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La novella del fotografo anagnostico


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avatarsenior
inviato il 13 Novembre 2017 ore 15:57    

@Marco Roatta non ci crederai, ma condivido a grandi linee tutto quel che dici. Odio gli evasori fiscali (perché io le tasse non posso evaderle); odio i fotoamatori che fanno il secondo-terzo lavoro in nero togliendo lavoro a chi è professionista.

Io non sono un fotoamatore ma un dilettante e l'unico matrimonio che ho fotografato è stato di mio fratello, gratis, dopo non essere riuscito a fargli cambiare idea. Con alcuni amici invece sono riuscito redimerli e a gettarli in braccio a dei P.IVA e io mi sono potuto godere il pranzo in pace.

Nel mio post, volevo solo dire che la sindrome dell'artista colpisce anche i professionisti, ad alcuni dei quali manca solo di abbaiare per completare la metamorfosi. Altri magari sono bravi ma "non professionali" nei rapporti con i clienti, come il fotografo del mio matrimonio: molto artista e molto testa di razzo (non avrei dovuto pagarlo, ma ero giovane).

Credo che i bravi professionisti faranno più fatica rispetto al passato per motivi di "economia" ma loro, i bravi, si salveranno. I cani finiranno al canile. Quando l'economia ripartirà, perché ripartirà, darwin avrà mandato all'ospizio i peggiori, i migliori faranno soldi a palate (ed evaderanno le tasse)

EDIT:
e comunque corre rischi ben diversi (fiscalmente parlando) dall'impiegato del catasto che fa i matrimoni la domenica

ERRATO: un P.IVA che evade le tasse e viene beccato, forse ma con molti forse, dovrà pagare le tasse non pagate, in genere con lunghe rate e con alte probabilità di non pagarle neppure. Per un dipendente pubblico c'è il licenziamento in tronco.
Fatemi un favore, da dipendente pubblico stufo, se vedete fotografi "pubblici" denunciateli alla GDF, il 99,9% dei dipendenti vi ringrazierà

avatarjunior
inviato il 14 Novembre 2017 ore 15:01    

E' vero Mtdbo, ho usato l'idea dell'impiegato del catasto come in altri contesti avrei usato la casalinga di Voghera, ma in questo caso è un utilizzo inappropriato per le ragioni che giustamente ricordi. E comunque mi sono espresso male.
Intendevo dire che di per sé l'impiegato che non denuncia nulla, non dichiara nulla, ha probabilità prossime allo zero di essere beccato, salvo che non venga segnalato da qualcuno che abbia interesse a farlo.
Mentre il professionista con P.I. che evade qualche probabilità ce l'ha, vuoi per un controllo incrociato (quando si lavora con aziende), vuoi per qualche discrepanza che i (giusti) sistemi di incrocio dei dati potrebbero segnalare. Avere la P.I. significa denunciare alle istituzioni ed al mondo la propria esistenza come entità giuridica, con tutto quello che ne consegue. E' ovvio che non sia un indicatore qualitativo, come non lo è l'iscrizione ad un qualunque ordine professionale (e dunque il relativo possesso dei requisiti richiesti), però è un pre-requisito essenziale per qualsiasi attività professionale/commerciale/artigianale/imprenditoriale.

"Credo che i bravi professionisti faranno più fatica rispetto al passato per motivi di "economia" ma loro, i bravi, si salveranno. I cani finiranno al canile. Quando l'economia ripartirà, perché ripartirà, darwin avrà mandato all'ospizio i peggiori, i migliori faranno soldi a palate (ed evaderanno le tasse)"

Vorrei con tutto il cuore che questa tua affermazione fosse una verità assoluta, ma fatico molto a crederlo, anzi il quotidiano mi dice tutt'altro. Credo invece che grande verità sia l'ultima constatazione che metti tra parentesi. ;-)


avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2017 ore 15:12    

Mettiamo il caso che io vedo un impiegato di un'azienda privata che fa il fotografo abusivo, vado dalla guardia di finanza e faccio uva denuncia, secondo voi che succede?

avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2017 ore 15:32    

... secondo voi che succede...


