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inviato il 29 Settembre 2016 ore 11:20
Plinio il vecchio, morto a Pompei nell'eruzione del Vesuvio, fu il più grande naturalista dell'antichità. Per primo scrisse una trattazione organica sui funghi che considera sostanze anomale degli alberi e prodotti della fermentazione dei succhi del terreno. Descrive l'Ovolo buono (che chiama Boleto) la Fistulina hepatica, la Lepiota procera e i Boleti (che chiama Suilli). Questi ultimi venivano essiccati e infilati in giunti sottilissimi. Plinio raccomanda di consumare con prudenza e di fare attenzione nell'acquistarli e nel prepararli. In Roma anche le persone più raffinate erano molto meticolose in fatto di funghi. Li cucinavano con le loro mani servendoli in vasellame d'argento o d'ambra. I funghi venivano cotti a lungo con un po' di salnitro, insieme a carne, a piccioli di pere selvatiche e ad aceto (come antidoti). Plinio parla anche dei tartufi considerandoli una callosità della terra. Dice che nascono in autunno, specialmente dopo temporali e fulmini e che ne era ricca l'Africa settentrionale. Racconta che al Pretore Larzio Licinio, mentre si trovava a Cartagine, capitò un tartufo dentro cui si trovava una moneta inglobata dal fungo durante la sua crescita. Mordendola il Pretore ci rimise alcuni denti. Ci sono giunte relazioni sulla morte di antichi personaggi avvelenati da nemici che volevano eliminarli. I sintomi descritti corrispondono a quelli di una intossicazione da Amanita phalloides. |
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inviato il 29 Settembre 2016 ore 13:20
Caspita,sei un micologo eccellente.Ti devo però confidare che a me,personalmente,i funghi non mi attraggono molto. Sono un tuo antipodo,nel senso che non li conosco affatto.Complimenti per i tuoi post,li seguo con interesse. Ciao,Alessandro. |
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inviato il 30 Settembre 2016 ore 9:19
Grazie Andros51, ti devo confessare che dal punto di vista culinario meno funghi si mangiano e meglio è. Il bello della micologia è saper riconoscere le varie specie, effettuare l'osservazione microscopica col microscopio ottico, in modo da poter determinare anche quelle specie più difficili, immergersi nel meraviglioso mondo dei micron osservando gli aspetti microscopici non visibili ad occhio nudo, rendere noto agli altri tutti gli aspetti per poter eventualmente cibarsi anche di funghi senza correre rischi, presentare agli interessati i miei scatti micologici con serate in cui oltre a vedere i funghi si commentano anche tutti gli aspetti macro e micro del soggetto. Penso comunque che sarai d'accordo con me che, anche se i funghi non interessano direttamente, una giornata passata nel bosco a fotografare la natura e a respirare aria più sana di quella delle città sia il massimo. Ciao |
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