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inviato il 14 Dicembre 2016 ore 11:39
Era quello che pensavo. Ma vale anche per il passaparola? Io so poco e nulla a livello fiscale, ma mi sembrano davvero rigide le regole per chi è un fotoamatore. Capisco e condivido il limite dei 5000€, ma di fatto credo sia impossibile trovare persone casualmente che riescono a farti fatturare tale cifra. Non puoi farti pubblicità, dunque rimane solo il passaparola. Io capisco che le regole siano fatte per difendere anche il lavoro del professionista, che stimo e rispetto profondamente, ma io parlo anche di quelle fasce di persone che non possono, ma vorrebbero, poter avere delle belle foto di ricordo. Quella fascia che non può essere coperta dai professionisti è di fatto sguarnita e libera e potrebbe creare non dico uno stipendio, ma un'integrazione o un banco di prova per un fotoamatore. |
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inviato il 14 Dicembre 2016 ore 16:26
Beh ma considera che per come è il mercato oggi, se un amatore si potesse pubblicizzare, non ci sarebbe alcuna differenza tra le 2 figure, anzi per assurdo il fotoamatore avrebbe un vantaggio competitivo non dovendoci pagare tasse e spese varie. Nel momento in cui ti pubblicizzi per cercare lavori, te stai facendo quello che fa un professionista... uguale al 100%, facendolo ad un prezzo piu' basso, te dici per quella fascia che non puo' permettersi un professionista... ma non è proprio così, in realtà in questo modo te ammazzeresti il mercato con prezzi non sostenibili da chi ci lavora (te relativamente, intendo tutti quelli che lo farebbero/lo fanno). Quindi è giusto che ci siano dei paletti rigidi, che comunque ti assicuro che in tanti scavalcano a loro rischio e pericolo si... ma credo che il rischio sia basso... dato che vedo che continuano imperterriti alcuni da molti anni. Secondo me devi guadare dentro di te, devi capire se in questo lavoro hai qualcosa in piu' degli altri. Se pensi di averlo e vuoi puntarci puntaci... il lavoro è bello per carità nessuno lo nega, anche se non è così bello come si possa pensare da hobbista (quale sono stato). Considera pero' che alla tua età sei davanti ad una scelta, a quasi 30 anni hai ancora il tempo/l'energia/la possibilità di lanciarti in tanti campi... se provi la fotografia e va male e ci vorranno anni per capirlo, magari ti ritroverai abbondamente over 30 punto e daccapo e sarà ancora peggio. Io mi sentirei di consigliare altri campi... ma così, tutto questo senza conoscerti, magari sei un fenomeno o hai le carte giuste. Ma senza averne certezza ti consiglio di provare campi piu' sicuri. Ovviamente se devi camparci, se hai il cxxo parato da rendite varie e puoi provare e riprovare quello che ti pare, il discorso cambia... Per inciso così ci capiamo meglio. Io ho iniziato a lavorare all'età di 19 anni, a 20 anni a tempo pieno. Poco prima dei 30 il mio lavoro è crollato, ed allora dato che un pò fotografavo piu' hobbie, un pò avevo iniziato una collaborazione con uno studio fotografico... ho detto proviamoci. Sono passati 5 anni di investimenti, soldi spese, tasse... e la situazione è quella che ti ho presentato prima. Se qualcuno volesse scambiare un contratto da dipendente a tempo indeterminato io firmo subito, vi lascio attrezzatura, clienti, campionario, contatti ecc ecc. La bellezza di sapere che: Lunedi mattina lavori, ed a fine mese arriva lo stipendio non ha prezzo. Così come quella che sai che ad un certo orario finisci di lavorare, che hai le tue ferie pagate, i tuoi giorni liberi (Pagati). |
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inviato il 14 Dicembre 2016 ore 17:55
È l'altra faccia della medaglia, libertà/piacere nel lavoro ma incertezza o vincolato/alienato ma stipendio sicuro (se non chiude la ditta), il top sarebbe fare il lavoro che ami da dipendente, per me utopia pura. |
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inviato il 14 Dicembre 2016 ore 20:17
“ Poi anche li c'è gente che oltre alla fotografia è specializzata in settore affini, video, stampa, manifattura in genere e riesce a differenziarsi in alto modo, ad esempio producendo all'interno album o prodotti affini internamente con grossi margini di vendita. Cioè il fatto è che si potrebbe anche vivere di fotografia, ma devi avere qualcosa in piu' degli altri... se ti devi mischiare nella media, che comunque è di livello tutt'altro che basso contrariamente a quanto si sostiene in alcuni forum, tanto vale che investi i tuoi capitali e le tue energie in un altro campo. „ Concordo che deve esserci anche altro OLTRE la "semplice" fotografia. Sono in una situazione simile a Elraw, ma avevo lasciato un laurea in Ingegneria Informatica a 3/4. Ho ripreso l'università con qualcosa di complementare ed affine sia ai miei studi precedenti che alla fotografia (Scienze della comunicazione). Ora sono agli ultimi mesi di studio e poi mi aspetterà il salto. Nel frattempo sto facendo più esperienze possibili e collaboro con alcune associazioni per farmi conoscere. Ho alcune idee per arrotondare insieme alla fotografia, spero che siano abbastanza Oltre a pubblicizzarti, cerca un qualcosa in più che può distinguerti e farti scegliere. Non è un problema solo della fotografia, ma di tutti i lavori "creativi" legati alla grafica, alla comunicazione, al giornalismo, alla pubblicità e alla relazione con il pubblico. Ormai per molti professionisti del campo per portarsi a casa uno stipendio "pieno" devono sapere fare più cose di prima e lavorare per più clienti. |
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inviato il 14 Dicembre 2016 ore 20:38
“ La bellezza di sapere che: Lunedi mattina lavori, ed a fine mese arriva lo stipendio non ha prezzo. Così come quella che sai che ad un certo orario finisci di lavorare, che hai le tue ferie pagate, i tuoi giorni liberi (Pagati). „ Quando ero dipendente i giorni liberi e le ferie erano qualche soldo in più una volta l'anno.... Non potevo prendermi nemmeno un ora per fare degli esami del sangue quando mi venivano dei picchi di febbre a 39 che duravano mezz'ora/1 ora... altro che ferie e giorni liberi. Ho avuto colleghi che svenivano sulla scrivania e venivano portati via in ambulanza. E l'orario a cui finisci di lavorare  mi sarebbe piaciuto pure quello! Sapevo solo l'orario a cui timbravo l'entrata! (Nei posti in cui almeno c'era il cartellino). “ È l'altra faccia della medaglia, libertà/piacere nel lavoro ma incertezza o vincolato/alienato ma stipendio sicuro (se non chiude la ditta), il top sarebbe fare il lavoro che ami da dipendente, per me utopia pura. „ Il problema per i "giovani d'oggi" (nemmeno tanto giovani ormai) è che i contratti "fissi finché non chiude la ditta" sono già rarissimi e in aggiunta le ditte stesse sono precarie (tantissime sopravvivono rimandando i pagamenti ai fornitori o contestando le fatture solo per rinviarle in una spirale disastrosa). Nemmeno lo stipendio è sicuro in ditta, conosco diverse realtà che han chiuso i battenti con gli ultimi mesi non pagati ai dipendenti (successo a diversi miei amici) o che mentre stai spegnendo il pc alla sera ti dicono che questo era il tuo ultimo giorno e di passare in amministrazione a firmare delle "dimissioni volontarie" che ti fanno perdere il diritto ad ogni sussidio di disoccupazione (esperienza personale e ho dovuto impuntarmi e contrattare un uscita alternativa a mie spese naturalmente). E le dimissioni in bianco firmate il primo giorno prima del contratto? Sopratutto per le donne? Oppure raggiunto e superato il termine per la trasformazione in indeterminato del tuo ennesimo contratto precario chiudono il reparto e lo danno in gestione ad una cooperativa esterna che non risponde a nessuna delle tue domane e al tuo ultimo giorno di lavoro sicuro ti propone di continuare il tuo lavoro di sempre ad 1/3 del tuo stipendio precedente (mi è successo pure questo dopo 9 contratti consecutivi in quasi 5 anni di lavoro.... dieci giorni dopo lavoravo a stipendio pieno dai concorrenti). A proposito io abito in zona di Verona, nel "ricco Nord", in altre parti d'Italia è peggio. E ho dovuto rifiutare lavori per avere il tempo di studiare. In altre zone non c'è la possibilità di lasciare un lavoro per ritrovarne un altro nello stesso settore nel giro di poche settimane (fino a pochi anni fa, ora è difficile anche qui). E poi vogliamo parlare del nuovo "indeterminato a tutele crescenti", di indeterminato ha solo il nome, è precario tanto quanto il vecchio determinato. O dei Voucher? Sinceramente dove lo vedi lo stipendio sicuro da dipendente assunto negli ultimi tempi? Ormai anche il dipendente è precario quanto il professionista. Hai solo meno scartoffie da compilare. |
