user70777
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inviato il 04 Ottobre 2015 ore 12:56
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user28347
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inviato il 04 Ottobre 2015 ore 13:19
è una discussione infinita di tanti blog aperti ,tra i puristi e i supertencnologici ,a mio parere ho capito che se una foto è bella e vale 9 dallo scatto poi col computer diventa da 10 se uno è bravo a non esagerare ,se una foto vale 7 rimane quasi uguale come mettere la cravatta ad un maiale,direi che le cose messe insieme danno la foto piu bella o piu interessante .inoltre con le foto in raw è come lavorare il negativo del rullino ,quindi la mano c'è sempre .ciao |
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inviato il 04 Ottobre 2015 ore 22:14
Condivido l'idea di Sapf ma il punto è quando la post cambia totalmente uno scatto, anche brutto, facendolo diventare un'altra cosa, il più delle volte per stupire, ma sempre un brutto scatto è. Quando McCurry ha fatto il lavoro per la regione Umbria, l'Umbria è rimasta Umbria e non è diventata Venere. ciao |
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inviato il 04 Ottobre 2015 ore 22:40
Senza polemica..impossibile..!!! Mi viene in mente cio'che disse Gardin in un'intervista..,"molti fotografi fanno belle foto,io cerco di farle buone.."Come diceva giustamente..una foto puo'essere perfetta sotto il lato tecnico,post prouzione,ecc,ma non dire nulla..,invece magari una foto non perfetta ,magari un po'sfuocata,un po'mossa,ecc..ha molto piu'da raccontare..La fotografia come diceva lo stesso Gardin e'nata per documentare..,,per raccontare..," tutto il resto e'noia"..come cantava Califano.. |
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inviato il 05 Ottobre 2015 ore 21:38
Il fatto è che "umanamente" si alza sempre l'asticella. Così come i pionieri si entusiasmarono per immagini appena abbozzate dai contorni rozzi e approssimativi, oggi ci scanniamo sui nanocristalli, micro e macro dettaglio ecc. Parallelamente; se la tecnologia ci da la possibilità di eliminare certe imperfezioni, come rinunciarci? Del resto è "un trucco" arrossare delle guance smorte al pari di alzare un fiino il seno di una signora non più "in boccio". Etico, non etico? Ho smesso da un pezzo e a chi mi chiede cosa ne penso dico sempre la stessa cosa: La post-produzione ... anzi no, il ritocco? Fatene poco, fatene tanto ma fatelo bene. |
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inviato il 06 Ottobre 2015 ore 0:14
Aggiungo che è necessario fare una precisazione: chi toglieva il rullino e lo portava dal fotografo, il quale infilava il tutto in una macchina, con dei parametri prestabiliti, ed andava a ritirare le stampe, è paragonabile a chi oggi fotografa in jpeg e si affida al programmino della fotocamera per ricavare un risultato preconfezionato. Chi invece usava bacinelle con gli acidi, ingranditori e quant'altro, sviluppandosi le foto da solo è paragonabile a chi fotografa in Raw ed utilizza la post produzione per ottenere il risultato voluto. In questo caso anche il sistema della camera oscura permetteva parecchie elaborazioni sia in fase di sviluppo che di stampa. L'importante è ricavarne fotografie e non fotografiche |
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