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Piccolo sfogo sul clientelismo nell'ambiente della fotografia (al Sud)


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avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2017 ore 13:54    

Non penso che stia scomparendo. Il livello si è alzato quindi chi propone qualcosa fuori dalla massa prima o poi emerge sempre.

E' quello che penso anche io.
Finché un professionista è capace di fare solo quello che già fa un fotoamatore, perché dovrei spendere soldi per un professionista?
(Non sto dicendo che è giusto o sbagliato).

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2017 ore 13:57    

È una realtà.

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2017 ore 14:21    

è una questione di rispetto del luogo sacro, da ateo anticlericale ti dico che ha fatto benissimo a proibire l'uso delle fotocamere, tu sei lì per un motivo preciso un sacramento importante non per uno spettacolo,


Anch'io da ateo dico che mi disgusta la spettacolarizzazione delle cerimonie, spesso voluta e richiesta da sposi & famiglie.
Anni fa al matrimonio di una amica, in una chiesa piccola ma già ben illuminata di suo, sono arrivati il fotografo + assistente e hanno piazzato sei (6!) ombrelli. Poi durante la cerimonia l'Avedon de noantri si è comportato come fosse in un set di moda, arrivando (giuro!) a sdraiarsi a terra tra l'altare e gli sposi.
Speravo che il prete dicesse qualcosa, invece niente, come se ormai fosse rassegnato all'andazzo generale.

Questo è successo molti anni fa. Più recentemente dalla diocesi sono arrivate regole più stringenti su cosa è o non è consentito, in quali momenti si può fotografare e in quali no. Il flash ad esempio ora si può usare solo in due momenti: scambio degli anelli e firme.
Approvo.

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2017 ore 15:58    

facevano prima a sposarsi a cinecitta.

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2017 ore 16:17    

Non amo le foto dei matrimoni ma un fotografo professionista (è c'è ne sono tanti) è tutt'altro livello ad uno amatoriale (parente/amico). Il problema del parente/amico non è tanto perchè scatta la foto ma il disturbo che crea con il flash oltre che a distogliere l'attenzione delle persone dalla cerimonia. Nei concerti ad esempio i fotografi (servizio stampa) possono scattare con il flash solo i primi 10 minuti dello show poi stop (dopo assolutamente vietato). Infatti le band mettono in conto che in quell'arco di tempo dovranno dedicarsi a loro e al fastidio dei flash (le foto che vediamo sulle riviste/giornali quasi sempre sono state scattate in quei 10 minuti)

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2017 ore 16:39    

Quando lavori a livello professionale non ti limiti a quelli del paesotto o la tua città. Che sei di Palermo Napoli o Milano non conta niente. Tu puoi essere Siciliano ma lavorare con gli americani o inglesi e Giapponesi ma per arrivare a questo devi darti da fare. È anche vero che al Sud il mercato è più complicato perché non ci sono le aziende come al Nord ma sei vuoi fare certe professioni lo devi mettere in conto...è devi anche esperti vendere.


Giusto per puntualizzare, io LAVORO da 5 anni come fotografo per la New York University proprio in territorio siciliano, in alcuni parchi e musei archeologici.
Naturalmente, "a chiamata", cioè, quando a loro serve un fotografo (durante le missioni archeologiche spesso, per fortuna), mi chiamano e mi pagano (molto bene, peraltro). Sono diventato, col tempo, l'unico che chiamano per queste cose.
Come mi hanno contattato? Perchè un giorno, quasi un decennio fa, ho realizzato delle foto per uno dei primi archivi completamente elettronici di un museo siciliano, indovinate un po'? In forma gratuita, per fare un grosso favore ad un amico che, a sua volta, era lì a fare gratuitamente (come studente) un lavoro molto importante che, incredibile a dirsi, non aveva un budget stanziato da nessun ente.
Siccome quelle foto erano venute molto bene, e loro avevano bisogno di questo in un periodo, mi hanno proposto una collaborazione che è diventata via via più ampia e solida con gli anni.

Quello che è veramente difficile da capire per chi vive al centro-nord, e me ne rendo conto, è che qui non si fanno le cose in forma gratuita per scelta, per ingenuità o per mortificare gli altri, qui si fanno perchè è l'unico modo di farle. Nell'ambito della fotografia, certo, ma in quasi tutti i campi in cui, per emergere e riuscire in qualcosa, ci vuole un portfolio di esperienza alle spalle non indifferente.