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inviato il 14 Dicembre 2016 ore 20:44
Esatto, ma soprattutto bisogna stare in una fascia di qualità. Cioè devi essere quello che i propri servizi/prodotti se li fa pagare una cifra che al cliente medio sembra fuori dal mondo, ma in realtà è la cifra giusta per mandare avanti l'attività. Ma la cosa difficile è che questo non devi farlo una tantum... devi farlo ogni giorno... cioè mettiamo caso il tuo settore sia il classico fotografo per le famiglie (matrimoni, battesimi, 18 esimi e via discorrendo) non solo devi proporti a prezzi altini rispetto al mercato... ma al contempo devi avere volume... devi fare comunque un 30 matrimoni l'anno altrimenti la barca affonda. E' facile dire io faccio i matrimoni a 2000 euro ma poi ne fai 3 l'anno ed il resto campi con lo stipendio da impiegato statale (come fanno alcuni). Ti faccio un esempio ho venduto uno stock di foto di paesaggio a 40 euro cad (iva esclusa). Quando ho chiesto questa cifra ad altri clienti mi hanno preso per pazzo, adesso che ho terminato la vendita ti assicuro che per meno non valeva nemmeno la pena mettersi a perder tempo. Non so se mi sono spiegato... E' facile guadagnare con la fotografia quando hai un altro lavoro e quindi puoi permetterti o di avere bassi volumi (chi ti vuole ti chiama), oppure a prezzi stracciati tanto che ti frega tu devi solo arrotondare lo stipendio. Il problema, quando fai solo quello e lo fai in regola che per campare devi contemporaneamente avere dei prezzi non bassi e fare un numero cospicuo di servizi. Poi anche il fatto avere o non avere lo studio... A meno di avere un negozio di proprietà (che ti risolve metà dei problemi) con lo studio prendi più' servizi e puoi vendere anche prodotti fotografici, inoltre sei facilitato ad esempio con recite, saggi e cose simili. In generale il cliente ti vede con altro occhio... Il problema è che uno studio sui 12 mesi ti costa un mare di soldi se ci devi pagare l'affitto. Pero' se non hai lo studio hai difficoltà a beccare clienti e quando li becchi rischi sempre che ti vedano con un cattivo occhio anche se le tue foto sono pari ad altri con lo studio... ma per loro sei sempre "meno". |
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inviato il 14 Dicembre 2016 ore 20:44
Esatto, ma soprattutto bisogna stare in una fascia di qualità. Cioè devi essere quello che i propri servizi/prodotti se li fa pagare una cifra che al cliente medio sembra fuori dal mondo, ma in realtà è la cifra giusta per mandare avanti l'attività. Ma la cosa difficile è che questo non devi farlo una tantum... devi farlo ogni giorno... cioè mettiamo caso il tuo settore sia il classico fotografo per le famiglie (matrimoni, battesimi, 18 esimi e via discorrendo) non solo devi proporti a prezzi altini rispetto al mercato... ma al contempo devi avere volume... devi fare comunque un 30 matrimoni l'anno altrimenti la barca affonda. E' facile dire io faccio i matrimoni a 2000 euro ma poi ne fai 3 l'anno ed il resto campi con lo stipendio da impiegato statale (come fanno alcuni). Ti faccio un esempio ho venduto uno stock di foto di paesaggio a 40 euro cad (iva esclusa). Quando ho chiesto questa cifra ad altri clienti mi hanno preso per pazzo, adesso che ho terminato la vendita ti assicuro che per meno non valeva nemmeno la pena mettersi a perder tempo. Non so se mi sono spiegato... E' facile guadagnare con la fotografia quando hai un altro lavoro e quindi puoi permetterti o di avere bassi volumi (chi ti vuole ti chiama), oppure a prezzi stracciati tanto che ti frega tu devi solo arrotondare lo stipendio. Il problema, quando fai solo quello e lo fai in regola che per campare devi contemporaneamente avere dei prezzi non bassi e fare un numero cospicuo di servizi. Poi anche il fatto avere o non avere lo studio... A meno di avere un negozio di proprietà (che ti risolve metà dei problemi) con lo studio prendi più' servizi e puoi vendere anche prodotti fotografici, inoltre sei facilitato ad esempio con recite, saggi e cose simili. In generale il cliente ti vede con altro occhio... Il problema è che uno studio sui 12 mesi ti costa un mare di soldi se ci devi pagare l'affitto. Pero' se non hai lo studio hai difficoltà a beccare clienti e quando li becchi rischi sempre che ti vedano con un cattivo occhio anche se le tue foto sono pari ad altri con lo studio... ma per loro sei sempre "meno". |
