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inviato il 20 Giugno 2016 ore 22:40
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inviato il 20 Giugno 2016 ore 23:13
Comunque il vittimismo per forme di sfruttamento globale ad opera di misteriose figure non piace neanche a me. Buon articolo, ma ricordiamoci sempre che questi scrivono perché sono pagati per farlo e devono riempire un tot di righe... Il mondo sta andando più veloce, tutto lì. Nei primi tempi di internet mi son detto: che bello, posso trovare molte informazioni comodamente, per esempio in un attimo trovi tutte le leggi, prima era un problema averle. Il problema è arrivato qualche anno dopo, senza scomodare gli smartphone, perché le leggi hanno cominciato ad arrivare sempre più velocemente. Ormai se ne devo consultare una non vado quasi mai neppure a cercare quella che ho sul pc, perché dopo pochi mesi sicuramente c'è un aggiornamento, che avviene più frequentemente di quelli di Windows. Questo si è un carico contro la nostra volontà. Ma il telefono e il pc si possono sempre spegnere. |
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inviato il 21 Giugno 2016 ore 8:42
“ Mio figlio Michele che ha 18 anni e che fara' l'ultimo anno del liceo linguistico dopo l'estate, e' piu' cosciente di me di quello che hai appena affermato. „ Ci sarà sempre (per fortuna) chi riuscirà a trovare un modo adeguato di sfruttare il sistema, ma il problema è proprio la velocità con cui quel sistema lavora; non solo per quanto riguarda la possibilità di verificare le informazioni (cosa che già di per sé richiede comunque più tempo di prima, perché ormai persino sulla Treccani certe informazioni non sono correttissime o, paradossalmente, sono più obsolete che sulla meno affidabile wikipedia), ma hai un'idea di quanti siano, al giorno d'oggi, manager, bancari (non i banchieri, o non solo, ma i loro tirapiedi), tecnici informatici, giornalisti ecc. che per seguire la velocità del sistema fanno costantemente ricorso a droghe "performanti" più o meno sintetiche (la cocaina c'è ancora, ma ormai è quasi da museo, come il ricordo dei pionieri del suo uso "lavorativo", vedi Gianni Agnelli). Pare sia questo il concetto moderno di "adeguarsi ai tempi": si discute se accettare o meno la Creatina nell'attività agonistica, ma poi la si reclamizza come prodotto per migliorare le proprie "performance" nella vita quotidiana e lavorativa. Lo sport è un po' lo specchio del sistema: la ricerca di "maggior velocità" sta superando le potenzialità psico-fisiche dell'uomo; noi abbiamo avuto un po' di tempo da trascorrere con i nostri figli, ma loro ne avranno da trascorre con i propri? Correre per emergere: questo sembra essere l'unico scopo. Un esempio: nel museo dove lavoro siamo giunti a proporre ben 12 laboratori scolastici (siamo in tre con posto fisso, di cui uno addetto solo all'ingresso e uno solo ad attività diverse dalla divulgazione/didattica, più una coordinatrice part-time e, molto a singhiozzo, un'esterno, quasi mai la stessa persona, per le attività didattiche: vedi se sia realmente possibile studiare un simile ventaglio di proposte), col risultato che in realtà sono solo doppioni in cui è stato cambiato il nome alle cose presentandoli con differenti giri di parole; tutto per "apparire adeguati" nel proporci in Internet, e questo sembra essere ormai l'andazzo generale in un numero sempre maggiore di istituzioni di questo tipo. Non mi pare un indice di "progresso", forse di "sviluppo", ma non è la stessa cosa, e credo che quando le affermazioni sono suffragate da simili "prove sul campo" non si possa parlare di vittimismo, ma di realtà. |
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inviato il 21 Giugno 2016 ore 13:59
Questa povera Italia e' diventata il paese delle t*fe ma questo e' indipendente da internet e da come ha modificato le abitudini in tutto il mondo. Siamo noi italiani.ad essere cosi', preferiamo i furbi agli onesti e ci facciamo governare da un pubblicitario. Non riesco proprio a dare la colpa alla tecnologia. |
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inviato il 21 Giugno 2016 ore 14:19
Infatti il problema, in sé, non è la tecnologia, ma chi ce la propina, il suo modo di farlo e lo scopo per cui lo fa |
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