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E sì,ormai è uno dei pochi Maestri nello scarno panorama della musica italiana,con Branduardi e Guccini,anche se quest'ultimo piu come autore di versi che vero e proprio musicista.Quindi,auguri al Maestro Battiato. Tra l'altro,leggendo su un blog in internet ho scoperto che ha fatto anche lui il CAR a Cassino,dove l'ho fatto pure io nell'ormai remoto 1971.Ma allora non era nemmeno conosciuto,nel 1971.Pensare che magari era nelle mia stessa Compagnia,o nello stesso plotone,anni prima.
Sono d'accordo sia per Branduardi che Guccini...aggiungerei anche qualche pezzo qua e la di altri cantautori della vecchia guardia che non elenco altrimenti finisco domani...ad esempio "la donna cannone", "Franz è il mio nome", "il testamento di Tito" etc etc..
Branduardi conduce inevitabilmente a dei passi di danza...quando lo ascolto ho la sensazione di vivere in un'altra epoca e dimensione.. senti questa:
Per Guccini..che dire...via Paolo Fabbri 43 per me è storia..così come il doppio dal vivo "Fra la via Emilia e il West" ma questa ultimamente tende ad emozionarmi spesso
Io con Branduardi e Guccini intendevo artisti ancora attivi.Certo,non possiamo dimenticare Fabrizio de Andre,e anche Dalla per certi versi. Un po tramontato,o con ormai poco da dire c'è anche De Gregori,ma penso che i tempi di Alice siano lontanissimi.Tu sei troppo giovane,ma mi ricordo,siamo piu che altro nella seconda metà degli anni 60,e in Italia,Tenco a parte andavano testi banalissimi,anche,e sopratutto in quelli delle cover tradotte in italiano.C'era allora su TV sorrisi e canzoni,una piccola rubrica in cui veniva messo il testo originale tradotto letteralmente e mi colpiva la diversità abissale tra quello inglese e quello italiano.L'esempio piu eclatante e quello di A Whiter shade of pale dei Procol Harum,orrendamente adattato da Mogol per i Dik Dik.Se vuoi,prova a cercare i due testi in Rete e vedrai cosa intendo dire.
“ L'esempio piu eclatante e quello di A Whiter shade of pale dei Procol Harum,orrendamente adattato da Mogol per i Dik Dik.Se vuoi,prova a cercare i due testi in Rete e vedrai cosa intendo dire. „
mi fido
Comunque anche Edoardo Bennato era partito benissimo... ma Battiato è un mistico...purtroppo molti pezzi tinti di atmosfere mediorientali sono ormai lontane dalla realtà di oggi....altro che "lettera al governatore della Libia" o "l'era del cinghiale bianco" ... ma più di tutto di questo maestro apprezzo la contemplazione e riflessione sul tempo, la natura e l'essere umano
C'è da dire che Battiato ha avuto anche un occhio di riguarda a quello che era l'Est Europeo,o Oltrecortina.Basti pensare ad Alexander Platz,o Prospettiva Nevski,o Radio Varsavia,tra quelle che ricordo.
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