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inviato il 20 Dicembre 2016 ore 11:02
L'ho già detto in altro post....attenzione ad incolpare solo l'aspetto venatorio,potrebbe essere un falso problema di comodo che distoglie l'attenzione da quelli reali e concreti. Si può cacciare sul 25% del territorio,il disastro e sul 100%..!!! anche se venisse proibito sarebbe come dare un'aspirina ad un malato grave...niente toglie che se non si cacciasse"forse.!!!" sarebbe meglio... ma sarà antropizzazione e l'inquinamento a distruggere definitivamente il 50% delle specie animali ancora esistenti, solo le(poche)specie che si sapranno adattare avranno uno straccio di futuro,l'esempio lo abbiamo dalle nazioni iper antropizzate dove le specie di animali selvatici sono quasi inesistenti...restano solo pochi anni e succederà..!La caccia a breve chiuderà da sola da circa 2ml del 1990 sono scesi "credo"a 500mila ed il numero scende di 25mila all'anno. Chiudere la caccia è come dare aspirina ad un malato grave e dopo sicuramente dovremo cercare un altro capo espiatorio, Io non sono un mago che vede nel futuro, e neanche voglio strumentalizzare, però so contare...il consumo attuale é di 35/40 ettari giornalieri ( dati ISPRA) questi numeri non me li sono inventati io...calcolando la superficie dell'Italia e provare a fare i conti, il risultato viene fuori limpido e chiaro...se hai tempo dai un'occhiata quà.. www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/il-consumo-di-suolo- Abbiamo...mi correggo,"avevamo" il settore artigiano più capace e caratteristico del mondo (oggi guai far fare l'artigiano al figlio...),"avevamo" il patrimonio artistico e culturale più importante del mondo (la sua trascuratezza è nota a tutti..)"avevamo" il comparto agricolo più capace ed eclettico li hanno fatti scappare tutti per andare nelle nelle fabbriche,e a quelli che restano ancora alla terra pian piano gli viene sottratto il terreno agricolo per invaderlo con strade,mega opere con colate di cemento a iosa.... "avevamo" un patrimonio con i più bei paesaggi diversificati del mondo(passando dalle Alpi a Lampedusa)..compreso le coste, oramai ridotte a meno del 50%, ad oggi su 3600 km di costa il 51% è completamente antropizzato e il suo consumo prosegue al ritmo di 8 km all'anno. www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-06-28/legambiente-italia-cemento- La Regione più virtuosa,si fa per dire.. è la Sardegna, sperando che non si metta al passo delle altre..!! per cui consiglio di fare un giretto in lungo e largo forse ci renderemo meglio conto di qual'è la situazione... Capisco anche che il lavoro ci vuole per tutti e che oggi è difficile convertire un sistema che per anni ha avuto questo trend, ma ora qualcosa dobbiamo pur fare, e iniziare ad attuare inversioni di tendenza....di questo passo cosa lasceremo ai nostri figli, nel mio caso ai nipoti..???? siamo sicuri che questo modo di creare economia basata sul consumismo e sul profitto esasperato porti benefici a lungo termine.??? io credo che di questo passo si vada verso una sicura implosione. Salute a tutti |
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inviato il 20 Dicembre 2016 ore 13:30
Concordo su tutto Giordano52, bell'intervento! |
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inviato il 20 Dicembre 2016 ore 14:58
E che dobbiamo fare? Per "disantropizzare" il territorio dovremmo ridurre la popolazione di almeno l'80%, forse più. In alternativa, dovremmo chiedere ai 60 milioni di italiani di rinunciare al consumismo e tornare indietro di almeno 1000 anni. Hai qualche idea di come procedere? Altrimenti sono sempre le solite chiacchiere filosofiche che riempiono i forum, telegiornali, libri, ecc. ecc., ma alla fine tutto rimane come è e peggiora di anno in anno. |
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inviato il 20 Dicembre 2016 ore 16:06
“ Hai qualche idea di come procedere? Altrimenti sono sempre le solite chiacchiere filosofiche che riempiono i forum, telegiornali, libri, ecc. ecc., ma alla fine tutto rimane come è e peggiora di anno in anno. „ Allora Giobol continuiamo a creare alibi e inventarsi capri espiatori per spostare attenzioni da quelli che sono i veri problemi,non mi voglio ripetere, ti dico solo che il bicchiere è quasi pieno e come dici tu non sono solo chiacchiere, fatti un pò di conti, superficie disponibile e trend di consumo e vedi quanti anni restano ancora....prova chiederti perchè il 30% dei manufatti è vuoto ed inservibile, ed invece di ristrutturare si continua a costruire su terreno vergine. Il fatto è che non riusciamo a convertire un sistema che abbiamo adottato negli ultimi 40/50 anni, l'economia è basata soprattutto in quella direzione, ma la logica non ti da scampo, uno + uno fa due... l'implosione arriverà,purtroppo.!!! Ti ripeto alcune giuste considerazioni fatte quì sul forum da una persona(dico io)molto ma molto intelligente...Siamo esseri ad altissimo impatto ecologico,siamo l'unica specie che accumula cose che non gli servono strettamente per vivere,e tutto ciò lo facciamo a carico dell'ambiente.La causa è proprio nel nostro modo di interpretare il nostro ruolo nella natura.Se vogliamo raggiungere ogni posto seduti comodi nella nostra auto, se vogliamo costruire la seconda,terza,quarta casa ovunque troviamo un posto che ci piace, se pensiamo che abbiamo diritto di prelevare tutto ciò che ci "serve"senza alcun limite,se poi scarichiamo tutto tutto ciò che non ci piace più o che non ci serve più in mezzo alla natura,poi (quando raramente ce ne accorgiamo)ci meravigliamo di questa natura che non corrisponde più ai nostri canoni.Io Giobol le idee ce l'ho... smettiamola di abusare se vogliamo salvare qualcosa,invertiamo questo andazzo... se poi tu, vuoi andare con il gas a tavoletta anche quando la strada ha raggiunto la fine vuol dire che ti vuoi suicidare.Moderarsi non vuol dire tornare indietro 1000 anni ma vuol dire andare avanti, invertire le tendenze sarà senz'altro di sacrificio, ma non c'è via di uscita... buon senso Giobol,buon senso.!!! |