1) che gli fanno il mazzo; 2) che già che ci sono danno un'occhiata pure a te.

avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2017 ore 16:13    

Sei davvero sicuro che gli fanno in mazzo?
Io non credo. A meno che.......gli fornisco le prove dei compensi in nero che lui ha ricevuto. Altrimenti non credi che lui mi può denunciare per diffamazione? Può sempre dire che lo fa per diletto, regalando le foto e non a scopo di lucro.
Almeno io penso che vada a finire così.
Anzi.....la peggio è che nemmeno mi prendono seriamente e si scocciano pure perché gli sto disturbndo per una sciocchezza.

avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2017 ore 20:10    

In Italia tutto dipende da chi ti trovi dall'altra parte.

avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2017 ore 20:53    

C'è anche da dire che non sempre il fotografo professionista ( parlo di chi ha un'attività con tanto di IVA ) , sa dare realmente al cliente un lavoro degno di nota e del denaro che ha sborsato ,...a volte il fotografo professionista è il signore che scatta per passione e non per tirare avanti la sua attività ,...Sempre parere personale , si intende.

avatarsenior
inviato il 14 Novembre 2017 ore 21:26    

Mettiamo il caso che io vedo un impiegato di un'azienda privata che fa il fotografo abusivo, vado dalla guardia di finanza e faccio uva denuncia, secondo voi che succede?

Il dipendente privato può fare anche trenta lavori e la legge glielo consente. Se riesci a dimostrare che fa il fotografo abusivamente, cioè non rimettendo ritenuta d'acconto, allora...
Ma dovresti assumerlo tu, per un servizio e, davanti a testimoni, sentirsi negare una ricevuta.

Per quanto riguarda il dipendente pubblico, la legge ammette lavori extra, a patti che l'Ente dal quale dipende sia informato (per scritto) ed abbia dato il proprio consenso scritto. Il lavoro in questione deve avere carattere di saltuarietà.
La legge regolamenta anche il caso del dipendente pubblico che ottiene ricavi dalle proprie opere dell'ingegno: in questo caso, non c'è obbligo del consenso dell'Ente. O vienimi a dimostrare che un servizio di matrimonio non possa rientrare in questo ambito: chi può giudicare se esiste o meno "l'artisticità" delle immagini?

avatarjunior
inviato il 15 Novembre 2017 ore 16:35    

Il dipendente privato può fare anche trenta lavori e la legge glielo consente.

Vero in parte, come dipendente non si può superare il monte settimanale di 48 ore, come professioni vi sono limiti di compatibilità. Lo sottolineo non per mera polemica ma perché l'aria di far west che spesso si respira in Italia è uno dei problemi endemici che ci portiamo dietro e che certo non aiuta a migliorare la situazione.

Quanto all'abusivismo sarebbe il caso di sfatare alcuni miti dell'auto-giustificazione: la ritenuta d'acconto NON giustifica un'attività professionale, serve solo a regolarizzare le "attività occasionali", ovvero che "capitano". Chi ha un sito web o una pagina Facebook o altri strumenti pubblicitari atti a promuovere la propria attività sta implicitamente svolgendo un'attività imprenditoriale e come tale DEVE regolarizzare secondo le norme vigenti, indipendentemente dal volume d'affari. E pare anche normale: mica si comincia a vendere caffè e panini prima di regolarizzarsi, prima ci si mette in regola e POI si apre il bar.

Quelle dell'opera di ingegno non mi era ancora capitato di sentirla: complimento per la fantasia!
Solo che l'opera dell'ingegno è qualcosa di ben definito, dalla legge, perché deve essere tutelato il diritto d'autore (come si potrebbe tutelare ciò che è indefinito?). www.enciclopedia-juridica.biz14.com/it/d/opere-dell'ingegno/opere-
Quindi anche senza venire lì, ti dimostro da qui Sorriso che no, un servizio di matrimonio NON rientra nell'ambito dell'opera dell'ingegno. Un servizio di matrimonio è una prestazione professionale. Punto.
P.S. Che poi i giudici sono chiamati quotidianamente a giudicare l'artisticità, quando devono giudicare contenziosi relativi al diritto d'autore.

@Gianluca: in realtà sino a quando era possibile non facevi nessuna denuncia, facevi semplicemente una segnalazione, pure anonima. Oggi le cose sono molto diverse e non credo sia il caso di affrontare l'argomento in questa sede. In generale ad oggi è opportuno rivolgersi alle associazioni di categoria per capire come meglio comportarsi.
E' evidente che il problema è complesso e non è di facile soluzione, diversamente non se ne discuterebbe così tanto e così spesso, addirittura con manifestazioni in piazza. Sembrerebbe che finalmente le istituzioni ne abbiano preso atto e parrebbero esprimere la volontà di cercare soluzioni, vedi il MiBACT che ho linkato prima. Limitatamente agli abusivi più "attivi" con siti web ecc. so che si stava vagliando nel frattempo un'altra strada forse più efficace, dato che Agenzia delle Entrate e GdF in effetti non possono muoversi puntualmente se non dietro denuncia circostanziata e, da quel che ho potuto capire, le segnalazioni articolate fatte da canali istituzionali (associazioni di categoria) attivano al massimo dei controlli random.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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