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A ritmo di luna


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avatarsupporter
inviato il 06 Novembre 2016 ore 19:07    

Il pallido astro d'argento ha una misteriosa influenza sul comportamento sessuale di molte specie di animali. All'alba del primo giorno dopo l'ultimo quarto di luna del mese di novembre, come per magia, il mare antistante le isole Samoa e le Figi, nel Pacifico, si riempie di una massa brulicante di vermiciattoli, che formano un'immensa distesa collosa alla superficie. La popolazione locale conosce bene il fenomeno che si ripete ogni anno sempre alla stessa data. Lo specchio d'acqua costiero si affolla di canoe: centinaia di uomini e donne raccolgono con ogni sorta di recipienti quella manna che il mare generosamente regala. E' il “palolo”, cibo prelibato e molto nutriente, che si mangia crudo o cotto in mille modi diversi. E il giorno del palolo è un giorno di festa per le popolazioni di quelle isole oceaniche. Per le isole Figi segna l'inizio del nuovo anno.
Ma che cos'è il palolo? Il verme palolo (Eunice viridis) è un polichete che vive insieme ai suoi simili nei meandri della scogliera corallina intorno a Samoa e alla Figi. E' formato da una testa fornita di tentacolo seguita da una serie di segmenti che aumentano di numero man mano che la parte posteriore dell'Eunice ne fabbrica di nuovi. All'approssimarsi dell'autunno, i segmenti terminali raggiungono la maturità. Ciascuno di essi è una macchina fabbrica-gameti, che produce uova o spermi, secondo il sesso del verme. Allo scoccare della data fatidica, tutto è pronto per lo spettacolare lancio, rigorosamente sincronizzato con il calendario lunare. Come rispondendo a un invisibile segnale, milioni di vermi si auto mutilano, sganciando all'unisono le rispettive code, lunghe 20-25 centimetri. I monconi salgono a galla come lanciati da un'esplosione. Le guaine di viventi di uova e spermatozoi continuano a contorcersi alla superficie per un certo tempo, poi l'involucro esterno si spacca. Uova e spermatozoi, finalmente liberi, si diffondono nell'acqua, si incontrano e si fondono. Avviene la fecondazione. Dalle uova fecondate nascono miriadi di nuovi esseri, che, essendo più pesanti, cadono immediatamente sul fondo. Ritornano così all'habitat originario della specie.
Nelle scogliere coralline delle Bermude e delle Antille vive un'altra rappresentante della famiglia, la Eunice fucata, che si riproduce con impressionante regolarità nei tre giorni che precedono l'ultimo quarto di luna, tra il 29 giugno e il 28 luglio.
La Eunice siciliensis vive invece sui fondali coralligeni del Mediterraneo, ma la sua riproduzione non avviene in forma così vistosa nel palolo. Si è ottenuto la maturazione sessuale e il distacco spontaneo della parte posteriore, colma di elementi riproduttori, anche negli animali allevati in laboratorio. E, cosa ancor più straordinaria, la singolare automutilazione si è ripetuta nel secondo anno di allevamento, sempre nella stessa epoca, come se i vermi conservassero memoria del ciclo lunare, così determinante per la loro riproduzione.
Un altro verme marino, il polichete Platynereis megalops, sincronizza la sua riproduzione, ancora più singolare, con le fasi del nostro satellite. Questo verme produce gameti, cioè uova e spermatozoi maturi, soltanto nei mesi estivi, nel periodo compreso tra l'ultimo quarto di luna e la luna nuova. Ogni sera, in quel periodo, i piccoli maschi rossicci nuotano in superficie per un paio d'ore, guizzando rapidissimi all'intorno. Ben presto salgono dal fondo le pallide femmine giallognole, dal corpo ricolmo di uova. Pesanti come sono, si spostano con estrema lentezza. Non appena un maschio ne incontra una, dà inizio immediatamente a una danza vorticosa, che termini in un abbraccio testa-coda. In questo modo la coda del maschio, dove nel frattempo sono affluiti gli spermatozoi, si viene a trovare in corrispondenza della bocca della femmina. Lei non aspetta altro. Apre la bocca e ingoia gli spermi che defluiscono in abbondanza dall'ano del maschio. Nel suo corpo, i gameti maschili si dirigono direttamente verso le uova mature e le fecondano. Larghi squarci compaiono allora nel corpo femminile e attraverso quelle provvidenziali aperture le uova fecondate sgusciano fuori e si ritrovano in mare, dove portano a termine il loro sviluppo. Intanto la madre muore e il suo corpo dilaniato cade a fondo. Il padre vive qualche ora in più. Giusto il tempo di fecondare altre femmine. Poi suona anche per lui l'ora della morte.
Evento spettacolare in concomitanza con le fasi lunari anche sulle coste della California. Questa volta è di scena un piccolo pesce, il Leuresthes tenuis, lungo una quindicina di centimetri. Da marzo ad agosto, in coincidenza con l'alta marea del plenilunio e del novilunio, immensi branchi di Leuresthes si avviano verso le spiagge del Pacifico, da Los Angeles fino alla bassa California. Aspettano che la marea cali per precipitarsi sulla sabbia umida, poco oltre la battigia. Nel buio della notte, i pesciolini argentei si contorcono e si dimenano senza tregua come un'enorme massa scintillante e lo spettacolo non manca di richiamare folle di turisti e di curiosi. Che cosa succede in realtà? Succede che ciascuna femmina, senza perdere un attimo, si avvita a cavatappi nella sabbia bagnata, fa una bella buca profonda fino a cinque centimetri e vi lascia cadere l'una sull'altra dalle mille alle tremila uova. Nello stesso momento si avvolgono intorno a lei in uno stretto abbraccio due o tre maschi che badano a fecondare le uova man mano che sgorgano dal suo corpo. Tutto si svolge con una rapidità fulminea, nell'arco di venti-trenta secondi, nell'intervallo tra il frangersi di due onde. Al sopraggiungere di quella successiva, i pesci si lasciano trascinare di nuovo in mare. Hanno esaurito il loro compito. Diverse ondate di Leuresthes si avvicendano sulla spiaggia. Poi, d'improvviso tutto cessa. La scena si svuota. Dopo circa due settimane, i piccoli sgusciano dalle uova, affiorano in superficie e, non appena arriva l'alta marea, si fanno risucchiare dall'acqua e si ritrovano liberi nell'immensità dell'oceano.

user28347
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inviato il 06 Novembre 2016 ore 19:17    

sei un enciclopedia,complimenti anche per le vere osservazioni da naturalista

avatarsupporter
inviato il 06 Novembre 2016 ore 19:24    

Grazie, leggo molto e mi piace comunicare agli altri tutto ciò che personalmente ritengo arricchisca il nostro sapere. Ciao.

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