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...allargando la discussione su un certo...


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user14286
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inviato il 17 Febbraio 2017 ore 7:37    

...allargando la discussione su un certo tipo di [negozio 24] un livello un pò più provocatorio, mi chiedo qual'è il confine tra il cosiddetto "diritto di cronaca" e il gusto per il macabro. Cioè...c'è veramente bisogno del supporto di certe immagini per imprimere nella memoria collettiva un evento cruento??
O risponde solamente alla necessità di sfogare certi bassi istinti?
Per esempio, veramente le foto della Battaglia hanno influito sul nostro modo di percepire il problema delle mafie nel nostro paese?
Veramente se non fosse per i reporter di guerra non avremmo percezione di quegli orrori?

avatarsenior
inviato il 17 Febbraio 2017 ore 8:22    

Le foto "vanno" perché c'è un mercato. Questo è indubbio...
Io credo che i due aspetti che citi siano spesso mischiati.
Ma mi sembra che in generale il sentore comune sia quello di correre il rischio di far passare qualche immagine gratuitamente macabra per evitare censure arbitrarie.
Il problema è sempre il solito. Se bisogna distinguere ogni singola immagine chi è che deve decidere? Alla fine credo sia lecito ritenere che il male minore sia far passare comunque "tutto" tenendo solo qualche soglia minima universalmente condivisa. Per cui comunque nel telegiornale delle 12:00 difficilmente vedrai video in 4k di decapitazioni/torture...

Comunque se ci pensi un attimo i paesi con la censura più forte di solito non sono proprio dei modelli da seguire.

user14286
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inviato il 17 Febbraio 2017 ore 18:36    

ma qui non si tratta di censura, ma di capire quale sarebbe la presunta indispensabilità di somministrare immagini truculente al pubblico. la scusa è il diritto di cronaca, la libertà dalle censure ecc., ma all' atto pratico è solo il solito pensiero perbenista dietro al quale si cerca di nascondere la natura becera dell' uomo.

avatarsenior
inviato il 21 Febbraio 2017 ore 9:30    

Come ho scritto...
L'immagine vende. Se non interessasse a nessuno il problema non si porrebbe.
Il pubblico ne è attratto per morbosità, di sicuro.
Ma tolta quella c'è anche informazione. Che utilità ha? Non saprei ma allora oscuriamo tutti i telegiornali visto che il 70% delle notizie sono delitti/incidenti/cronaca nera.

In particolare:
Le foto del miliziano e dello sbarco in Normandia di Capa andrebbero rimosse dalle mostre?
Ha senso propinarci a scuola un documentario sui campi di concentramento?
I documentari di Salgado? Hanno aiutato le persone che ha fotografato?
Ha senso che il telegiornale ci racconti delle stragi del sabato sera? Degli omicidi della camorra? Della guerra in Israele?
Oscuriamo tutto e teniamo solo le vallette scosciate?

Cioè comprendo che spesso si raggiungano degli eccessi e per me se ne può anche discutere , ma ripeto chi è che dovrebbe dire quello si può mostrare e quello no? Tu? Io? Una commissione dedicata? Kim Jong-un?


Insomma ci svegliamo adesso per la foto di Ozbilici? Perché nei precedenti trent'anni chi l'ha vinto quel premio?
Basta googlare fotogiornalismo...

avatarsenior
inviato il 21 Febbraio 2017 ore 9:50    

La domanda è la medesima che potremmo porci sull'aumento di audience per le trasmissioni che sviscerano i fatti di cronaca cruenti in tutte le loro più recondite pieghe (ora anche di domenica MrGreen).
Personalmente credo sia solo per il gusto perverso di farsi i caxxi degli altri anche e soprattutto se sono truculenti.
Ovvio che alla fine diventa un vero e proprio mercato anche e soprattutto per le immagini.

avatarsenior
inviato il 22 Febbraio 2017 ore 14:33    

Servono eccome.
Il confine tra diritto di informazione e perversione personale è un'altra cosa, ed è senz'altro labile e sottilissimo.
Se l'informazione non è chiara, univoca, diretta, si rischia di dare adito a libere interpretazioni soggettive, che il più delle volte, nell'ampio spettro collettivo popolare, scaturiscono il basso pettegolezzo e niente più.
Le cose vanno sapute raccontare, testimoniare, descrivere (organi di informazione)
ed anche sapute recepire, comprendere correttamente (utenze).

Se io vedo corpi smembrati per le strade di Homs e ne comprendo il dolore, umanamente parlando,
sono sicuramente più lucido di chi intravede una chiappa femminile in TV, e si fa mille film mentali, su come quella ragazza possa essere approdata in quel contesto televisivo, scendendo a presunti compromessi.

user14286
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inviato il 22 Febbraio 2017 ore 19:20    

ma è normalmente sufficiente che passi l' informazione "base".
Esempio: "Tizio è stato ucciso". E' più che sufficiente ad informare la massa (utenza) sull' accadimento.
A che serve dire che è stato sgozzato piuttosto che decapitato, piuttosto che sparato in bocca o appeso alla trave di un carroponte?
E lo stesso vale per le immagini: un conto è riprendere/fotografare un telo che copre dignitosamente un corpo, un altro schiaffare in prima pagina un morto con la bocca spalancata o con il cranio crepato.
Ripeto: a chi serve? cosa aggiunge?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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