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inviato il 20 Ottobre 2016 ore 14:55
Nel suo libro " Psicoecologia Salute mentale, downshifting e decrescita felice Verso un nuovo Rinascimento " l'autrice (Silvia Garozzo) parla di "[] ... un nuovo movimento socio-culturale chiamato downshifting che incita a vivere in modo più semplice, sbarazzandosi dei numerosi oggetti inutili che accumuliamo intorno a noi, per liberarci dal materialismo e dal consumismo e ridurre il lavoro straordinario e lo stress per ritrovare un equilibrio fra lavoro e tempo libero e rincentrare le soddisfazioni personali sulle emozioni e i legami, anziché sugli oggetti acquistati o sulla ricerca del successo ...[] ". Nel suo libro " Il fotografo non si annoia mai: Idee, riflessioni e aneddoti sulla fotografia " (consigliatissimo!!), Marco Scataglini riprende questo argomento applicandolo alla fotografia, sostenendo che "[] ... negli ultimi anni si sta diffondendo un movimento detto del “Good Enough”, cioè del “buono abbastanza”. Riguarda tutti i campi, dalla tecnologia all'arte. Vedere un filmato su uno schermo HD da 50” è certamente il massimo, ma è più comodo, se siamo in giro, vederlo sullo schermo di un iPhone o di un netbook: non è altrettanto buono, ma è “buono abbastanza”. La fotografia fatta con una fotocamera da 12 megapixel è certamente meno buona di una fatta con una reflex da 36 megapixel, e magari Full Frame. Però può essere “buona abbastanza” per i nostri scopi. E così via. Questo concetto si inserisce in quello più ampio della “decrescita felice” e del “Downshifting”: rifiutarsi di essere “consumatori” e fruire solo degli strumenti che ci sono “sufficientemente utili ...[] ". A me sembra tanto lo statuto della filosofia della stragrande maggioranza di chi sceglie di fare il passaggio verso il formato m4/3 (sicuramente dietro la mia scelta). |
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inviato il 20 Ottobre 2016 ore 15:27
Non è proprio così: La scelta è fatta valutando Pro è contro di ogni opzione (leggi corredo), cercando di ottenere il massimo dalla "somma di questi". Quindi si tende comunque ad avere il meglio possibile, ma basandosi su una analisi più complessa. Anche perché la "riduzione", almeno dal punto di vista economico, non è affatto scontata. |
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inviato il 20 Ottobre 2016 ore 15:35
Ad esempio, per me che cercavo leggerezza, scegliere il m4/3 non è stato un accontentarmi, ma prendere il massimo allora possibile (compatibilmente con il budget, naturalmente). |
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inviato il 21 Ottobre 2016 ore 10:15
“ per me che cercavo leggerezza, scegliere il m4/3 non è stato un accontentarmi „ Capisco cosa intendi e condivido il tuo punto di vista, mi riferivo però alla qualità assoluta, non a quella percepita; se relativizziamo tutto anche una Panda è meglio di un Mercedes, se cerchi il risparmio. |
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inviato il 23 Ottobre 2016 ore 19:44
E spesso anche se cerchi parcheggio in centro... Fra le motivazioni all'origine del mio passaggio da FF Canon e Ottiche "L" alla "vecchia" XPRo1 ed a ottiche vintage c'è (anche) questo... ma anche il rischio, che cercherò di evitare, di collezionarne ed averne più di quante realmente ne servano. |
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inviato il 23 Ottobre 2016 ore 20:28
E' vero, a volte anch'io ho comprato un'ottica semplicemente 'perché non si può non averla'... ma anche in questo non ci vedo niente di male, basta esserne consapevoli. |
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