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inviato il 14 Dicembre 2016 ore 20:58
Sono d'accordo con te. Ormai cercare uno studio in affitto per aprire e partire da zero subito con nessun cliente è un salasso non indifferente... E' quasi meglio giocare al lotto... Come tante altre professioni o sei bravissimo o bisogna reinventarsi e "inventarsi" nuovi servizi in cui sai di poter offrire qualità. Ad esempio... la piccola trattoria sperduta di provincia... la pubblicità sul web non è facile ne da creare ne da gestire in modo efficace... Aprono la pagina e gli mettono le foto fatte col cel, oppure fan fare le foto a un professionista e poi le mettono su una pagina orribile fatta con quei servizi "gratuiti". La fotografia si può abbinare alle foto prodotti dell'ecommerce, alle foto pubblicitarie sui social, alla grafica dei volantini, ecc ecc... Quanti per risparmiare fanno da se o prendono professionisti solo per metà lavoro, l'altra metà la fanno con i piedi e si lamentano che non funziona? Oppure si affidano a due o più professionisti "separati" e si lamentano dei costi? L'adobe offre l'abbonamento Creative Cloud "completo" per inseguire questo nuovo mercato. Non si può saper tutto ed esser attrezzati al top su tutto, sopratutto da soli, ma oggi il fotografo bravo deve saper fare anche la grafica di un volantino discreta, il buon grafico deve saper fare anche una foto discreta, il buon web designer deve saper fare anche una grafica discreta, ecc ecc. Perché stanno diffondendosi cooperative o strutture di cooworking/cooliving? Per dividersi non solo le spese dello studio, ma anche collaborare per offrire più servizi "al top". |
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inviato il 14 Dicembre 2016 ore 21:13
Vorrei inoltre far capire a chi pensa, ah ma fai 12 ore al giorno il fotografo uh che bello, meglio di fare 8 ore al giorno l'impiegato. Fare il fotografo non vuol dire fare le fotografie, quella è solo l'ultima parte del lavoro. Fare il fotografo vuol dire fare il venditore, vuol dire occuparsi di marketing, vuol dire avere a che fare con clienti, vuol dire fare il commerciante, vuol dire stare davanti al pc a post produrre, impaginare, fare grafiche. Scattare foto è solo l'ultima parte del lavoro. Le 12 ore al giorno 7 giorni a settimana sono piene anche di questo. |
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inviato il 14 Dicembre 2016 ore 21:33
Vero! Alla fine il tempo a "fotografare" può essere anche meno di 1/3 del lavoro "intero". Ma questo vale anche per un avvocato, un pittore, un geometra o qualunque professione fatta da soli visto che devi star dietro anche alla promozione del tuo nome e alla burocrazia. Il problema di non avere un reddito secondo le "aspettative" non è solo per i fotografi. Giusto ieri leggevo che qui in veneto gli Avvocati sono più che decuplicati negli ultimi 30 anni, e per la prima volta nella storia dell'albo centinaia di loro fanno fatica a pagare i 300€ annui di iscrizione all'albo (finora non erano mai stati più di poche decine). Ho un amico dottore specialista verso i 40 anni che fattura meno di 700€ lordi al mese per un tempo pieno all'ospedale. Le statistiche dei "giovani professionisti" parlando di entrate medie mensili ben al di sotto dei 1000€. Per il 2020 negli USA prevedono che più del 50% dei lavoratori saranno "freelance". Con il diffondersi dell'automazione secondo gli ultimi studi nel giro di pochi anni il 47% dei posti di lavoro attuali saranno persi per essere sostituiti da software e macchine. Il totale del numero di ore di lavoro disponibili sul mercato mondiale è in rapida discesa mentre la popolazione mondiale che necessità di lavorare è in aumento... Prima o poi volenti o nolenti ci si dovrà inventare qualcosa di nuovo (o nuovi lavori o nuovi modi per distribuire quelli che rimangono o diminuire la popolazione). E in mancanza di nuovi lavori quelli attuali che rimarranno con uno stipendio dignitoso o sono ad alta competenza tecnologica o sono ad alto contenuto "umano" come i lavori attorno alla comunicazione. L'Isis in questi anni per combattere la disoccupazione li ha messi tutti o a fare i soldati o a zappare i campi a mano. Spero che troveremo soluzioni alternative |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 6:05
