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inviato il 14 Gennaio 2017 ore 13:56
Si può dire che quando il bosco diventa troppo fitto non cresce più? Comunque io seguo questi temi, mi interessano, direi che per quanto ci è possibile possiamo provare a fare la nostra piccola parte responsabilmente, però è possibile e spero che in condizioni normali tutto si livelli, trovi un equilibrio. Mi riferisco al prezzo delle materie, che andrà a salire quando saranno in esaurimento, facendo in modo che se ne consumi meno. |
user62557
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inviato il 14 Gennaio 2017 ore 14:17
Seguo |
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inviato il 14 Gennaio 2017 ore 18:23
si puo' dire Windof, ma le foreste tropicali (e le fittissime foreste del nord europa) smentiscono questa affermazione. Diciamo che si raggiunge una sorta di equilibrio... |
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inviato il 12 Settembre 2017 ore 23:26
“ faccio l'esempio della Sardegna, regione poco densamente popolata, quasi come la Val d'Aosta: fino a 2-3 secoli fa era in gran parte ricca di boschi quasi impenetrabili, su tutte le zone montuose. Col regno di Sardegna dei Savoia e con l'unità d'Italia è stata utilizzata come legnaia d'Italia per realizzare le ferrovie, infrastrutture, carbone etc. ora è quasi tabula rasa. Di boschi ne rimangono pochi e solo in pochi casi le piante tagliate sono state sostituite con pini. „ mi dispiace contraddirti ! in parte è vero , ma solo in parte. La Sardegna è ancora molto ricca di boschi , purtroppo i costanti incendi dolosi stanno sistematicamente riducendo tale superficie boschiva ma in Sardegna ci sono ancora tanti e splendidi boschi. La Sardegna non è solo la costa (da quasi tutti conosciuta) ma anche molte zone interne interamente ricoperte di boschi (querce, roverelle, latifoglie, castagni, etc..) www.sardegnaambiente.it/j/v/152?s=67494&v=2&c=1562&t=1%5D% www.ciaosardinia.com/ita/sardegna/natura/foreste-della-sardegna www.sardiniapost.it/cronaca/sardegna-regione-verde-negli-ultimi-10-ann |
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inviato il 13 Settembre 2017 ore 0:56
Indubbiamente Aloisius, rimane pur sempre la regione più ricca di boschi e di verde in Italia e con il minore consumo di suolo. La conosco, la conosco... Ma pensa com'era. Ai tempi dell'impero romano era talmente fitta di vegetazione da rendere impossibile la conquista delle zone interne alle legioni, la Barbagia rimase praticamente fuori dall'impero e sono documentate sconfitte per condizioni simili a quelle che si trovavano tra le foreste germaniche, anche se meno famose, ma ci furono diversi tentativi di occupazione falliti per la resistenza delle popolazioni e i luoghi sfavorevoli. |
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inviato il 13 Settembre 2017 ore 9:35
Il bosco quando diventa "troppo" fitto non cresce più, ma si mantiene costante nel tempo (se non intervengono modifiche, anche per cause naturali, dall'esterno); però è formato da organismi i cui singoli individui non hanno il dono della "vita eterna". Basterebbe una semplice riflessione su questi due aspetti - mantenimento nel lungo tempo; vita individuale breve - per capire che un ecosistema evoluto è sostanzialmente una condizione di equilibrio. Gli aspetti che caratterizzano un ecosistema evoluto e stabile sono sostanzialmente due: autoproduzione (perciò interna all'ecosistema stesso) delle "materie prime", apporto energetico dall'esterno (tipicamente dal sole): quindi, sostanzialmente, riciclo interno degli elementi "materiali" e captazione dell'energia che proviane dall'esterno (captazione, non missioni di ricerca che sono un'altra cosa); esattamente il contrario del sistema prodotto dall'uomo nel corso della storia, perlomeno degli ultimi millenni. L'uomo ha costantemente ridotto il proprio habitat ad una sorta di ecosistema estremamente disequilibrato: cerchiamo fonti energetiche per lo più all'interno del nostro habitat (fin dai tempi in cui l'unico modo era tagliare foreste), mentre la nostra fame di materie prime si rivolge costantemente all'esterno, producendo il tanto dispregiato (ma mai abbandonato nemmeno dai suoi detrattori) colonialismo. Quando ci insegnano che i primi agricoltori neolitici "autoproducevano" il proprio cibo, ci dicono una cosa inesatta: erano sempre le piante a "produrre" la sostanza organica di cui l'uomo aveva bisogno per vivere, perciò i coltivatori non facevano altro che "sostituire" l'insieme delle piante che costituivano i boschi originari con le poche specie che servivano ai loro scopi. Abbattendo i boschi originari avevano anche, oltre al materiale per costruire capanne, legna da ardere per produrre energia per riscaldamento, cottura del cibo ecc. L'uomo perciò aveva iniziato a trasformare il proprio ecosistema "dall'interno", bruciando per uso energetico buona parte di quelle risorse materiali che in precedenza venivano riciclate biologicamente, e questo generò le prime situazioni di disequilibrio: il limitato habitat del coltivatore neolitico non bastava più per fornirgli contemporaneamente cibo ed energia, si depauperava in pochissimi anni e costringeva il coltivatore stesso ad un lavoro di continua ricerca di nuovi appezzamenti da deforestare e coltivare. Inoltre, il lavoro degli agricoltori neolitici era possibile solo facendo un massiccio ricorso a strumenti in selce, materia prima che non si ricavava certo dai campi intorno a casa; quando poi l'uomo iniziò a lavorare anche i metalli, questa ricerca di materie prime all'esterno del proprio "ecosistema" di riferimento ricevette un nuovo impulso. Ora siamo semplicemente entrati nella fase finale di questo sistema: non ci sono praticamente più zone del pianeta da colonizzare, quindi le materie prime iniziano a scarseggiare e anche le risorse energetiche "autoprodotte" stanno creando problemi a non finire. |
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inviato il 13 Settembre 2017 ore 16:13
Ed è proprio ora che l'uomo dovrebbe (deve) iniziare a consumarne meno di materie prime dal proprio habitat (intendo tutta la terra). Riciclare serve a poco, dobbiamo produrne meno di plastica e la carta si può fare anche senza tagliare gli alberi, per esempio con la canapa solo un secolo fa l'italia era uno dei maggiori produttori di canapa tessile, ma poi è stata demonizzata.....e c'è una bella differenza tra la cannabis e la canapa tessile, ma l'industria petrolifera e della plastica spingevano i governi per le proprie materie prime. |
user62557
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inviato il 28 Novembre 2017 ore 15:17
Vi seguo con molto interesse... |
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