Restando nella fotografia, se io voglio creare un portfolio di un genere più specifico e mostrare che so farlo bene, l'unico, assolutamente l'unico modo per farlo è iniziare senza compenso.
Altrimenti basta, si va a fare altro, si vanno a fare cerimonie (quelle tirano ancora molto) o compleanni / feste private, qui anche con poca esperienza, basta far vedere che hai la reflex e il flashone.

Oppure si fa altro: si fa politica.
Intesa come sviluppo di una rete di conoscenze in pieno stile House of Cards, e allora sì, in questo caso a prescindere dal portfolio o dall'esperienza, i lavori si trovano.

Io ho un altro lavoro che diciamo mi sfama (e mi lascia anche un po' -poco- tempo libero), quindi dedico alla fotografia un tempo piuttosto limitato ma non troppo.

Ma ho conoscenti che invece investono risparmi e tempo in questo mondo, e si trovano a 30-35 anni ad accettare di fare feste private o compleanni a 50 / 100 euro perchè pure loro hanno un affitto e delle spese da pagare.
E si può essere bravi quanto si vuole, qualcuno di loro fa mostre, vince premi, viene invitato a convegni al di fuori dell'Italia, ma se per diversi motivi magari ha la necessità di restare in Sicilia o al Sud, è costretto a snaturarsi facendo foto ai ragazzini che compiono 18 anni, per 100 euro (perchè di più non danno).

E, non lo dirò mai abbastanza, la colpa non è di quelli che poi fanno foto gratis eliminando di per sè l'esigenza di un professionista, ma è di quelli che pagano solo amici e parenti, che poi vanno al concerto importante a far foto col flash integrato da 15 metri, ad esempio. Ma non solo, si intende.

E per rispondere a chi parla di foto fatte a inizio tour e altro, questo è un concetto di marketing che valeva, forse, 20 anni fa. Adesso le cose sono NETTAMENTE diverse, ma così tanto diverse che i social hanno totalmente rivalutato e rigenerato una professione che stava per morire.
Il problema è che in Europa / Usa lo hanno capito, nel centro-nord stanno iniziando a capirlo, al sud c'è notte fonda.

user117231
avatar
inviato il 01 Maggio 2017 ore 16:55    

Raffaele, sono tante le cose che al Nord..non vengono capite del Sud.

Un uccello in volo, planando sul mare,
non capisce perche' i pesci non volano. ;-)

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2017 ore 17:52    

Raffaele, condivido in parte quanto da te scritto. Io nel 2000 ho scelto di fare altro per motivi che hai descritto molto bene. Posso dirti però che alcuni dei miei vecchi amici al sud sono rovinati...ma rovinati!!!...altri non conoscono crisi perchè avendo ormai un nome oltre a tanto lavoro per grossi marchi tengono anche corsi che costano un botto (hanno un curriculum alle spalle di tutto rispetto e tanta tanta gavetta). Se parliamo di Milano conosco pochi professionisti ma sempre di ottimo livello e anche quì posso dirti che alcuni sono sempre carichi di lavoro e i clienti che portano soldi sono inglesi, russi, americani e giapponesi...altri nonostante abbiano lavorato nella pubblicità e fotogiornalismo per grosse testate nazionali e non hanno chiuso la partita iva oltre ad essere pieni di debiti. Questo è per dirti che ormai non è più una qustione di nord/sud. Purtroppo con la scusa della crisi e le nuove tecnologie è campo minato per tutti e sono sempre gli stessi che controllano il mercato a loro favore.

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2017 ore 20:58    

Non dimentichiamoci che in Italia, Nord, centro e Sud, lavori come: avvocato, medico, ingegnere, architetto ecc ecc. Richiedono un periodo di tirocinio che......NESSUNO TI PAGA!
Capisco benissimo Raffaele Franco. Vengo dalla Sardegna dove ho lavorato per circa un 20ennio, e ora, da quasi 10 anni vivo in Abruzzo. Ho avuto la fortuna di conoscere dei bravissimi fotografi da tutt'Italia, grazie ad un amico che era socio fondatore FIOF, e sentire i loro racconti, raccogliere il loro sfogo, vedere il loro talento buttato alle ortiche, mi hafatto capire che.....NORD e Sud è uguale. Cambia solo l'accento e le modalità di interscambio. E qua Raffaele Franco può dormire tranquillo, perché chi critica, chi giudica, non ha idea di cosa voglia dire "costruirsi il proprio futuro con la fotografia".
Chi ci è passato lo sa.

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