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inviato il 18 Ottobre 2015 ore 15:02
Bhe diciamo che la definizione di prossemica data da wiki è un "pochino" stringata in quanto prende in considerazione solo le distanze e non nel modo in cui vengono "invase" o come queste distanze si modifichino, per esempio una donna gradisce meglio un avvicinamento frontale, meno se qualcuno le si avvicina da lato; per un uomo invece è l'esatto contrario. |
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inviato il 18 Ottobre 2015 ore 15:08
ottima la considerazione sulla base del genere, e dell'incontro tra generi uguali o differenti. La prossemica dà solo dettami d'aiuto per la fotografia, non dogmi. Inoltre ci sono le distanze gestite, ma anche quelle obbligate (dentista, bus pieno, giostre, ascensori). Credo siano tutte considerazioni utili quando si ci vuole esprimere mediante il proprio scatto fotografico. |
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inviato il 18 Ottobre 2015 ore 15:12
Concordo, purtroppo le sfaccettature sono talmente tante ed in alcuni casi "intime" che solo una conoscenza approfondita del "partner" fotografico posso far rendere al massimo, cosa che è impossibile fare nella Street per cui si cerca sempre la lontananza dal soggetto! |
user58978
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inviato il 26 Ottobre 2015 ore 17:17
Ooo sono tutte splendide foto. Però sono tutti soggetti chiaramente "in posa". Ho come l'impressione che la distanza ravvicinata (e quindi la chiara percezione dell'essere il "soggetto" della fotografia) possa alterare in maniera sostanziale la realtà oggetto della fotografia. In sintesi si ha quasi una contraddizione: la fotografia Street, oppure i ritratti ravvicinati richiedano di essere dentro, vicino, per cogliere l'essenza del momento; ma l'essere troppo dentro modifica l'ambiente in maniera irreparabile. Quindi pare che sia quasi meglio osservare da fuori, da distante per cogliere la realtà effettuale delle cose... Una sorta di "principio di indeterminazione di Heisenberg" applicato alla fotografia. |
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inviato il 26 Ottobre 2015 ore 17:31
ottime considerazini Mdales. la vicinanza del fotografo a persone estranee sicuramente riporta la situazione stessa nell'immagine prodotta. ma lo stesso vale per persone riprese con un 200, se queste sono consapevoli di essere riprese. solo che si avranno 2 differenti rilasci del soggetto fotografato e della nostra presenza davanti a lui. Poi dipende anche dall'imponenza del fotografo. se si scatta con un biancone, l'effetto può essere diverso solo per quello, rispetto ad un + discreto 135 scuro. una volta si sosteneva che un esperimento scientifico doveva essere ripetibile per sostenere una tesi scientifica e farne la regola. Qualcuno ha detto che dentro l'esperimento c'è sempre chi lo esegue, anche come osservatore. In pratica l'osservatore fa parte dell'esperimento. Nelle nostre foto ci siamo dentro anche noi, anche se non siamo visibili. Se la persona ritratta sa si esserlo inevitabilmente interagisce con noi anche a 20 metri di distanza. non mi sento di dire che la distanza "ruba" più imagini della vicinanza. dipende anche dalle situazioni. se fotografi a 50cm 2 persone accanite che si stanno menando, rischi un pugno in faccia ma è probabile che se ne freghino di te in quell'istante. |
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