|
|
inviato il 14 Novembre 2016 ore 11:42
Qualcuno si è mai servito da loro per stampare le proprie foto? Dopo aver letto diversi post di Raamiel, e dovendo fare una decina di stampe in 75x50, sto valutando a chi affidarmi per la stampa. Whitewall accetta anche file tiff di grosse dimensioni, ma solo 8 bit in srgb, ha diverse carte e come spesa su quel formato andrei a spendere sui 20/25€ a foto (ha la fuji Crystal HD che non ho idea di che carta sia). Fotocromie mi sembra molto professionale, accetta file tiff in 16 bit con profilo prophoto, ma via telefonica mi ha sconsigliato di fare la soft proof anche se fornisce i profili in base alla carta e stampante, il problema sono i prezzi per stare sui 23€ dovrei stampare su Hahnemühle Photo Matt Fibre 200 gr. Queste foto dovrei esporle da un amico che ha un ristorante, quindi illuminazione alla pene di cane. |
|
|
inviato il 14 Novembre 2016 ore 19:43
Up nessuno? Se conoscete altri laboratori molto competenti scrivete pure. |
|
|
inviato il 15 Novembre 2016 ore 14:49
Come scrivevo nell'altro thread, anch'io stavo cercando qualcuno da cui stampare. Proverò a fare qualche stampa da montare su pannello come regalo natalizio. Ho scelto Fotocromie perché sono gli unici che accettavano file di un certo tipo, tra i siti che avevo visionato, e la cosa mi ha ispirato fiducia. Hanno risposto anche a qualche mio dubbio via email, dicendo appunto che preferiscono decidere da sé la conversione del profilo (nonostante le mie remore), e che dovrò solo calibrare lo schermo con luminosità 80/85 e bianco D65 (ora viaggio sui 120 nit, ma per la stampa ho sempre usato meno di 90). Ti saprò dire quando avrò stampato. Anche io userò carta opaca, e pensavo di orientarmi sulla Hahnemühle Photorag Ultra Smooth. Ha un gamut ben inferiore rispetto alla lucida Photorag Baryta, ma dovrò accontentarmi (i destinatari della foto sono sicuro che apprezzeranno di più la stampa opaca). Ti giro quello che mi hanno scritto via e-mail: “ Le carte opache hanno generalmente un gamut più ristretto rispetto a quelle lucide, non per questo le foto vengono necessariamente peggio. Ad esempio, escluse le baritate, tutte le carte fine art sono opache e la resa è comunque eccellente. Poi subentra sempre un discorso soggettivo. Preferiamo sempre le foto nel profilo originale e nel suo caso, ProPhoto 16 bit, sono parametri perfetti. Ai nostri clienti consigliamo sempre di consegnarci le foto in queste condizioni, senza applicare nessun profilo, nemmeno quelli che forniamo sul nostro sito. Le dico questo perché, nonostante tutto, a monitor non vedrà mai quello che viene in stampa, a volte con risultati molto lontani dalla realtà. Viceversa, per esperienza personale come fotografo e come stampatore, riesco a rendere in stampa quanto desiderato dal fotografo apportando regolazioni opportune ad ogni singola immagine. Inoltre entrano in ballo altri dettagli della catena del colore e precisamente non so come vede lei l'immagine, come è stato calibrato il monitor, in quale condizione guarda il file e con quale tipo di illuminazione guarderà la stampa. In sintesi, non applichi nessuna correzione appositamente per la stampa che ci pensiamo noi. I dati che mi ha indicato del suo monitor sono generalmente corretti, luminosità 80/85 e D65. „ |
|
|
inviato il 15 Novembre 2016 ore 18:21
Aggiungo una precisazione, visto che poi quando rispondo via email cerco di essere sintetico senza andare troppo per tecnicismi. Potendo contare sull'esperienza di stampatore e fotografo e non avendo i fotografi in studio, a parte i "locali", con cui confrontarmi direttamente, preferisco osservare l'immagine senza che siano applicate variazioni di sorta, se non quelle di ritocco per raggiungere il risultato desiderato dall'autore, giusto per capire cosa "vorrebbe" l'autore stesso, il condizionale è d'obbligo ma ad oggi ho sempre ottenuto i risultati desiderati dai fotografi. Le foto le verifico una ad una, nulla viene fatto automaticamente, e le controllo su monitor calibrati ed "allineati" alle nostre stampanti+carte, conoscendone le eventuali difformità percettive. In generale spesso facciamo lievi correzioni in modo totalmente trasparente per il fotografo, nel senso che non gli comunichiamo nulla ma ottimizziamo il file per la stampa. Se ci sorgono dei dubbi, non necessariamente errori, contattiamo subito l'autore. Da tenere in considerazione che le carte FA hanno un punto di bianco più caldo rispetto a carte fotografiche, ma il nostro occhio corregge automaticamente il tutto e, a meno di un confronto fianco a fianco, nessuno nota questo scostamento. Se prendiamo la Ultrasmooth citata da Michele e la confrontiamo con la Bright White, la prima ci sembrerà notevolmente più gialla e la Bright bianchissima. Ma se quest'ultima la confrontiamo con una PhotoGlossy, il gioco si ripeterà di nuovo, facendo apparire la Bright White giallina. Quindi, per concludere, è vero che ci sono carte più propense a stampare il BN, i ritratti, architettura, cieli blu, ecc... ma alla fine cadiamo veramente nel soggettivo. Personalmente stampo tutte le mie foto nella William Turner, e le incornicio senza vetro, perché mi piace vedere la trama. La considero la carta più bella che ho, eppure viene usata pochissimo. Alle79, se il tuo amico ha un'illuminazione alla "pene di cane" direi che la Matt Fibre sia la più indicata, in quanto è economica, ha un'ottima resa e non è lucida, dove potrebbe creare un sacco di problemi dove non hai un'illuminazione controllata. Comunque chiedete pure se desiderate altre informazioni. |