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inviato il 20 Dicembre 2016 ore 16:12
Magari bisognerebbe cominciare ognuno per quel che può a cambiare stile di vita; sono sicuro che tutti noi per es. abbiamo acquistato cose inutili, per puro piacere di averle o peggio di POSSEDERLE. Quanti cambiano telefonino ad ogni piè sospinto solo perché l'× di turno (mi riferisco a Piff) fa la pubblicità dove dice di buttare il telefonino dell'anno passato sotto ad uno schiacciasassi perché è uscito quello nuovo che ti viene "regalato" col tale contratto telefonico...nessuno regala nulla ricordatelo... Una lenta decrescita non è solo filosofia ma stile di vita e non ci porterà certo indietro di 100 o 1000 anni, ci renderà solo consapevoli che la crescita non è ne sarà per sempre |
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inviato il 20 Dicembre 2016 ore 16:26
Secondo me il vero problema non è la caccia, ma chi armato di fucile automatico spara in modalità criminale a qualsiasi cosa voli. Questi esseri infrangono la legge e sparando ad un ibis che vola sparano anche alla collettività a cui appartiene. Lo stato se ne infischia bellamente di quanto accade e questo è di una gravità estrema. Cambiamo chi governa la collettività, coloro che mettono a rischio le persone e non solo gli ibis. |
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inviato il 21 Dicembre 2016 ore 12:03
In effetti, veder scomparire le specie selvatiche (specie, non individui; alcune specie più adattabili sono in crescita: vedi le pantegane), con un ritmo accelerato nonostante la costante riduzione dei cacciatori, dovrebbe far riflettere su quali siano le reali cause; così come dovremmo renderci conto che "progresso" e "sviluppo" non sono sinonimi. Lo sviluppo presuppone un costante incremento nel "profitto" e nel conseguente consumo delle risorse disponibili, mentre il progresso è tutto quello che porta maggiori benefici alla vita dell'uomo e al suo benessere; benefici reali, non superflui o inutili come i non meglio precisati servizi aggiuntivi, ma mai richiesti, che servono a mantenere alte le tasse, anziché diminuirle quando gli Enti gestori hanno un reale calo di spese. Se però consideriamo l'ambiente naturale come un elemento indispensabile al benessere dell'uomo, dobbiamo renderci conto che il suo costante "consumo", per soddisfare le esigenze dello sviluppo, non può essere considerato come elemento di progresso, ma semmai come il suo contrario. Una volta chiarita questa falsa omologia tra i due termini, forse diventerà più semplice trovare strade adeguate. Ad esempio: i desideri sono sempre stati una costante nel pensiero dell'uomo, ma è solo quando i "sistemi" entrano nella spirale di non ritorno che si trasformano in vere e proprie "scimmie" generando atteggiamenti compulsivi, in cui cioè anche chi ne è affetto si rende conto, pur non riuscendo ad evitarli, della loro fondamentale inutilità. Nei due secoli che precedettero la caduta di Roma, si assistette ad un aumento vertiginoso del desiderio di ricchezza e di poterla ostentare al punto che, per alcuni personaggi, tale ricchezza raggiunse proporzioni tali da risultare di fatto inutilizzabile perché andava ben oltre le esigenze e le "scimmie" che quegli stessi individui potevano aver sviluppato: un atteggiamento che nel precedente periodo repubblicano avrebbe costituito motivo di scandalo, anche e soprattutto tra le classi più abbienti. Oggi stiamo assistendo a qualcosa di pericolosamente simile: da un maggior peso dell'"essere" siamo passati a quello dell'"avere" (ricordate Fromm?) per poi inoltrarci in quello dell'"apparire" (l'ostentazione fine a se stessa); siamo cioè vicini all'implosione, esattamente come accadde ai tempi di Roma. Solo che adesso la cosa è ben più preoccupante, perché ha assunto proporzioni planetarie e non c'é un solo angolo del globo che ne sia rimasto fuori. Indubbiamente è molto difficile immaginare strade finalizzate al progresso, ma alternative allo sviluppo; tuttavia, se arriveremo al crollo del sistema non avremo più tempo di cercarle, dovremo imboccare l'unica che ci si presenterà, qualunque essa sia, esattamente come dovettero fare i Romani di 1500 anni fa. Per la cronaca: tutti gli studi storici concordano sul fatto che alla caduta di Roma la popolazione dell'ex Impero risultò decimata (in senso letterale: ridotta a circa un decimo) nell'arco di circa 40 anni, non come effetto di questa o quella guerra, e nonostante i molti anni di afflusso di nuovi popoli "barbari" all'interno dei confini imperiali (altra analogia con quello che sta accadendo oggi). Potrebbe essere una soluzione |
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