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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 15:10
“ ma nel complesso la mostra s'inpunta nelle foto di posa fatti ai poveretti in India,Afghanistan,Thailandia,ecc.. che dopo un po'stancavano.. „ Su questo aspetto ho aperto tempo fa una discussione che come al solito andò a finire male per colpa dei soliti noti e per colpa delle solite vedute e risposte da provincialotti...in pochissime parole ritenevo le foto scattate ai poveretti (non di Mc Curry, ma di tutti quelli che le fanno e le pubblicano orgogliosi) un insulto alla dignità di un popolo...non vio dico cosa mi son sentito dire. Sorrido e vado avanti, ma son contento quando incontro qualche altra persona che la pensa come me. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 15:40
Ho visto la mostra domenica 3 gennaio. A me McCurry piace molto, sia lui che molti dei suoi scatti. Dopo averlo visto a Monza sono stato anche qui... E, sono d'accordo con Feddas, peccato per la location, un po' risicata ma molto bella e soprattutto, nota dolente, per l'organizzazione... Piazzare una TV a basso volume a terra, coperta da un sottile velo nero e con più di 50 persone intorno per più di 15 minuti per provare a vedere e provare a sentire la storia del ritorno in Afganistan alla ricerca di Sharbat Gula... Non ha prezzo! Non parliamo della fila fuori, dei furbetti, dell'ingresso alla mostra e della cassa! Poi ci rido su, beninteso! L'emozione di vedere e godere certi scatti dal vivo è sempre grande e vale il prezzo del biglietto. Appoggio comunque il consiglio di godersi un bel libro di McCurry, comprandolo o prendendolo in una biblioteca! Paolo |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 16:41
A me è piaciuta molto e penso che all'accrescere della cultura fotografica si apprezzino anche di più questi autori... A me piace il suo modo di raccontare anche se vedendo i suoi video,si capisce come la pensa e come affronta il suo lavoro...per me un bravo fotografo con molto gusto colorimetrico. Colpiscono le non pose dei soggetti ritratti sguardi intensi ma pieni di dignità...ha fatto conoscere questi popoli al mondo intero quando erano ancora sconosciuti ai più...è un uomo da reportage! |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 17:26
Anch'io ho visitato la mostra giovedì 7 gennaio e devo dire che con poche persone è assolutamente gradevole, ovviamente se piace il suo modo di fotografare. Prima di visitare la mostra ho acquistato il libro di McCurry "Storie dietro le fotografie" che consiglio vivamente per capire meglio la mostra. Gli unici due appunti che mi sento di fare riguarda l'esposizione in verticale di una serie di fotografie 20x30, anche di foto famose, assolutamente non apprezzabili e le video interviste presentate con televisori da 50 pollici collocati a terra. Inoltre non ritengo che sia di secondaria importanza per la cultura fotografica in genere il successo di pubblico che la mostra ha ottenuto nei posti in cui è stata presentata. Qualcuno ha scattato foto con il cellulare delle foto più famose non mi scandalizzo, lo fatto anch'io e, pur avendo le stesse foto riprodotte sul suo libro, ho preferito avere anche copie digitali per poterle studiare con calma. I selfie mai, non è mio costume |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 18:08
Per chi consiglia di comprare libri su Mc Curry..,devo ancora trovare un "solo" appassionato di fotografia che non ne abbia almeno uno!!!Il primo libro l'acquistai che andavo alle scuole medie..22mila lire.. !!La differenza tra stampe viste sui libri e quelle viste alla mostra ha colori veramente "imbarazzanti".. Ci sono molti scatti visti sui libri che alla mostra per esempio non ho trovato..Vedere centinaia di ritratti non e'reportage..Gli occhi di ogni singola persona ritratta,guarda dritto nell'obiettivo..,quindi deduco che il tutto sia costruito..!E'un grande fotografo..ma un gran furbetto..,e a me non la racconta giusta..poi ognuno la pensa come vuole!!Pochi scatti di vero reportage. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 18:27
Io sono di Forli, non amo la fotografia di Mc Curry ma sono andato lo stesso a vederla perche è in ogni caso da apprezzare; la disposizione fotografica all interno della mostra mi sembra azzeccata, come anche i giochi di luce, è un bel vedere, anche se le foto di mio gradimento sono di altro genere, ma è solo un mio parere personale. |