|
|
inviato il 15 Novembre 2016 ore 18:25
Grazie sei stato gentilissimo |
|
|
inviato il 15 Novembre 2016 ore 22:09
Mitico! Anche qui! Grazie. E dire che vi avevo trovati tramite Google... |
|
|
inviato il 15 Novembre 2016 ore 22:31
Seguo |
|
|
inviato il 15 Novembre 2016 ore 22:46
Photogem.it, professionalità e qualità che non si trovano ovunque. Fabio, il titolare, è una persona molto disponibile e con la giusta competenza. Accetta tiff di gradi dimensioni e l'interfaccia utente del sito per prepare la vostra stampa è molto user-friendly. Prezzi giusti ma non certo economici, ma sostengo che la qualità si paga. Fateci un giro. |
|
|
inviato il 16 Novembre 2016 ore 11:04
Alle79 e MicheleCT, non c'è problema. Se avete bisogno di altre info chiedete pure. Ciao. |
|
|
inviato il 16 Novembre 2016 ore 12:17
piccolo suggerimento ... l'illuminate riferita ai lavori di stampa, quando si tara il monitor non deve essere la D65 ma la D50 www.konicaminolta.eu/fileadmin/content/eu/Measuring_Instruments/4_Lear inoltre utilizzare uno spazio profoto è semplicemente inutile inquanto non esistono periferiche in grado di gestirlo essendo uno spazio teorico ... Alessio |
|
|
inviato il 16 Novembre 2016 ore 12:51
“ piccolo suggerimento ... l'illuminate riferita ai lavori di stampa, quando si tara il monitor non deve essere la D65 ma la D50 www.konicaminolta.eu/fileadmin/content/eu/Measuring_Instruments/4_Lear inoltre utilizzare uno spazio profoto è semplicemente inutile inquanto non esistono periferiche in grado di gestirlo essendo uno spazio teorico ... Alessio „ D50 è lo standard per la prestampa ma la migliore corrispondenza la si ha con i monitor calibrati a D65, come oramai è universalmente consigliato da tutti gli standard industriali del settore. Riporto la spiegazione dal sito di Boscarol, dove viene spiegato il tutto nel dettaglio www.boscarol.com/blog/?p=8014 Lo spazio ProPhoto non è inutile in quanto è meglio avere un'immagine con un gamut molto ampio e farlo rientrare nei confini di stampante+carte, piuttosto che avere uno spazio dove in alcuni casi potrebbe essere più ristretto rispetto a quanto si potrebbe ottenere in stampa. Che poi il ProPhoto sia sovrabbondante in quanto comprende addirittura colori non visibili all'occhio umano è vero, ma meglio "averne di più" che averne di meno. Magari si potrebbe utilizzare il Ramiel2, che gentilmente Ramiel propone qui sul sito, ma rimanendo su standard universalmente accettati, sRGB, AdobeRGB e ProPhoto, quest'ultimo è l'unico che copre ampiamente tutti i gamut di stampa in RGB. Anche qui riporto il link di Boscarol con le opportune spiegazioni, note a tutti gli addetti del settore. www.boscarol.com/blog/?p=25401 |
|
|
inviato il 16 Novembre 2016 ore 14:17
“ inoltre utilizzare uno spazio profoto è semplicemente inutile inquanto non esistono periferiche in grado di gestirlo „ Se il gamut di uno schermo raramente è più ampio di quello del profilo AdobeRGB (anche se negli ultimi tempi le cose stanno migliorando, sul versante monitor ma soprattutto stranamente su quello TV), in fase di stampa è molto probabile che vengano riprodotti colori non presenti in AdobeRGB. Ecco perché si dovrebbe usare un profilo colore sovrabbondante in ogni caso. La tecnologia della stampa è molto diversa da quella degli schermi. Si hanno quindi colori visibili a stampa e non a schermo e viceversa, ma limitare a priori i colori di una foto usando un profilo "ristretto" non ha molto senso. Nelle foto lo standard è il ProPhotoRGB, pur con le sue "pecche", nei video lo standard è (sarà) l'ampio Rec.2020 (che peraltro si vocifera verrà coperto a breve grazie alla prossima generazione di Quantum Dot). Nel forum puoi trovare l'eccellente RaamielRGB, non universale, ma sicuramente con tanti pregi (non ultimo quello di consentire un'accurata conversione a sRGB, in caso di esportazione per il web). I link riportati sopra sono perfetti. Aggiungerei la guida di Raamiel: issuu-pdf-download.tinker-tools.com/pages.php?doc_id=140605145058-f9ae |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 260000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |