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inviato il 29 Giugno 2016 ore 2:14
una settimana fa ero proprio li ad aspettare il volo per Roma...certo che rivedere delle immagini di quel posto ancora così fresco nella mia mente fa un certo effetto, che ti fa pensare. Una coincidenza strana, (per chi crede alle coincidenze e non al "è tutto scritto" come nel mio caso) è che io sarei dovuto essere all aeroporto di Ataturk proprio la sera del 28 per il volo di ritorno, ma al momento della prenotazione del volo A/R, si ricarica la pagina internet e il prezzo del volo ha subito un aumento che mi ha fatto desistere e cambiare data a favore del 21..... Comunque, io ho visitato Istanbul nel breve periodo di 20 giorni intercorso tra i 2 attentati e vi posso garantire che li non ho visto e sentito nulla, a parte i soliti controlli che ormai fanno in qualsiasi cittá europea..fortunato, miracolato o quant altro non lo posso dire certo io...ma resto del parere che se una cosa deve accadere accade, punto. Grazie a Dio, ora posso concentrarmi anche su altre mete. |
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inviato il 29 Giugno 2016 ore 8:33
Buongiorno a tutti, davanti a queste situazioni come quella di Istanbul di ieri, mi chiedo come la gente abbia voglia di "andarsele a cercare"....non fraintendete ma cavoli visitare Paesi con instabilità politiche, da turisti, non mi sembra proprio il massimo. Persino la multinazionale per cui lavoro ha comunicato con una nota interna che i viaggi di lavoro in località così sono sospesi. Capisco il giornalista ed il fotogiornalista che vanno a documentare i fatti perchè è il loro lavoro e non possono fare altrimenti ma un turista può rinunciare e rivolgersi ad altre destinazioni. Viviamo ormai in un mondo dove contenimento costi, tagli a personale etc applicato in ogni settore, secondo me, ha ridotto moltissimo la sicurezza di chi viaggia. Davanti a questo un semplice turista dovrebbe cominciare a fare un passo indietro e dire...me ne sto a casa....imho |
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inviato il 29 Giugno 2016 ore 9:18
@Teo4s “ Davanti a questo un semplice turista dovrebbe cominciare a fare un passo indietro e dire...me ne sto a casa... „ Credo che non esista il posto sicuro. Neanche la propria casa è sicura. Beh, certamente è più sicura di Istambul. Io, per esempio, da un po' di anni, ho scoperto il "turismo di prossimità". Questa domenica a Longobucco, la prossima a Rocca Imperiale, l'altra a Cerchiara di Calabria, Tropea, Pizzo, Le Castella... e così via. Mare, spiagge, sole, peperoncino. Non sarà il massimo ma, è sempre meglio che starsene a casa. Calabria, Puglia e Basilicata (nel mio caso) offrono centinaia di borghi da visitare e... fotografare. |
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inviato il 29 Giugno 2016 ore 10:26
io ci sono stato per il ponte del 2 giugno, per lavoro viaggio spesso, e non posso vivere nella paura che succeda qualche cosa... sono abbastanza fatalista, e credo che quando arriva il proprio momento, non importa se sei a casa al sicuro, o a fare rafting... e quello a cui puntano i terroristi è proprio questo, farci venire paura, farci vivere con il sospetto di chi ci sta vicino... non voglio dare loro questa soddisfazione... |
user81826
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inviato il 29 Giugno 2016 ore 10:39
Teo4S Il terrorismo mette paura per vari motivi e c'è da ammettere che è peggiorato molto. Però guardati un po' di cifre sulle probabilità di morte in giro per il mondo e capirai perché invece ha senso continuare a girare. Per prima cosa a Istanbul era molto più probabile morire di incidente auto (e lo è tutt'ora) prima dell'arrivo del terrorismo religioso (quello culturale c'era già) rispetto ad ora che c'è il terrorismo. Eppure prima quando le probabilità di morte erano magari più alte di ora nessuno diceva una parola. Io ad Istanbul devo tornarci e anche abb spesso e con quanto ho detto non voglio negare che il terrorismo sopratutto per il modo di agire faccia molta paura anche a me. Passando all'entrata dell'aeroporto sai quante volte ho immaginato potesse essere un obbiettivo sensibile? E continuerà ad esserlo purtroppo. Quello che voglio dire è che prima di dire che si è incoscienti ad andare in certi posti bisogna trovare il giusto equilibrio tra paura e probabilità di rischio. Conosco alcune persone che si sono concesse alla paura totale anche irrazionale che in periodo di Giubileo hanno escluso categoricamente di poter visitare Roma e Loreto (vicino casa mia e data