Ditelo con chi lavora in catena di montaggio, o fa il magazziniere a -5° alle 5:30 di mattina a gennaio, e a 40° alle 14 di pomeriggio a luglio, che muove pacchi da 30 kg o guarda un nastro per delle ore. Vediamo se è meglio avere un lavoro variegato con molte sfaccettature o una mansione sola logorante. A volte mi sembra ci si lamenti eccessivamente. Secondo me un lavoro più è vario e meglio è, anzi probabilmente se dovessi fare foto 10 ore al giorno mi stuferei di più che a dover fare tante cose diverse. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 6:29
Non sono per invogliare o eludere nessuno, ma quando si intraprende una attività, qualunque essa sia, si deve partire da certi presupposti standard per tutti. Nel tuo caso o di uno simile come fare il fotografo bisogna: avere le idee chiare su che settore lavorare (sarebbe impossibile stare dietro a moda, sport, nozze, fashion, pubblicità ecc. ecc) poi bisogna sapere lavorare bene, avere le attrezzature giuste, di qualità ed in maniera sufficiente a garantire una continuità nel caso qualcuna venga meno, avere un parco clienti (o conoscenti) già consolidato, avere conoscenze per poter sfruttare tutte le opportunità (nel caso del fotografo si parla di location e attività che lo legano a questo mondo), farsi conoscere in maniera espansiva e sopratutto non fermarsi mai per far crescere il proprio portfolio e conoscenze varie. Allo stesso tempo essere di una simpatia a pelle per tutti, ho visto davvero gente brava essere scartata per simpatia, e pessimi fotografi avere un sacco di lavoro senza sapere quello che fa, solo perchè ha un modo di fare simpatico. In questo campo ci bazzico da 35 anni, mai come lavoro principale, ma come secondo o per terzi, ne ho fatti diversi, ed ho visto il mondo. Bravi fotografi diventare pezzenti e viceversa. Poi come tutte le cose c'è qualcuno che sfonda e diventa di rilievo...fosse solo nella sua città o zona, ma il pericolo in questo campo è elevato. |
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 8:05
Elraw scusami per la schiettezza, ma se ti fai questo tipo di domande che riporto da un tuo altro post: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=2126339 Come pensi di poter affrontare la professione in senso serio? A mio parere per essere competitivo prima dovresti non doverti porre alcuna domanda dal punto di vista "tecnico" o tuttalpiù il meno possibile. Io credo che la committenza meriti professionalità e capacità di risultati certi. Prima di pensare alla partita IVA a mio parere bisogna conoscere i propri limiti e porvi rimedio, in modo da poter offrire professionalità in ogni occasione anche la più disperata delle situazioni, altrimenti parti già molto svantaggiato rispetto alla concorrenza. Quanto sopra lo dico solo per far riflettere non per altro scopo. Un saluto Baldassarre |
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inviato il 20 Dicembre 2016 ore 3:32
Interessante argomento. Sono da pochissimi anni un pro, ho da poco compiuto i 30 anni e mi trovo sempre più combattuto: continuo o lascio , continuo o lascio ? È questo che mi passa per la testa da un po' di mesi e non nascondo di sentirmi spesso giù e in un certo qual modo "perso". Ho letto con piacere tutta la discussione e mi ritrovo molto nelle parole di Manicomic, purtroppo la realtà di oggi è triste e arrivato a 30 anni mi sento come in corsa contro il tempo. .sapendo che a 35/40 sei fuori dal sistema. |
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inviato il 20 Dicembre 2016 ore 16:52
Indipendentemente dalle ricette, dai consigli, dagli insegnamenti, i trucchi, le dritte... dal vissuto e dalle esperienze personali, io ritengo che un fattore determinante per il successo personale (successo inteso anche soltanto come -riuscire a pagare tutte le spese, a mangiare tutti i giorni e a concedersi quanto basta per non deprimersi vivendo come animali da soma-) è la capacità di sapersi proporre (o vendersi): riuscire a portare il proprio talento (o semplicemente la propria energia) al di fuori delle quattro mura in cui si vive. Qualcuno dice: "nessuno ti viene a bussare alla porta!" |
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