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inviato il 23 Novembre 2015 ore 11:24
“ In poche parole, molte delle nostre immagini non hanno risposte, . Mentre, i risultati più buoni e belli, si ottengono dal fatto di una grande comprensione di quello che si fotografa. „ trovo molto interessante questa considerazione. Allora in tal senso la fotografia potrebbe essere il trasbordatore dal nostro inconscio (momento dello scatto) al nostro conscio (osservaziione/riflessione sull'immagine). Questo è straordinario e la capacità della fotografia in tal senso non credo che abbia analogie alcuna con nessun altro campo. Forse solo il sogno può somigliarle, ma in tal caso il tutto resta in campo irrazionale diversamente dalla fotografia, nel senso che sognando possiamo rielaborare inconsciamente una situazione catturata per un attimo durante il giorno, ma nella fotografia c'è una commistione di irrazionale e razionale. Una parte razionale nello scatto, dove usiamo i parametri tecnici necessari, ma una parte irrazionali per la scelta di quella ripresa “ non sappiamo darne lo scopo esatto, il senso „ . Allo stesso modo ritorna l'irrazionale all'osservazione dell'immagine, che può colpirci senza poter dire istantaneamente il perchè, ma poi questa immagine essendo fissata ormai e non più sfuggente, possiamo relazionarci con essa con più calma, analizzarla e tentare di comprendere il senso dello scatto. Leoconte, credo che tu abbia fatto un centro notevole sul bersaglio: “ Se ci mettiamo a fotografare un luogo, se abbiamo attrazione per una data composizione, molto spesso è la città, non ci chiediamo il perché. Lo si fa come fosse una libera interpretazione della realtà, sovente pensiamo sia per un motivo di bellezza. Invece, penso che il nostro progetto maggiore, sia la spinta inconscia, un cercare di capire qualcosa del quale siamo attratti, ma non possiamo dare risposte precise. „ |
user20639
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inviato il 23 Novembre 2015 ore 20:07
Ci sono quelli che la pensano diversamente, ecco... “ "La realtà è lo scoglio dell'immaginazione. (T. Sapienza) .....L'interpretazione di un'immagine viene usata in modo difensivo, è anticipatoria, scontata, e vi si ricorre per la difficoltà di sostenere lo stato di (con)fusione con l'opera. Diviene così interpretazione precoce, una fuga nella parola e nel raziocinio che interrompe il plateau dello scambio emozionale profondo. Siamo sempre più incapaci di tollerare l'assenza di significati, di sostare nel non-senso il tempo necessario perché un significato prenda forma nella relazione con l'immagine; diamo luogo a "spiegazioni", ci rifugiamo nell'interpretazione così come il bambino si rifugia nella parola, esce dall'in-fantia, per fuggire a un luogo di paura ancestrali senza nome, indefinibili e incontrollabili, o ad un mortifero legame funzionale con la madre. Come se centrale fosse sempre necessariamente il detto o il non-detto, il visto o il non-visto, e non invece la modalità di sensazione, il segno, l'atmosfera, il "suono", gli "odori", il ritmo, tutta una dimensione del pre-verbale se non ci si cala nella quale si rischia di inseguire all'infinito contenuti che non esistono se non in una arida e preconfezionata dimensione didascalica. Il nostro bisogno di capire ci porta ad attribuire significati, anziché attendere che essi prendano forma durante la fruizione dell'immagine, o anche dopo." „ Direi che sono forme di interpretare l'immagine della realtà più che rispettabile... |
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inviato il 23 Novembre 2015 ore 20:23
ma, mi sembra che quanto hai riportato sia un po' la scoperta dell'acqua calda. L'uomo non è un computer e dà valori e analogie alle cose che vede anche se questi sono assolutamente inesatti e/o personali. Se non sapesse adattarseli addosso non potrebbe sopravvivere. Si è constatato che i bambini apprendono per emozione; elementi privi di emotività sono inutili all'apprendimento. e qui ci sta bene una emoticon L'uomo è la meraviglia che è proprio per le questioni quasi "imputate" nella citazione che hai riportato. A ciascuno le sue idee ma la natura umana non cambia dall'oggi al domani. |
user20639
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inviato il 23 Novembre 2015 ore 20:28
Un altro argomento importante da aggiungere sullo sfondo del web, è la questione della memoria. L'idea della memoria nel web è come un volano di un motore che fa funzionare tutto il sistema, peccato che è una idea effimera, illusoria e ben presto il popolo del web si accorgerà della sua inconsistenza. La volontà di lasciare tracce della nostra vita, con l'illusione di restare oltre la nostra scomparsa; incidere in qualche maniera, più o meno visibile, partecipando nella storia degli avvenimenti. Questo, secondo me, è l'idea scatenante del grande successo del web fra la gente del nostro tempo. Fare ricordare il passaggio della nostra esistenza con una immagine, fa parte del marasma di ricordi web che fra non molto verranno cancellati come lacrime nella pioggia, nell'universo del tempo. Dobbiamo immaginare, le prime registrazioni sui nastri magnetici, solo pochissime testimonianze sono rimaste, solo degli avvenimenti più eclatanti, poi si è tutto dissolto per l'evento di altri supporti più comodi e capienti. Succederà la stessa cosa anche nelle nostre case, solo pochi nipoti conserveranno la memoria della famiglia e poi si disperderà facilmente con la decadenza o la perdita dei supporti. (Supporti che hanno durate veramente inferiori alla carta. Rimangono sempre le pietre da scolpire che se ben conservate dureranno qualche migliaio di anni ) Comunque la memoria degli individui fluttua nel web, ma per quanto? Tutti si apprestano ad essere visibili, miliardi di personaggi che scompariranno dentro le memorie di supporto, come i ricordi della nostra vita, che vengono riesumati solo se si ha un input di precisione. |
