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Il viaggio di nozze dell'anguilla


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avatarsupporter
inviato il 22 Ottobre 2016 ore 11:17    

Le anguille generalmente abitano gli stagni salmastri, le lagune, i torrenti, ma possono vivere anche fuori dall'acqua e, compiere lunghi tratti sulla terra nelle notti piovose, strisciando sull'erba dei prati, o serpeggiando sui sassi e sul terreno umido. Sentono, infatti, la vicinanza dell'acqua e, sanno raggiungere velocemente un corso d'acqua. In autunno, i più grossi individui dell'anguilla europea (Anguilla anguilla) , cessano di nutrirsi e si preparano per scendere a mare. Normalmente di colore giallo o olivastro, cambiano tinta diventando color argento prendendo il nome di “argentina”. Qualche femmina che non è riuscita a raggiungere il mare, continuando ad alimentarsi, diventa un “capitone”, ben conosciuto dal genere umano. Il loro viaggio verso il mare dura circa un anno e mezzo, raggiungono il mar dei Sargassi, che si estende per sei milioni di chilometro quadrati, al largo delle isole Bermude. Qui, sopra un'enorme fossa, profonda migliaia di metri, si celebrano gli accoppiamenti. Le femmine emettono moltissime minuscole uova. I maschi lo sperma. Alla fine, esausti muoiono. Dalle uova nascono creature diafane e piatte che si lasciano trasportare dalla corrente del Golfo. Il loro tragitto dura circa tre anni. Diventano piccole anguille dal corpo sottile e cilindrico e ancora trasparente. Quando perdono l'originale trasparenza, vengono chiamate “cieche”, sono lunghe da cinque a otto centimetri e, non sopportano più la salinità dell'acqua. Cercano di raggiungere le foci dei fiumi, dei torrenti, dei canali e nuotando controcorrente, continuando ad alimentarsi e a crescere. Nelle acque dolci rimangono nove-quindici anni, poi la loro della livrea diventa argentea e Il ciclo ricomincia. Durante la migrazione, le anguille sono guidate da un senso di orientamento composto dalla bussola stellare, le correnti oceaniche e dal fiuto, grazie al quale viene riconosciuto l'odore delle acque di famiglia, da dove i loro genitori sono partiti anni prima.


avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2016 ore 19:18    

Ingredienti: (6 persone):


kg. 1 circa di anguilla
1 bicchiere di aceto di Moscato
1 bicchiere di vino Cortese bianco
una piccola cipolla
2 spicchi d'aglio
2 foglie di alloro
2 rametti di salvia
un rametto di timo
farina q.b.
2 cucchiai di olio di oliva
30 gr di burro
sale
pepe bianco in grani


Lavare l'anguilla e asciugarla bene con un canovaccio.

Aprirla e lavare bene anche l'interno togliendo anteriora e branchie, quindi tagliarla a piccoli pezzi.

Infarinare i pezzi di anguilla e metterli a friggere in padella con abbondante olio di oliva.

Salare e rigirare alcune volte i pezzi per farli cuocere completamente, quindi sgocciolarli e metterli in una terrina.

Tritare la cipolla finemente e farla rosolare a fuoco dolce in una casseruola capiente

Quando la cipolla sarà appassita, aggiungere due spicchi di aglio,due foglie di alloro, i rametti di salvia e di timo, qualche grano di pepe bianco.

Lasciare insaporire il tutto per qualche minuto rimestando con un cucchiaio di legno, poi aggiungere il vino Cortese e l'aceto di Moscato.

Alzare la fiamma fino a portare il tutto ad ebollizione.

Quindi abbassate la fiamma e far cuocere a fuoco lento per una decina di minuti.

Versare il composto caldo nella terrina direttamente sui pezzi di anguilla e lasciar riposare.





avatarsenior
inviato il 23 Ottobre 2016 ore 1:13    

Danidani1966

Tutto ciò se non sei a Livorno. perchè i livornesi sono ghiotti di "cèe" (le sunnominate cieche). Le cercano, le catturano, le pescano, le inseguono, le bramano. La cucina livornese ha dato tanti capolavori alla gastronomia nazionale: il baccalà, le triglie, il cacciucco...

Se chiedi a un livornese, ma di quelli di vecchia schiatta, col bollino DOC sulla chiappa sinistra (a Livorno i caratteri salienti sono tutti da quella parte li...), che c'hanno in casa i quadri dei macchiaioli e dei labronici perchè glieli ha dipinti il nonno o l'amico del nonno (mica perchè li hanno comprati) qual'è il piatto rappresentativo della sua città, ti dice "le cèe".

A Livorno le anguille scarseggiano e i capitoni non ci sono proprio: muoiono tutti giovani....

Adesso in teoria le cèe son vietate, protette, ma mi sa che c'è un gran mercato clandestino...MrGreenMrGreenMrGreen

A livello generale, invece, l'anguilla è a mio avviso misconosciuta e sottovalutata: se vai nel Ferrarese, a Porto Garibaldi, c'è un grande e ricco mercato del pesce. Li c'è la massima cultura dell'anguilla, sei nelle Valli di Comacchio. Se guardi i bigliettini dei prezzi, di anguille ce ne sono due categorie: l'anguilla di fiume che te la tiran dietro a niente, e l'anguilla di mare che costa più di ogni altro pesce. L'ho vista più cara della sogliola, più cara del rombo (quello pescato, neh...), più cara anche della granceola, dei gamberoni e dei crostacei vari. Chi la conosce, l'apprezza...io non la mangio mai, primo perchè da noi non sai se è di fiume o di mare, secondo perchè se osassi mia moglie comincerebbe a urlare che le ho fritto una biscia e addio matrimonio...sic!!

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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