. Poi nel tempo ho sempre privilegiato piccole macchine da tenere in tasca e sempre con me. |
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inviato il 14 Settembre 2017 ore 14:26
Cesare (o Giancarlo ?) capisco quello che dici ma torno a ripetere che il problema non è digitale o pellicola, le compatte, anche di ottima qualità, esistevano anche a pellicola. La tua scelta di passare al digitale è rispettabilissima (e ci mancherebbe altro ) ma nel descrivere le motivazioni a mio avviso confondi la tecnologia (digitale vs pellicola) con la tipologia di apparecchio (compatta vs reflex). E come se dicessi: siccome sulla mia auto 2000 cc benzina cabriolet entrava pioggia e spifferi allora ho comprato un'auto elettrica. Il problema era il fatto di essere cabriolet non il tipo di alimentazione |
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inviato il 14 Settembre 2017 ore 14:37
Diebu Chiamami pure Asdrubale se vuoi.. ll tuo commento fila perfettamente (a parte che in viaggio avrei in ogni caso dovuto portare 15/20 rotolini) ma la mia scelta è stata drastica : basta con borse e borsoni, obiettivi , filtri, paraluce etc. parto con una "cazzino" in tasca e vedo subito le castronerie che ho fatto. Devo anche dire che le mie foto sono al 95% foto dei miei viaggi intorno al mondo (non sono ricco ma per me è il modo migliore di spendere i soldi ) . Puoi facilmente immaginare quante volte al ritorno vedendo le foto in luoghi lontani dove non tornerò più mi sono detto : caxxo quella foto è sbagliata,quell'altra potevo farla meglio. Non che ora le mie foto siano perfette ma evito certe cattive sorprese. PS Carino l'esempio del cabriolet |
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inviato il 14 Settembre 2017 ore 14:42
“ le mie foto sono al 95% foto dei miei viaggi intorno al mondo (non sono ricco ma per me è il modo migliore di spendere i soldi ) „ Aaaahh su questo siamo perfettamente d'accordo OK, ora mi è più chiaro tutto il quadro (non che dovessi per forza darmi spiegazioni, beninteso ). |
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inviato il 16 Settembre 2017 ore 8:40
Notizia di ieri : il ricordo della meravigliosa Kodachrome ha toccato anche Netflix Netflix has acquired the rights to Kodachrome, an upcoming Jason Sudeikis movie about the last days of the Kodachrome film era. The news was first reported by Deadline, who is claiming that Netflix paid $4 million for the rights and plans a widespread theatrical release that could cover theaters in major regions around the world—including the US, UK, Canada, and Japan. Kodachrome the movie revolves around a father and son on a road trip to get to one of Kodak's photo processing labs before it closes down forever. The screenplay was inspired by a New York Times article about the last lab in the world that was processing the now-iconic film stock; in the movie, the characters are racing against time to try and get four rolls developed before it's too late. True to the film's theme, Kodachrome was shot on film, not digital, and features the acting talents of Jason Sudeikis, Ed Harris, and Elizabeth Olsen. Here's hoping it comes to a theatre near you... and pays proper tribute to the analog legend. Tags: film, film-photography, movie, news |
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inviato il 16 Settembre 2017 ore 8:59
Eh.....bei tempi quelli della Kodachrome,anche perché ero più giovane. Aspettavi con ansia lo sviluppo,il risultato,per poi proiettarlo e visionarlo da solo o con gli amici,la sera. Io le ho conservate tutte fino al 1989 quando,senza rimpianti passai alla Velvia 50. |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 13:24
Usata due volte fra la fine del 1980 e l'inizio del 1981 (quando comprai il primo diaproiettore). Il primo rullino uno spledore. foto in notturna di Firenze che erano uno spettacolo in confronto lle stampe. Il secondo rulllino non tornò mai: disperso fra il laboratorio (non ricordo se milanese o svizzero) e le poste italiane: Il Fontani mi restituì un rullino vergine e tante scuse, dicendom che ogni tanto succedeva. Passai all'Ektachrome 64, a cui sono rimasto più o meno fedele fino alla comparsa di Provia e Velvia. Comunque è vero: andavi in posti dove non saresti tornato con facilità e poi avevi la trepidazione di vedere quel che tiravi fuori (e il 3 su 36 era un traguardo, anche ambizioso). Ciao. Pier Luigi |
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inviato il 18 Settembre 2017 ore 15:37
@Picapi Comunque è vero: andavi in posti dove non saresti tornato con facilità e poi avevi la trepidazione di vedere quel che tiravi fuori (e il 3 su 36 era un traguardo, anche ambizioso). @Picapi ha descritto in due parole il problema e io scrivevo in questo thread : Puoi facilmente immaginare quante volte al ritorno vedendo le foto in luoghi lontani dove non tornerò più mi sono detto : caxxo quella foto è sbagliata,quell'altra potevo farla meglio. Non che ora le mie foto siano perfette ma evito certe cattive sorprese. Ecco uno dei vantaggi del digitale ! Certo manca l'ansia dell'attesa di vedere le dia o i provini delle stampe ma certe volte c'era la delusione ! |
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