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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 10:18
buongiorno. . mi sono svegliato con una domanda..ahaha allora.. mi è venuto in mente quando stampavo in camera oscura e visto che adesso non lo posso più fare cercavo qualcuno che rispondesse.. sarebbe possibile tramite un negativo usare una specie di hdr? mi ricordo che posizionavo il foglio sotto il macchinario quindi ho pensato.. 1.faccio una prova di sviluppo guardando solo le parti di luce 2.faccio un sviluppo delle parti piu scure e quando mi sembrano ok fare lo stesso procedimento sulla stessa foto 2 volte praticamente... che dite? |
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 11:44
"......sarebbe possibile tramite un negativo usare una specie di hdr? " Sì. ma per farlo ci vuole l'attrezzatura adatta. Si usa la stessa attrezzatura che si usa poer il fotomontaggi in pellicola: Ingranditore e sul piano di lavoro dell'ingranditore ci va un piano addizionale con 4 supporti per un vetro trasparente da mettede ad un'altezza definita: sul piano ci va il foglio di carta fotografica da esporre, mentre sul vetro trasparente ci vanno le maschere ( basta cartoncino anche bianco) e ritagli le maschere per le varie zone, togliendo quella d'interesse e lasciando le altre, esponendo le varie zone in modo diverso. Il ritaglio della maschera va fatto con forbice sagomata ( ci voglio più di un paio di forbicine sagomate, curve e concave, con raggio diverso), ed il bordo, una volta tagliato, va ripreso con la carta a vetro per renderlo pulito ed uniforme, senza dentature o sbavature, filini, etc: se resta un bordo troppo tagliente o una sbavatura, in immagine finita si vede e butti via la fotografia. Poi si sviluppa normalmente la carta esposta in modo diverso nelle varie zone, con tutto il resto mascherato. Io stampavo a pellicola solo in formato minimo 30 X 40 cm, ed i fotomontaggi, e gli HDR come li chiami tu, li facevo solo in 30 x 40 cm. Il usavo un piano in formica rigida, da mettere sopra il piano del'ingranditore, largo 40 x 50 cm, con 4 colonnine fisse agli angoli, il sopra fatto ad L rovesciato e ricoperto di gomme nera, e sulle colonnine ci mettevo un vetro molato sottile, a spessore controllato, trasparente e pulitissimo, sempre da 40 X 50 cm,fissato alle colonnine con dei morsettini, anche queli ricoperti di gomma: il vetro va tenuto lontano dalla carta da esporre, altrimenti facendo il fotomontaggio e l'HDR, le varie immagini o le varie zone mascherate vengono a bordi troppo netti e l'immagine finita risultante si vede palesemente che è fatta da parti "appiccicate" l'una all'altra. Sul vetro ci vanno le maschere, e le maschere stanno ferme sul vetro con dei pesini in piombo, da 25 a 70 grammi, ci vogliono sia più grandi che più piccoli, mentre le mascher che arrivano al bordo dell'immagine, si fissano con scotch, e poi si ribaltano quando si espone: nella stessa fotografia, ogni soggetto per il quale si fa una maschera, va esposto diversamente dagli altri, dunque ci sono molti provini da fare, prima di arrivare a definire la giusta esposizione per tutti. Si epone per uno, con tutto il resto mascherato, poi con estrema attenzione, si rimette la maschera sul vetro e si toglie l'altra maschera e si espone per quella parte ( se lasci un buco, o sposti una maschera, ti ci viene nero, se sovrapponi le maschere ti ci viene il bianco e butti via tutta la fotografia finale). Sul formato 35 mm, la distanza del vetro dal piano dove è la carta deve essere di 13 mm, e si lavora con diaframma dell'obiettivo dell'ingranditore, fa F 6,3 ad F 11: cambiando la chiusura del diaframma, cambia la PdF e dunque varia la sfumatura del bordo dell'immagine mascherata, non c'è più l'effetto di roba "appiccicata" assieme. Col variare dell'apertura del diaframma dell'obiettivo dell'ingranditore, si fa quello che si fa con la Sfumatura del bordo delle maschere in Photoshop, esattamenmte la stessa cosa. Il vetro con le maschere è comunque utiliissimo anche in fotografia normale, ed esempio si espone di più il cielo, ed addirittura con i filtri colorati per le carte multiograde in B&N si contrasta di più il cielo del resto, e si rende il cielo bello "vivo", "pieno, quando invece sul negativo è molto denso e piatto rispetto al resto. In digitale, col fotoritocco, si fa ESATTAMENTE quello che si fa a pellicola, si brucia, si maschera, si compone in modo che non si vedano roba levata o messa, esattamente quello che si fa con Photoshop in digitale, solo in modo più breve e facile, a pellicole è tutto molto più complesso e difficile. il vantaggio enorme, che in digiatle puoi fare quante stampe che vuoi di quelle immagini, mentre a pellicola, ciascuna è una copia unica, non rifarai quella stessa immagine esattamente uguale, non ce la fai, cambia la forza dello sviluppo con la temperatura, coi bagni, etc. Se decidi di intraprendere la strada dell'HDR o fotomontaggio a pellicola, armati di estrema pazienza e non dispeare ai primi inciampi: una volta presa la mano, si fanno fotografie eccellenti con quella tecnica, io a volte le mostro oggi ( le mie hanno anche 30 anni) e suscitano sempre, invariabilmente, tanta ammirazione, sono stampate benissimo, con effetto tridimensionale. Io la tecnica la imparai a Parigi negli anni '80, da uno stampatore veramente bravo, oggi non più in affari. |
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 12:54
mamma mia..dopo la tua risposta non penso ne servano altre eheh3 grande cmq..e grazie. .non ho quasi nemmeno piiu niente da dirti ahahah.. no beh comunque mi era venuto il dubbio..ho comprato tempo fa il libro Genesi..che sicuramente conoscerai..e guardando un po di foto mi chiedevo come fosse possibile avere certi scatti..soprattutto guardando una delle sue piu famose foto..tipo quelle delle foche.. praticamente photoshop è la forma moderna.. ora sono dalla parte di chi dice e ha detto nelle varie discussioni qua sul forum che alla fine il raw e il negativo digitale da sviluppare..ovviamente altra gente è contraria ma credo solo quando entri in gioco la fantascienza..r3ndere foto surreali con fotoritocchi pesanti...c è chi è contento di scattare in jpeg..e chi no..alla fine in jpeg come gia letto è la macchina che prepara il file per te..forse sto incasinando troppo il discorso..eheh3 spero si capisca.. |
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 13:58
Genesi di salgado è scattata in digitale e stampata con un processo ibrido... È molto diverso quello che ha fatto lui rispetto ad una stampa completamente analogica. |
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 14:09
ah capisco..processo ibrido in che s3nso? |
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 15:04
Non conosco i dettagli, ma ha scattato in digitale e stampato ad ingranditore... Forse usando come negativo una stampa su acetato o qualcosa di simile, come detto non conosco i dettagli. In ogni caso non è un processo completamente analogico, come quello che ha descritto Pollastrini. |
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 16:11
ah ok..comunque pensi che il mio scatto abbia qualcosa di simile? |
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