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inviato il 19 Agosto 2016 ore 7:27
Un caro saluto a tutti...a tutti gli appassionati di montagna e non…..giovedi 28 luglio sono riuscito per la terza volta, in solitaria, grazie a diverse fortunate circostanze, a percorrere il vallone Cime Bianche ed esattamente il sentiero n 6 che sale da Saint Jacques m 1697 ed arriva al Colle Cime Bianche superiore m 2982. Facile ma lunga cavalcata attraverso uno dei piu' bei ambienti alpini e pochi sopravvissuti all'”uomo”. Naturalmente essendo privo di strutture (per fortuna) occorre appesantire lo zaino (nel mio caso piu' pesante per tutta l'apparecchiatura fotografica) di cibo ed acqua per sopperire alle circa 5,30h di salita. Vi invito a scorrere la mia galleria dedicata per verificare con i vvss.occhi: una vera e propria immersione totale nella natura; il levare del sole (sono partito alle h 6,15), le ombre e le luci mattutine; h8,30 ca. Alpe Mase m 2400 ca. ormai in rovina ed abbandonata da tempo, avvistamento di un maestoso esemplare di aquila reale adulta con piccolo al seguito, il tutto dura 5 o 6 secondi quindi impossibile da riprendere; sul pianoro soprastante l'alpeggio ci sorprendiamo io ed una famiglia di camosci, sembra strano ma difficili da avvistare in Val d'Ayas; piu' in alto un tripudio di colori ed acqua. Arrivo al magnifico Lago Grand Lac, mi volto e sulla destra comincia a delinearsi quello che io ho battezzato “il piccolo Grand Canyon”: con il Monte Rosetta, il Grand e Petit Tournalin e la Punta della Croce. Salgo per il colle ed il panorama comincia ad aumentare pero': delusione, nemmeno uno stambecco. Dopo una pausa verso il ghiacciaio Ventina ne intravvedo un gruppo. Nonostante la fatica ed il peso decido di risalire a ca. quota 3100m lungo una pista da sci ed arrivo sopra un crinale pietroso (magnifica vista anche sul Lac de La Pointe de Rollin ancora ghiacciato) dove sorprendo una bella e numerosa famigliola di stambecchini con le loro madri. Tutto questo, cari amici del forum, potrebbe essere una delle ultime testimonianze in quanto esiste un malaugurato e dissennato progetto del 2015 depositato presso il consiglio regionale della Val d'Aosta di installare un impianto sciistico di risalita (con quello che ne consegue) per collegare Valtournenche alla Val d'Ayas pregiudicando dal punto di vista naturalistico tutta la zona. Ciao Gianfranco |
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inviato il 19 Agosto 2016 ore 9:12
Complimenti alla Tua meravigliosa avventura.. chissà per quanto tempo ancora rimarrà così incontaminata ... la bellezza di queste montagne,di primo mattino che si è mostrata a Te.. il suono del silenzio, l'ammirare animali nel loro ambiente naturale... il respirare a pieni polmoni.. questa avventura in solitaria serve a misurare la propria capacità ed a entrare in contatto con la bellezza naturale.. osservando le pietre,le piante ,gli animali.. l'aria fresca ,il panorama ,il cielo .. è come un premiarsi,diversa dalle solite scelte .. è stata una meta che esige tenacia ,spirito di osservazione e tanta coralità di sentimenti.... non si ama la montagna ,ne la si rispetta standone lontani,ma vivendola dentro e riconoscendola come il bene più alto che ci sia ..perchè quì i ritmi della vita acquistano misura e senso.. complimenti a Te... grazie per avermi resa partecipe.. Biz |
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inviato il 19 Agosto 2016 ore 9:49
Grazie Biz, purtroppo viviamo in un mondo dove il verde e la natura non "ripagano", esiste soltanto il "dio denaro". Qualcuno sostiene che, siccome ormai pochi "camminano", e' la montagna (che sarebbe nata per quello specifico scopo) che si deve adeguare a tutta quella gente, per esempio, che si reca in montagna per prendere il sole, per abbuffarsi, per usufruire degli impianti di risalita evitando di camminare appunto ecc.ecc. L'ultima novita', udite udite, vista coi miei occhi, mentre salivo come al solito su di una pista sterrata con il mio solito zaino pesante, l'utilizzo di mountain bike servoassistite elettricamente che cosi' eviterebbero ulteriori fatiche per raggiungere magari punti dai quali poi vantarsi di essere arrivati......con buon guadagno di chi le noleggia... ciao Gianfranco |
user12181
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inviato il 20 Agosto 2016 ore 21:52
Queste mtb con la pedalata assistita le ho notate anch'io. Andavo a Bormio su una corriera di linea per rinnovare la patente dopo che la finanza mi aveva fatto gentilmente notare, senza farmi il verbale, che era scaduta da maggio. C'erano a bordo con le loro biciclette tre o quattro vecchi (io ho 61 anni...), vestiti di tutto punto da arlec.chini griffati. Do uno sguardo alla zona delle moltipliche e leggo Bosch... disgustoso. Ma la cosa peggiore, veramente straziante, è che stanno distruggendo in modo capillare i luoghi più selvaggi e primordiali per fare le piste a questi buffoni alienati della mtb, servoassistiti o meno (piste su cui poi scorrazzano anche le moto da trial, spesso guidate da quarantenni o cinquantenni culoni e panzoni...). Quando li vedevo sbuffare sotto il sole a picco potevo almeno avere qualche conforto dalla speranza che gli venisse un coccolone, ma ora con la pedalata assistita... |
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inviato il 22 Agosto 2016 ore 7:19
Certo Murmunto....siamo praticamente coetanei io ne ho 60 di anni e riesco ad effettuare ancora escursioni lunghe ed impegnative grazie a tutto quello che ho potuto fare in gioventu' concordo pienamente con cio' che dici. Pensa che a proposito del vallone Cime Bianche e della installazione possibile di impianti di risalita discutendo con gente del posto mi e' stato fatto notare che.....ma se sono piu' le persone che sciano rispetto a quelle che camminano.... ciao Gianfranco |
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