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inviato il 23 Novembre 2015 ore 20:38
qualcuno farebbe notare che esiste solo il presente. il passato è trascorso e si tiene a memoria e a brandelli il futuro è un immaginario, ma non esiste perchè adesso c'è il presente. tra 20anni me ne fregherà qualcosa di una certa immagine che ho visto oggi qui su Juza?... |
user20639
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inviato il 23 Novembre 2015 ore 21:11
Il presente non esiste, appena lo pensi è già passato.  |
user20639
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inviato il 23 Novembre 2015 ore 21:14
Allora, cosa esiste? |
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inviato il 23 Novembre 2015 ore 22:00
se è passato non può essere presente. per definizione. comunque in realtà credo che non esista quasi nulla, ma mi astengo da argomentare questa assurderia. (troppo sfuggente al senso comune) una delle mie consapevolezze, acquisita in età adulta, è che noi tendiamo sempre a considerarci individui. ci sentiamo separati e in effetti lo siamo anche. Tornando sul discorso natura questa affermazione è assurda. Tendiamo a parlare con semplicità degli antichi romani, del popolo della Mesopotamia, ma quando parliamo del presente siamo Marco, Giulio, Federica, ecc... eppure è molto più sensato considerarci come popolo, come moltitudine, per molti aspetti. quale è la realtà? cosa esiste? la maggior parte delle cose che vediamo sono percezione di un soggetto multiplo quale è un genere, quello umano. tu Leoconte, per Fido probabilmente prima di tutto sei un odore, dal punto di vista percettivo. Per una femmina di zanzara sei una fonte di anidride carbonica che corrisponde alla possibilità di nutrire le proprie uova. L'esempio della percezione animale è solo per sottolineare quanto sia vacua la nostra percezione del sè. in questo momento mentre scrivo io sono il web, in questo presente. Nel momento in cui tu leggerai e tu scriverai, tu sarai il web in quel presente. |
user46920
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inviato il 24 Novembre 2015 ore 9:47
“ La fotografia a pellicola è un linguaggio semplice, ora con l'immagine digitale le questioni si sono complicate... „ se si parla di linguaggio, penso sia rimasto il vecchio anche in digitale, ma sicuramente un qualche nuovo linguaggio si può essere creato con il cambiamento e le nuove possibilità o almeno può aver preso filoni diversificati, che portano ad altre discussioni “ Direi che sono forme di interpretare l'immagine della realtà più che rispettabile... „ anche secondo me. |
user20639
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inviato il 24 Novembre 2015 ore 23:57
Eppure Ooo, l'unica cosa concreta su cui si può fare qualcosa è il futuro, ossia, l'immediato futuro, anche se spesso, nell'istante seguente è già difficile intervenire. Sono pochi i progetti che si portano a conclusione, ma sono molti i sogni che si cominciano. In questo momento sono il web che scrive e che immette immagini in rete... Interessante questo perdersi nel marasma di internet...ci voglio riflettere. Cigno... il senso, il linguaggio dell'immagine è sempre in mutazione, come tutte le altre forme espressive, la pellicola ha segnato un'epoca, ora i sentimenti e le aspettative sono altri. Per immaginare l'evoluzione della fotografia, bisogna partire dallo stupore delle prime immagini, quando ancora la fotografia non esisteva.... Immagina di essere una persona che nei primi decenni del 1800 non aveva mai visto una fotografia... Il primo pensiero era quello di avere una memoria dei propri figli e della famiglia a poco prezzo. Una questione di memoria... Bisogna meditare su queste prime impressioni... |
user46920
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inviato il 25 Novembre 2015 ore 12:31
“ Il primo pensiero era quello di avere una memoria dei propri figli e della famiglia a poco prezzo. Una questione di memoria... Bisogna meditare su queste prime impressioni... „ ma infatti anche oggi la fotografia può essere usata come memoria ... è che la memoria la si deposita più spesso sul web, piuttosto che nei cassetti o sui mobili (o al muro). su questo, nulla è cambiato ... sul fatto invece che si usano i selfies per raccontarsi, da ogni momento della giornata, credo sia dovuto al fatto che un video costerebbe di più e sarebbe meno immediato di una singola immagine. |
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