user1036
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inviato il 17 Ottobre 2016 ore 13:28
www.reflex.it/fotografia-reflex-saluta-i-suoi-lettori/ Seppur oggi i giornali ci hanno abituato a disfatte ben più globali e disastrose in termini di vite, credo sia molto triste leggere certe queste parole, tutto cambia, il mondo gira e continuerà a girare, più o meno vorticosamente, eppure non credo che la rivista in oggetto sia vecchia e decrepita, non credo mancasse di contenuti, tutt'altro! Non credo necessitasse di una ventata di freschezza, so solo che ho iniziato la mia avventura fotografica leggendo FR, quasi 10 anni fa, partecipando a qualche loro concorso, ma soprattutto facendo tesoro di tutti loro consigli. La fotografia è ben altro che un mensile, ma di certo leggendo le loro pagine, difficilmente non si acquisiva quel qualcosa in più, che nel tempo ti permetteva di esprimerti e raggiungere il tuo obiettivo con più facilità, coscienza e cognizione. A volte l'editoriale, non faceva altro che porre delle domande, anche senza essere esaustivo nel rispondere, questo bastava ad accendere la scintilla, a riflettere, bastava per iniziare un percorso, che in qualche modo si sarebbe trasformato in uno scatto, uno scatto che sarebbe nato da lontano, da un'esperienza condivisa, da un pensiero sviscerato ed esternato con naturalezza. Ciao Giulio, Michele, Luca, Sergio e tutti i collaboratori di Editrice Reflex. |
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inviato il 17 Ottobre 2016 ore 19:00
Triste. Però devo dire che avevo già smesso di acquistarla ben prima del boom del web. Credo che le riviste di settore non abbiano trovato la giusta strada per rinnovarsi in seguito alla rivoluzione digitale della fotografia. Peccato |
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inviato il 17 Ottobre 2016 ore 19:37
Dispiace, è sempre stata una rivista seria, credo che la partita contro i contributi gratis disponibili sul web sia difficilissima da vincere... |
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inviato il 17 Ottobre 2016 ore 22:13
Veramente peccato,ho capito cosa era una reflex proprio grazie al libro di Giulio,ahimè il web é anche questo,un sincero grazie per tutto quello che avete fatto |
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inviato il 17 Ottobre 2016 ore 23:16
Purtroppo il "finto" gratis vince su tutto al giorno d'oggi.. fino a quando non capiremo che, come dice qualcuno, se qualcosa è gratis significa che la merce siamo noi. Era una delle riviste che comprava sempre mio padre, sono cresciuto sfogliando questa e molte altre e l'ho acquistata fino a che non sono espatriato.. spero solo che le professionalità non si disperdano ma che possano anzi trovare un punto di approdo da qualche parte.. |
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inviato il 18 Ottobre 2016 ore 0:04
Che tristezza. |
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inviato il 18 Ottobre 2016 ore 0:49
Fotografia Reflex l'ho vista nascere e l'ho seguita per un bel po, insieme abbiamo fatto un piccolo percorso nell'ambito della fotografia amatoriale, è sempre stata una fonte d'informazione e di riferimento, insieme ad altre come Tutti Fotografi, Airone, Oasis (del quale conservo il primo numero) e altre pubblicazioni del settore. Ma non riesco ad essere triste. Personalmente credo che veramente molte pubblicazioni editoriali non sono state capaci di spostare dalla carta al pixel il loro business e di essersi di conseguenza estinti per decorrenza dei termini ed obsolescenza. P.S. Concordo con Maltsev “ Purtroppo il "finto" gratis vince su tutto al giorno d'oggi.. fino a quando non capiremo che, come dice qualcuno, se qualcosa è gratis significa che la merce siamo noi. „ In questa frase si riassumono bene le politiche economico aggressive adottate da molti, che sfruttano l'inconsapevolezza del valore delle informazioni personali. |
user1036
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inviato il 18 Ottobre 2016 ore 12:22
Baldassarre capisco il tuo punto di vista, aggiungo solo che la mia non è una tristezza derivata, dalla notizia che non potrò più comprare FR dal giornalaio, forse non leggevo tutti gli articoli proposti, forse la rete era più rapida nell'informare, ma anche poco certificata e credo che la fonte faccia la differenza. Wikipedia è un interessante esperimento con tutti i limiti del caso. La verità, mai è assoluta, sia quella della rete, sia se letta su una Treccani in pelle. Solo che oggi è immediato leggere un post, o mille versioni rimbalzate in rete, ma non c'è un informazione che sostituisca la Treccani di cui sopra, per dare la giusta ampiezza di visione, tra "pettegolezzo" ed "ufficialità", oltre la pubblicità, oltre l'idea comune di fotografia. Chissà se questa provocazione, genererà un effetto domino positivo, un momento di rottura, un attrito che generi un'energia necessaria e funzionale al cambiamento. Dopo un esperienza vera, con fotografi e professionisti veri, che davanti ai tuoi occhi ti dimostrano il loro atteggiamento e approccio alla fotografia, l'esperienza del blog, mostra tutti i suoi limiti, il primo tra tutti, che quantità non è mai sinonimo di qualità. Con questo non lo disprezzo, assolutamente, ma lo affianco ad un diverso tipo di esperienza fotografica, non virtuale, ma umana. |
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