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inviato il 27 Settembre 2016 ore 16:58
E' logico supporre che fin dalle epoche più remote, l'uomo abbia osservato i funghi e li abbia raccolti per la sua alimentazione come faceva con gli altri prodotti della terra. Basandosi sulle loro esperienze, che a volte saranno state anche spiacevoli, gli uomini della preistoria impararono a distinguere i funghi e ad utilizzarli in diversi modi. |
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inviato il 27 Settembre 2016 ore 17:05
come per gli animali del resto.....sbagliado si impara. il vantaggio di saper una cosa per merito delle esperienze altrui. |
user12181
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inviato il 29 Settembre 2016 ore 16:34
In Valtellina non deve essere stato intellettualmente molto difficile imparare a distinguere i funghi da raccogliere. Ho notato che quasi tutti i valtellinesi duri e puri raccolgono solo due specie di funghi: i "funghi" semplicemente, ma assolutamente detti (cioè i porcini) e le "cappelline" (questo è il nome grosino, credo possa variare secondo la località, sono comunque i gallinacci/finferli). Tutti gli altri sono praticamente ignorati. Credo che sia consigliabile seguire questa saggezza micologica millenaria, direi addirittura determinata dalle leggi dell'evoluzione. |
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inviato il 29 Settembre 2016 ore 17:09
è tipico di quei popoli che fanno solo per sentito dire o perchè tramandato dagli antenati vari ma che non si sforzano di andare oltre, si accontentano semplicemente e va bene così......questo comportamento secondo me non entra in un contesto di cultura ma semplicemente di tradizione e la tradizione si sa va mantenuta senza modifiche. non è una saggezza micologica..... In effetti non sanno cosa si perdono lasciando sul terreno funghi superiori al porcino.....non parliamo poi se di Amanita vaginata trattasi....... |
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inviato il 29 Settembre 2016 ore 17:21
Senza contare il plurimillenario utilizzo, come esca per accendere il fuoco, di alcuni funghi particolarmente legnosi, o ancora l'utilizzo di funghi che producono sostanze psicotrope, conosciuti purtroppo anche attualmente nell'ambiente della droga, ma anticamente utilizzati in riti sciamanici o per raggiungere uno stato di disinibizione e la sensazione di invincibilità, conosciuti come "furor", prima delle battaglie; non mi stupirei se si scoprisse che quel passo biblico in cui gli israeliti vinsero una famosa battaglia perché "il sole si era fermato" fosse scaturito, in realtà, da un'alterazione della percezione dello scorrere del tempo dovuta ad uno stato psichico indotto da allucinogeni. |
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inviato il 29 Settembre 2016 ore 17:41
per gli allucinogeni gli sciamani indiani (pellerossa) ne erano gran maestri......loro si che viaggiavano... |
user12181
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inviato il 29 Settembre 2016 ore 20:44
Dimenticavo: alcuni raccolgono sicuramente anche le vescie, le fanno fritte o in insalata. E anche il "fungo pane", , che però è abbastanza disprezzato. Un tempo veniva messo sottolio non tanto per essere mangiato, ma per essere venduto ai "milanesi" in vacanza. |
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inviato il 30 Settembre 2016 ore 9:29
Ragazzi, siete informatissimi, non pensavo che la Storia della Micologia vi interessasse così tanto. Mi invogliate a mettere nel blog anche altre informazioni. Grazie a tutti e per chi è interessato buona caccia, visto che la stagione può durare sino a ottobre inoltrato. Ciao a tutti. |
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