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Francesco Guccini Juzino ad honorem?


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avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2015 ore 17:28    

Leggendo il capitolo introduttivo dell'ultimo lavoro letterario di Francesco Guccini "Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto" (edito da Mondadori), sembra di leggere uno dei tanti post che compaiono spesso qui sul forum, tanto che mi sono chiesto: "Ma non sarà che il buon Francesco, magari sotto pseudonimo, è iscritto a Juza?;-)"
Il capitolo in questione si intitola proprio "Fotografie", e ne riporto qualche breve passaggio (solo piccoli pezzi, dopo aver già citato l'autore, per non violare la legge sui diritti d'autore...).

L'esordio è in puro stile "vecchio fotografo infastidito dalla fotografia di massa" MrGreen


"Siamo sopraffatti dalle fotografie, in un'orgia di scatti e balenii di piccoli lampi di flash che catturano e codificano tutti i momenti delle nostre vite. A ogni cerimonia, ogni gita, ogni raduno o cena, ma anche se non c'è un'occasione precisa, ogni volta che qualcuno è punto dalla vaghezza della foto, vedi i telefonini apparire per cogliere un ricordo, una traccia, seppur esile, di quel momento. Per non dire dell'onanismo del selfie."

E poco più avanti:

E oggi, coi cellulari e le macchinette digitali, non c'è più la necessità di munirsi di pellicola [...] puoi scattare quasi all'infinito. Poi [...] non devi portare il rullino da un fotografo e aspettare che venga sviluppato e spendere anche quei soldi."


Subito dopo:

"Era forse già meglio quando si lavorava con legittima macchina, attrezzata o meno, e c'era sempre qualcuno che diceva <Sorridete!> [...] in modo che si schiudesse, allegramente balenante, tutta la chiostra dei denti [...] per venire bene nella foto ricordo. Meno bene le tragiche diapositive delle vacanze più o meno esotiche con cui certi amici (amici?) ci hanno rallegrato al ritorno dalle loro ferie."


Poi nostalgia, andando parecchio indietro nel tempo:

"Non era così, una volta, naturalmente. C'era sempre un fotografo locale, per i matrimoni, le cresime e comunioni e cose così, gruppi spropositati di persone che guardano in macchina, e ci dovevano stare tutti, momenti di vita catturati a perenne ricordo. Ma per le foto davvero importanti si scendeva in città, nei gabinetti fotografici di fotografi di lusso [...] e ci si indomenicava alla bisogna, tutti tirati a lucido, e non si sorrideva, no, ma si guardava seri con aria fiera, quasi severa. O forse era solo la timidezza. [...] poi lo studio, con quegli sfondi così artefatti, finti, un tavolo con un tappeto, una cortina o un tendaggio appesi dietro, quando non uno sfondo di panorama, a trompe-l'oeil [...] il viso che guarda diritto ad aspettare che l'artista metta la testa dietro il panneggio della macchina e faccia scattare il lampo del magnesio.


E verso la fine un elogio alla democratizzazione dei ricordi grazie all'avvento della fotografia:

"I nobili avevano i ritratti a olio degli antenati nelle gallerie. La fotografia diventa la ritrattistica popolare: anche i poveri potevano lasciare, per molto meno denaro, la propria immagine ai posteri."


E chissà che oggi, con l'avvento delle tecnologie digitali, alla fine, non si sia solo definitivamente compiuta quella democratizzazione, con tutti i suoi eccessi e i suoi difetti, che ha generato orde di fotografi assetati di scatto (in fondo ne faccio parte anch'io e come me molti di quelli che sono iscritti a questo forum).
Di sicuro questo libro che ho iniziato a leggere solo oggi e di cui ho divorato in un momento i primi capitoli sembra davvero scritto da un fotografo. Le immagini sono create con la penna (anzi, con la tastiera) e non con la macchina fotografica, ma nelle pagine si scorgono istantanee in bianco e nero del tempo che fu, scattate senza pretese eccessive di composizione e inquadratura perfettamente nitida e a fuoco, ma con l'unico scopo di immortalare un momento, per averne per sempre un ricordo indelebile.

Lo consiglio.

Scusate se vi ho annoiato e buona serata a tutte/i.

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2015 ore 18:02    

Certo,se sapesse fotografare come sa scrivere versi e musica,avremmo un grande in assoluto nel Forum.Ma sapremmo apprezzarlo veramente,senza conoscerne la vera identità?

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2015 ore 18:18    

posso sapere in pvt il nome dell'utente che secondo te potrebbe esser lui?

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2015 ore 18:24    

Mi auguro di sì, Andros. Si dovrebbe sempre giudicare l'opera a prescindere dalla fama dell'autore. Spesso non è così, lo so, ma alla fine si fotografa soprattutto per il gusto di farlo, senza stare troppo a pensare cosa ne penseranno gli altri (almeno, per me è così). Il giudizio altrui diventa importante in un secondo momento, quando si pubblica su Juza;-)

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2015 ore 18:38    

Gidi_34, non ne ho la più pallida idea. La mia era solo una battuta. Una scusa per citare un autore che stimo profondamente e con la cui musica sono cresciuto. Negli ultimi anni ho scoperto anche la parte narrativa e, visto che parla proprio di fotografia, mi sembrava simpatico condividere con gli amici di Juza il primo capitolo del suo ultimo libro.

Però se, per gioco, devo citare uno dei tanti amici di Juza davvero bravo nel raccontare con i suoi scatti il tempo che fu, lo faccio pubblicamente: Franco Buffalmano. Le gallerie in cui ha scansionato le vecchie foto dei personaggi delle sue zone sono fantastiche e dietro hanno quasi sempre una storia da raccontare.

Ciao e grazie per il passaggio.


avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2015 ore 18:45    

franco è un mito vivente per me


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