| inviato il 15 Novembre 2015 ore 23:33
stavolta il link è quello giusto |
| inviato il 15 Novembre 2015 ore 23:41
"Le cose che ci piacciono di più sono immorali, fanno ingrassare o non ce le possiamo permettere" A. BLoch "Le leggi di Murphy" Non è che il riso mantecato con il burro o con un po' più di parmigiano sia artificiale...è solo più condito. I grassi non sono nemici della vita, tant'è che ci sono alcuni acidi grassi (tre, dei C-18 poliinsaturi) denominati "essenziali" al pari dei nove amminoacidi principali. Il corpo maschile in buona forma comprende un 8-10% di grasso, quello femminile circa il 15. Qundo la massa grassa scende al di sotto del 3% si cade in immunodeficienza. Sono pericolosi gli eccessi, e non penso che 50 grammi di burro in un risotto per quattro lo siano...e il parmigiano è un formaggio semimagro!! Per finire, Luisa scusami la franchezza ma non conosco altra via. Due volte che mi indichi qualcosa, due volte che mi linki siti che veicolano interessi economici. Cosa significa? |
| inviato il 16 Novembre 2015 ore 19:48
“ aggiungo la zucca stufata passata al colo „ Andrea stasera sto andando un pò grossolanamente ed ho messo insieme cipolla e zucca dall'inizio a rosolare; per seguire puntualmente le tue indicazioni alla prossima potresti indicare in cosa consiste la stufatura della zucca ed il passaggio al colo? Ciao e grazie in anticipo! Paolo |
| inviato il 16 Novembre 2015 ore 20:37
Rosolo la zucca a cubetti con un po di burro chiarificato, quindi aggiungo brodo vegetale, regolo di sale e cuocio a fuoco basso fino a quando la zucca finisce in pasta e il brodo si assorbe. di solito in 15-20 minuti il misfatto è compiuto. Il passaggio al colo, surrogabile con un bel lavoro di "spetasciamento" a forchetta, consiste nel passare la zucca per renderla omogenea. Il risultato deve essere una crema morbida ma non liquida, della consistenza di un buon purè di patate. Ovviamente tutto si regola a occhio, sono un cuoco molto naif e non misuro praticamente nulla. Comunque, secondo me la riuscita del piatto è legata non tanto al quanta zucca - ingrediente abbastanza delicato e neutro, non si rischia certo il sovradosaggio - ma piuttosto alla corretta sfumatura con brandy (mezzo bicchierino per due persone, altrimenti si sentono troppo i sentori di ossidato e di legno) e alla sobria grattatina di noce moscata alla fine. Occhio alla cottura, la combinazione latte/zucca produce una specie di Vesuvio in eruzione che schizza lapilli appiccicosi e roventi in ogni dove: se ti arrivano sulla pelle, sei spacciato. Bisogna coprire con retina antispruzzo. |
| inviato il 16 Novembre 2015 ore 21:02
Grazie Andrea. |
| inviato il 16 Novembre 2015 ore 23:15
Se lo provi - e mi sa che ci sei cascato - poi attendo feedback. Data l'approssimatività con cui piloto le mie arti gastronomiche, tutte le mie idee sono un eterno divenire. Ne segue che qualsiasi apporto esterno è quanto mai utile, apprezzato e costruttivo. Ad esempio, riferendoni ad altro topic che ho lanciato ma non decolla, la mia idea di cipolla caramellata (le ho fatte giusto oggi, abbinate a un ottimo caciocavallo piastrato e a del pecorino semidolce, a seguire un bel piatto di minestra di pasta e lenticchie, per aprire nuove prospettive a un amico che è venuto a pranzo per parlare di lavoro) comincia a comprendere anche un epsilon di aceto rosso, un filo di alloro e due bacchine di ginepro. Cipolla, zucchero e sale rischiano di scivolare nello stucchevole, una punta sfumata di acido e una lieve base aromatica aiutano a scongiurare. Se qualcuno volesse dire la sua... |
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