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cura della fase di scatto per fare il salto di qualità.


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user15476
avatar
inviato il 22 Dicembre 2015 ore 22:15    

La post è la visione del fotografo, la sua firma. A questa firma ci arriva da solo o con lo stampatore. Grazie alla post si può mettere in comune la fotografia all'arte tradizionale vera e propria; photoshop diventa come il pennello per il pittore. Per il resto, la fotografia è solo un immagine bidimensionale restituita da un giocattolo, la macchina fotografica.


avatarjunior
inviato il 23 Dicembre 2015 ore 0:35    

Ciao Roberto,
Scatto solo in raw e so bene quanto sia indispensabile lo sviluppo raw.. infatti si! nella mia ultima affermazione ho un tantino esagerato a dire che la pp è meno necessaria se si fa bene il resto. Mea culpa. Quello che volevo dire, da amatore che ha parlato di fotografia con altri amatori, è che molti di noi amatori spiegano la bellezza di grandi foto altrui nell'uso del photoshop, e credono che imparare photoshop risolve i loro problemi. La mia conclusione al contrario è che imparare post produzione viene dopo l'imparare a fotografare. E molti "appassionati", oggi che anche uno smartphone ti ritocca la foto e ti mette i filtrini carini, spesso lo dimenticano. Ma io sono un novellino e non sto a fare adesso un trattato sulla fotografia. Che, come avete detto in molti, è anche intuizione e divertimento. Tanto, per nostra fortuna!!
Auguri!! Sorriso
Sorriso

avatarsenior
inviato il 23 Dicembre 2015 ore 1:12    

Le foto "monumento", quelle che tutti conoscono, anche i non fotografi e i non appassionati, perchè hanno descritto pagine di storia e sono diventate esse stesse pagine di storia - sto pensando al milite spagnolo colpito a morte di Capa, al suo famoso "mosso" dello sbarco in Normandia, alla spiaggia con l''orizzonte storto di HCB, a tante istantanee rubate di V.Maier - sono generalmente poco interessanti dal punto di vista tecnico e accademico (almeno, io le trovo tali).

Se uno vuole trovare foto più a fuoco, più centrate, più dritte, più definite, meglio contrastate, meglio in tutto, va a prendere le foto di una classe elementare di provincia o di una prima comunione (sorvolo sui matrimoni, sono già troppa roba...).

Chissà perchè passano alla storia delle foto mal fatte...???

Con questo non voglio cantare il peana della cattiva tecnica, ma dare un contributo per ripristinare le giuste gerarchie. Consentitemi una metafora maschilista...prendete pure il più bel vestito da sera di Valentino, il classico attillato rosso, ma se ci mettete dentro Alvaro Vitali invece di Naomi Campbell l'effetto non è proprio lo stesso...(lo so, lo so, voi preferite Alvaro Vitali, pazienza...nessuno è perfetto...)

avatarsenior
inviato il 23 Dicembre 2015 ore 3:54    

Quello che volevo dire, da amatore che ha parlato di fotografia con altri amatori, è che molti di noi amatori spiegano la bellezza di grandi foto altrui nell'uso del photoshop, e credono che imparare photoshop risolve i loro problemi

è esattamente il mio pensiero! da quando ho capito questa cosa ho smesso di ricercare tutorial di Photoshop, ma ho investito tempo nello studio della fase di scatto.. penso che le mie foto siano molto migliorate, e PS lo uso molto meno.

avatarsenior
inviato il 23 Dicembre 2015 ore 10:21    

Sono d'accordo Mauro.

Andrea sono un po' meno d'accordo. Quelle foto a cui ti riferisci sono perfette sotto il profilo tecnico e comunicativo, quando le guardo non vedo una tonalità sgradevole ai miei occhi, non vedo uno sfocato fuori posto o un mosso che non funziona. E' la tendenza della fotografia dell'epoca con tutti i canoni al posto giusto. Non passano alla storia fotografie imperfette, ma passano quelle con la migliore comunicazione e costruite bene in fase di ripresa. Certo, passano prima quelle comunicative che quelle perfette tecnicamente, vedi il salto dell'omino di Bresson che è una fotografia recuperata in fase di stampa perché molto sottoesposta nella zona più bassa.
Non dimentichiamo anche che le foto da te considerate sono di reportage e street e nel momento in cui sono funzionali a loro tutto è concesso. Il milite colpito per ben due volte, dal proiettile e da Kapa, se consideriamo la circostanza è semplicemente perfetto.
Se da una parte abbiamo detto che tra la fotografia analogica e digitale non è cambiato nulla, dall'altra invece è cambiato il modo di sfruttarne le potenzialità tecniche; il digitale e PS ci permettono così grande precisione che ci è venuta l'ossessione della precisione e vogliamo vedere tutto assolutamente preciso.

Se ci basiamo sulla tecnica è ovvio che un sacco di roba ci risulta imperfetta, ma per fortuna la fotografia non è solo tecnica.

Qui una serie di fotografie imperfette ma è da capire dove sta l'imperfezione.

















avatarjunior
inviato il 23 Dicembre 2015 ore 15:51    

Aneddoto del giorno dopo (calzante a tratti)
Sabato notte assieme al gruppo del corso di fotografia, siamo andati a Venezia a scattare in notturna (e alba).
Da furbacchione (o mettete qualsiasi altra parola a vostra scelta) mi sono dimenticato una delle 3 batterie in carica a casa, la seconda di riserva era scarica e quella in macchina dopo 5 scatti è andata a metà (non ho ancora capito perchè..)
Fatto sta che dopo 10 minuti dall'inizio della gita mi trovo a dover centellinare gli scatti. Così (aldilà dell'ovvio nervosismo nei confronti di me stesso) colgo l'occasione per vivere un esperienza, diciamo, analogica, nel senso che decido che provo ad arrivare all'alba (alle 3.30 era a metà la batteria) in piazza S.Marco, con qualche scatto a disposizione e per farlo ogni importantissimo scatto sarebbe stato pensato e ponderato al meglio possibile, ovviamente senza l'ausilio di tecnologie come live view e potendo guardare il risultato solo in quella breve preview al termine dello scatto (per usare il meno possibile il monitor).
Bene, sono riuscito ad arrivare alla fine, facendo incredibilmente 36 scatti (rullino style) e con un senso di soddisfazione inedito, primo perchè ragionare le foto e vederle in testa prima di scattare è molto istruttivo, secondo perchè non sono tornato a casa con un bilico di foto e terzo perchè, per quanto stia imparando e di strada da fare ne ho ancora così, le foto mi piacciono proprio MrGreen
Oltre a ciò anche per la post produzione non sono ancora riuscito a capire se voglio toccarle (aldilà di un minimo di lightroom).
Un fiume di parole per dire che aldilà di tavolini, treppiedi e intarsi, ho capito quanto sia importante e fondamentale pensare lo scatto nei minimi dettagli prima di fare click

avatarjunior
inviato il 23 Dicembre 2015 ore 16:34    

Ecco perché considero una fortuna aver fatto una pausa dal digitale per oltre un anno e mi sono fornito di rullini e macchine che hanno più anni di me (ma qualche foto street me la sono persa dimenticando di caricare l'otturatore MrGreen). Un rullino ogni tanto secondo me andrebbe sempre "tirato", ci libera da quell'ossessione di cui parli tu, Roberto, è un sacco divertente e ci insegna a essere presenti con più coscienza nell'ambiente e nell'attimo fotografico. Qualche mese fa aspettai oltre due minuti con l'occhio nell'oculare per scattare una foto a mio nipote di un anno. Aspettavo l'attimo in cui mi avesse guardato. Avessi avuto il digitale non avrei avuto la stessa pazienza. Tante foto ricordo si, ma non quella foto.
(volevo postare la foto ma non so come si faCool CoolCool)

avatarsenior
inviato il 23 Dicembre 2015 ore 17:17    

Per postare le foto io passo attraverso Flickr, so che altri usano anche altri siti.

Anche a me fa piacere usare la pellicola e tengo sempre le fotocamere cariche, a volte per mesiSorriso

Le foto ai bambini da una parte sono facili perché sono l'essenza della spontaneità, ma dall'altra è un vero problema perché sono sempre in movimento. Ne ho fotografati tantissimi in vita mia, ne ho una vera collezione, e posso dirti che anch'io rimanevo un sacco di tempo con l'occhio nel mirino per aspettare il momento giusto, ma quando esce bene è una vera soddisfazione.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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