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inviato il 12 Gennaio 2016 ore 8:07
sono pienamente daccordo con Ievenska75 per quanto riguarda la "costruzione" dei ritratti...luce perfetta...compo perfetta....occhi sempre allineati al mirino...per le strade in India si fanno ritratti del genere? a me non è mai capitato .gio |
user39791
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inviato il 12 Gennaio 2016 ore 8:21
Oramai è un fenomeno mediatico. Le sue mostre sono piene di gente che manco sa cos'è una reflex. Da un lato è positivo perché avvicina molte persone al mondo della fotografia da un altro tende a mostrare a queste persone una immagine solo spettacolare della foto di reportage. Un po come dentro a un film di Hollywood. |
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inviato il 12 Gennaio 2016 ore 8:45
“ sono pienamente daccordo con Ievenska75 per quanto riguarda la "costruzione" dei ritratti...luce perfetta...compo perfetta....occhi sempre allineati al mirino...per le strade in India si fanno ritratti del genere? a me non è mai capitatoMrGreenMrGreen.gio „ Se ci vai accompagnato da un locale che parla la lingua e un rotolo di rupie in tasca allora puoi usare pure il flash con un softbox |
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inviato il 12 Gennaio 2016 ore 8:59
Le tue stesse sensazioni le ho avute in fila ai padiglioni dell'Expo a Milano, capita quando si aspetta l'ultimo momento per capire se ne vale la pena o meno. Tolta la folla di ragazzini armati di smartphone e l'aspirante fotomodella "dei poveri" che per venti minuti ha cercato di farsi ritrarre con la ragazza afgana (senza riuscirci perchè in ombra!) a me la mostra è piaciuta! |
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inviato il 12 Gennaio 2016 ore 9:00
La mostra si intitola "Icons & Women": per coerenza al tema mi pare normale che sia più incentrata su ritrattistica che non sul reportage. |
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inviato il 12 Gennaio 2016 ore 9:01
Per chi non ha mai visto una mostra fa bene ad andarci, magari meglio dopo aver letto la vita di Mc Curry e studiato i sui lavori. Ma per chi conosce da anni lui ed i suoi lavori allora sono soldi un po buttati, oramai l'agente di Mc Curry sta raschiando il barile lui ha 65 e si avvia alla pensione, l'ultimo lavoro di Mc Curry è il calendario lavazza 2015; altro che i suoi reportage di guerra, quelli sono lavori con i contro cazzi, li i soggetti non si mettevano in posa....e per me rimangono i lavori migliori dell'autore, ma erano altri tempi. Insomma per questi grandi nomi della fotografia oramai al tramonto sta succedendo un po la stessa cosa che accadde con Pavarotti che iniziava a prendere stecche e fu messo al lato nell'olimpo della lirica, quindi....si mise a far soldi cantando con Zucchero o i Rolling Stones..... La macchina commerciale sfrutta il nome dell'autore famoso....la qualità del lavoro cade in secondo piano, vedi calendario Lavazza che ha lasciato perplessi tantissimi amanti dell'autore. |
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inviato il 12 Gennaio 2016 ore 10:07
“ altro che i suoi reportage di guerra, quelli sono lavori con i contro cazzi, li i soggetti non si mettevano in posa....e per me rimangono i lavori migliori dell'autore, ma erano altri tempi. „ Arci ha sintetizzato in tutto il suo intervento il mio pensiero. Dopo la mostra antologica di Mc Curry a Roma nei locali dell'ex macello ed il vastissimo riscontro che ha suscitato tra il pubblico, l'autore ha preso un'ulteriore e vistosa deriva commerciale. Già in quell'occasione, gigantografie dai colori pop, l'apologia esplicita delle stampanti Epson coi colori ultrachrome nei video mandati continuamente in loop, l'incensazione delle "sue" fotocamere digitali che non gli facevano minimamente rimpiangere la pellicola. Saranno pure solo strumenti, mai i suoi lavori più intensi e poetici rimangono in Kodachrome. Poi, che ci sia stata spesso una regia dietro molti suoi scatti è innegabile, ma adesso è diventata palesemente ruffiana. Scremata da certi eccessi ed alcuni vizi, apprezzai moltissimo la mostra romana ed il suo allestimento all'interno di cupole tematiche. Alle mostre successive, osservate virtualmente sul web, tuttavia, ho preferito il volume "Untold, the stories behind the photographs" edito da Phaidon, rigorosamente in inglese, che consiglio a tutti. |
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