|
|
inviato il 08 Luglio 2016 ore 13:22
Ciao a tutti sono nuovo del forum,non so se ci sia una sezione per la presentazione,nel caso l'avessi mancata chiedo scusa! In ogni caso,sono in procinto di comprare la mia prima reflex e ho cominciato a leggere un po' di tutto quello che riguardasse questo mondo. Diciamo che un infarinatura generale di base credo averla data solo che ho alcuni dubbi (e tanti altri ce ne saranno,non insinuo mica di aver capito tutto ) Visto che la fotografia di paesaggio è quella che mi appassiona di più e avendo visto gli obiettivi samyang, (che sono full manual e che mi sembra di aver capito non comunichino nulla alla macchina) spesso ho letto che una tecnica per scattare con questo obiettivo è quella di comporre e focheggiare a massima apertura,chiudere il diaframma al valore voluto e scattare. Ora la mia domanda è la seguente: mettendo a fuoco (in particolare parlo del samyang 10mm f/2.8) a tutta apertura e scattare con un diaframma più chiuso non mi modifica la pdc rispetto a come l'avevo composta? Non vado fuori fuoco e quindi perdo nitidezza rispetto alla scena che avevo composto a tutta apertura? oppure con un grandangolo così spinto le differenze sono minime? Specifico che l'effetto che voglio avere è la massima profondità di campo,quindi da quello che ho capito nella foto di paesaggio si mette a fuoco sulla distanza iperfocale per ottenere questo risultato. In ogni caso la macchina che sto per acquistare è una Nikon D7200 con l'obiettivo 18-105 VR (in kit) così da cominciare a fare un po' di pratica,il samyang è un acquisto che farò in futuro dopo aver preso la mano con le impostazioni manuali. Ringrazio in anticipo per le risposte! |
|
|
inviato il 10 Luglio 2016 ore 11:45
Più il diaframma è chiuso più aumenta la pdc. Verifica l'iperfocale, che cambia in base al diaframma. Quando componi il diaframma è sempre aperto e si chiude al momento dello scatto. Se invece anche la chiusura del diaframma è manuale si compone a tutta apertura perché chiudendo il diaframma entra meno luce e il mirino diventa buio. Quindi dopo avere composto si chiude il diaframma e si scatta. |
|
|
inviato il 10 Luglio 2016 ore 12:01
Con i grandangolari non problemi componi la foto con il diaframma aperto poi metti a fuoco e chiudi il diaframma e il gioco è fatto, generalmente basta mettere f8 e la messa a fuoco ad un valore intermedio e scatta non avrai problemi |
|
|
inviato il 10 Luglio 2016 ore 12:13
“ Ora la mia domanda è la seguente: mettendo a fuoco (in particolare parlo del samyang 10mm f/2.8) a tutta apertura e scattare con un diaframma più chiuso non mi modifica la pdc rispetto a come l'avevo composta? Non vado fuori fuoco e quindi perdo nitidezza rispetto alla scena che avevo composto a tutta apertura? oppure con un grandangolo così spinto le differenze sono minime? „ Con un'ottica manuale esegui manualmente quello che farebbe automaticamente la fotocamera con un'ottica "automatica". Non cambia assolutamente nulla: infatti anche con ottiche il cui diaframma è controllato elettronicamente dalla fotocamera si compone a TA e, solo nell'istante dello scatto, il diaframma viene chiuso al valore impostato. E' per questo motivo che esiste il pulsante di anteprima della pdc che, con ottiche automatiche, chiude il diaframma al valore impostato per verificare la scena e la pdc nelle reali condizioni di scatto. |
|
|
inviato il 10 Luglio 2016 ore 13:49
Il problema che hai descritto dovrebbe valere per le ottiche Samyang montate su Canon: per quelle non c'è alcun chip che metta in comunicazione camera e lente, e il diaframma lo puoi controllare solo dalla ghiera dell'obiettivo. La procedura che hai descritto la usano i canonisti: Chiudere il daframma dopo aver messo a fuoco e ricalcolare anche l'esposizione (se si scatta in M invece che in Av). In ogni caso considera che il punto in cui metti a fuoco non cambia con il diaframma (se succede in modo visibile, è un difetto della lente, chiamato focus shift). Su corpi Nikon tutto questo non dovrebbe riguardarti. C'è un chip che mette in comunicazione la lente con il corpo, e immagino che funzionino i normali automatismi: la chiusura del diaframma è solo simulata durante le regolazioni (MaF ed esposizione), e si verifica solo al momento dello scatto. La cosa che non puoi avere neanche su Nikon è l'autofocus, dato che la lente non ha il motore; ma almeno il corpo Nikon ti invia un segnale di conferma quando la messa a fuoco è corretta. |
|
|
inviato il 10 Luglio 2016 ore 14:18
Con nikon il diaframma funziona a preselezione, sempre. Basta che selezioni sulla ghiera l'apertura deisderata e sarà la macchina chiudere il diaframma al momento dello scatto (e tenerlo aperto/riaprirlo per la visione a mirino). Anzi, la D7200 ha anche l'anello di accoppiamento Ai che mantiene attivo l'esposimetro anche in assenza del chip. Con il chip, puoi/devi lavorare esclusivamente dal corpo macchina. |
|
|
inviato il 10 Luglio 2016 ore 20:26
con gli ultragrandangolari grossi problemi di maf non esistono perchè vanno velocemente in iperfocale (la messa a fuoco a infinito è a poche decine di centimetri dalla lente o al massimo un metro o giù di lì), 99\100 quella lente la fisserai con fuoco su infinito e non la toccherai mai più in vita tua, volessi sfruttare lo sfocato per effetti creativi dovresti lavorare con soggetti molto vicini. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 260000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |