user102065
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inviato il 16 Dicembre 2016 ore 9:21
Mi fa piacere informarvi anche di altri tre contatti extraforum. Per adesso soltanto un breve riferimento, perché sono stanco e non posso dilungarmi. 1) Fotografa professionista, figlia d'arte di un famoso e stimato laboratorio di stampa tradizionale (pellicola), che mi ha invitato ad incontrarci così da potere valutare eventuali punti di incontro. Stampa chimica, su carta fotografica. Niente icc o simili (ha tenuto a precisare); 2) Stampatore presso un negozio di fotografia. Negozio molto grande e frequentato da professionisti di tutta Italia (purtroppo non proprio a due passi da casa mia). Ci siamo sentiti telefonicamente. Mi ha detto che se riuscissimo ad incontrarci lui sarebbe disponibile a valutare insieme il mio computer e il mio monitor, fornirmi i suoi profili di stampa ed effettuare alcune prove colore su due tre carte di riferimento. Mi ha anche detto, che reputa il contatto diretto con il fotografo essenziale per un buon lavoro di stampa. In attesa di un incontro, che purtroppo temo di non ci sarà a breve, mi ha invitato a mandargli dei file di prova e di risentirci telefonicamente; 3) Stampatore di un centro-galleria d'arte che realizza stampe Fine-Art per mostre che mi ha detto testualmente: "non si preoccupi di nulla: Lei scatti le Sue fotografie e a stamparle bene ci penso io. Sono certo che ne rimarrà soddisfatto." Dopo un momento di confusione mi sono ripreso e penso non lo risentirò più. |
user102065
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inviato il 16 Dicembre 2016 ore 9:25
Hanno letto i mie interventi, quindi credo che lo sappiano. Devo precisare che certi nomi non posso proprio farli. Perché può sembrare paradossale, ma dopo aver vinto l'azione legale da me intrapresa, essendomi lasciato scappare che avrei parlato dei sedicenti professionisti per mettere in guardia altri da simili esperienze, mi sono visto recapitare una diffida formale, da parte del loro legale, che mi anticipava querele per diffamazione aggravata e richiesta di ingenti somme di danni se avessi fatto i nomi. |
user31035
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inviato il 16 Dicembre 2016 ore 9:28
e falli su... per le ingenti somme...faremo una colletta qui tra quelli che ti stanno seguendo. Ho sentito un po' tutti e sarebbero disponibili. giuro. |
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inviato il 16 Dicembre 2016 ore 9:33
“ Ci siamo sentiti telefonicamente. Mi ha detto che se riuscissimo ad incontrarci lui sarebbe disponibile a valutare insieme il mio computer e il mio monitor, fornirmi i suoi profili di stampa ed effettuare alcune prove colore su due tre carte di riferimento. „ questa è la soluzione migliore, l'unico modo che hai di capire dove stai sbagliando... lo so che pensi di essere nel giusto, ma è proprio su questo punto che fai confusione. Poi se vuoi mettere un esempio della foto che vuoi stampare, almeno possiamo farci un idea delle problematiche (se ci sono...) |
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inviato il 16 Dicembre 2016 ore 9:34
EmilLask, stai cominciando a stancarmi con i tuoi toni e le tue polemiche (e non è la prima volta che ricevo segnalazioni sui tuoi post), devo premere il tasto ban? io ti ho avvisato... |
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inviato il 16 Dicembre 2016 ore 9:48
Ci vuole una sintesi... Mi sembra inequivocabile che la colorimetria sia una scienza utile. Applicata nei processi industriali trova la sua massima espressione tecnica e tecnologica, anche se molto spesso viene trascurata per motivi economici. Professionalmente è nota, ma è assoggettata a logiche differenti. I prodotti grafici e le fotografie vengono affidate a professionisti che hanno il compito di uniformarne le logiche cromatiche. Scatti provenienti da fotografi differenti vengono riuniti in un unico contenitore comunicativo con esigenze di colore ben definite. L'industria del "colore" ha creato prodotti consumer e molti professionisti della cromia hanno intravvisto la possibilità di fare business nella formazione per un pubblico amatoriale. Come sempre il fenomeno ha generato delle storture e tanta esaltazione. Le competenze sono importanti ma non tutti sono in grado di gestirle e la "mitologia" si allarga. Esiste la presunzione che ciò che costa più caro permetta di raggiungere il risultato migliore, al contrario si pretende che ciò costa poco, abbinato a strumenti più o meno funzionali, dia il risultato massimo. In generale la qualità dei prodotti è salita nel settore basso e si è abbassata in quello alto. I primi colorimetri andavano a correggere la visione di immagini su pannelli che avevano delle alterazioni cromatiche spaventose... oggi anche un monitor entry level è più o meno bilanciato. Io ritengo che il fotoamatore più o meno evoluto debba comprendere che avventurarsi nella colorimetria spinta può essere un passatempo interessante ma fuorviante, con il rischio di peggiorare i risultati finali o sovrastimare le aspettative. Spesso il risultato di queste "avventure" è il rifiuto totale di ciò che ci ha attirato. Un computer medio, un monitor da 600/1000 € un colorimetro da qualche centinaio di euro sono già l'espressione "massima" di quanto necessario per un fotoamatore evoluto. Quando leggo che senza un Eizo CG, un i7 ultima generazione, 32GB di ram... non si può fotografare, mi rendo conto che c'è tanta esaltazione e poca sostanza. | |

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