ad alto rischio terrorismo), tra l'alto imprecando contro il papa per aver indetto tale Giubileo, ad Expo non ci hanno minimamente pensato ad andarci, concerti di grandi dimensioni non ne fanno più, le partite agli stadi meglio evitarle e Bruxelles e Parigi sono a rischio quanto Istanbul quindi escluse da eventuali viaggi. I miei quando erano più giovani hanno fatto un paio di viaggi in Africa con un medico senza frontiere amico di famiglia in posti che comunque erano già pericolosi per il rischio malattie al tempo. Oggi in certi posti dove sono stati ci sono le milizie islamiche (o perlomeno c'erano fino ad alcuni mesi fa) e li veramente se si va oggi si può dire "te le vai a cercare". |
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inviato il 29 Giugno 2016 ore 17:55
"turismo di prossimità" conosciuto da pochissime persone....sapete che la mia compagna ha visto Londra e Parigi e non aveva mai visto Firenze?? Ci credete che ci sono migliaia di persone che fanno viaggi in località estere e non hanno mai visto nemmeno un quarto dell'Italia. La mia non deve essere letta come una crociata contro i viaggi...ma contro l'uso smisurato che ultimamente se ne sta facendo:"Sei stato a Minorca...capperi" "sei stato a Cattolica....mi spiace povero...ma non c'era un last-minute??" Tornando all'attentato...prima di partire mi chiedo "ne vale la pena?"....se torno un bel viaggio ma se un baluba qualsiasi decide che quello è il momento in cui si deve immolare e ci lascio la pelle, lascio per sempre moglie e figli. rigorosamente imho:) |
user81826
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inviato il 29 Giugno 2016 ore 19:13
Il tuo discorso è chiarissimo Teo4s ma secondo me parte da presupposti sbagliati; forse sarò ripetitivo ma provo a spiegarmi: 1- il turismo di prossimità è fondamentale ma non esclude gli altri tipi di turismo come quello molto comune delle capitali; ne è anzi complementare. Non conoscere l'Italia è limitante ma lo è anche non conoscere il resto del mondo a parere mio, quantomeno per chi considera un valore il viaggio. Poi se uno va a Sharm El Sheik solo per prendere il sole di questi tempi... Anche io consiglio di andarsene in Salento o Sardegna, per dire. Però andare a visitare le piramidi per me può ancora valere la pena del viaggio sebbene ci siano dei rischi che magari prima non c'erano. In questo caso andrebbe anche fatta una suddivisione tra i Viaggi e le Vacanze. 2- al giorno d'oggi la prossimità ha cambiato di significato. Quando i miei genitori erano piccoli un viaggio era quello di arrivare dal proprio paese alla provincia. Con lo sviluppo dei mezzi di trasporto oggi si è arrivati a volte ad avere più vicine città estere che italiane. Un torinese trova più veloce raggiungere Londra o Barcellona piuttosto che andare a visitare Udine o così via. Dunque bisogna ridefinire cosa si intende per turismo di prossimità. 3- come ho detto sopra ora si escludono mete per il rischio terrorismo adducendo il pericolo di morte quando magari prima di questi attentati si viaggiava senza pensieri in certi paesi dove il pericolo di morte per incidente stradale o malattie era molto più alto del pericolo attuale fornito dal terrorismo. Con questo ripeto che non voglio sottovalutare l'aspetto terrorismo che è fondamentale ma non bisogna neanche lasciarsi andare per la paura a tutti i costi. 4- fino a poco tempo fa nessuno avrebbe pensato possibile quanto successo all'aeroporto della civilissima e controllata Bruxelles o nei locali musicali di Parigi che è un po' come andare all'Alcatraz di Milano o gli equivalenti a Roma e Torino. Nessuno fino a un paio di anni fa immaginava che Istanbul stessa sarebbe diventata così pericolosa. E se dovesse succedere qualcosa in Italia smettiamo anche di fare turismo di prossimità? Ci chiudiamo in casa. Non era così improbabile durante l'Expo come non era così improbabile a Roma durante il Giubileo o a Loreto che è una piccola città nelle Marche dove pochi mesi fa è stata scoperta una piccola cellula potenzialmente terroristica presente nel territorio della provincia di Ancona. Chiaro poi che visitare Ferrara od Arezzo non sarà così pericoloso come visitare Tunisi però i calcoli bisogna farseli bene. Sono dunque favorevole al turismo di prossimità e al farsi la domanda "conviene andare in quel posto?" prima di partire; non sono invece molto d'accordo personalmente sul modo di rispondere alla domanda stessa. Spero sta volta di essermi spiegato meglio ma sopratutto spero che il terrorismo scompaia. |
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