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inviato il 25 Settembre 2015 ore 16:30
Sembra emergere un dato, la difficolta' di arrivare a determinare una decisione in qualche modo razionale oggettiva,che necessariamente deve essere di questa natura,in relazione al ricevente. In ambito artistico trattandosi di immagine,coinvolgendo la riffigurazione umana,affidando il compito a studiosi di storia,critici d'arte pur preparati,è ipotizzabile che tesi e conclusioni potrebbero non essere sovrapponibili,nella la difficolta',di stabilire quale sia la foto in qualche modo piu' rappresentativa e significativa.Di conseguenza un singolo soggetto o critico,che proponesse un metodo,in un tentativo per quanto oggettivo,il tentativo sarebbe messo in discussione dalla stessa razionalita' che propone,nel rispetto del metodo. |
user20639
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inviato il 25 Settembre 2015 ore 16:38
Vincenzo@ Tutto è relativo...? La questione si fa seria...qualcuno potrebbe piangere. La stragrande maggioranza degli uomini e donne hanno bisogno di certezze e sicurezze. E' da comprendere, è un'illusione che ci aiuta, che ci fa credere nel futuro. Per queste persone l'incertezza è insostenibile, qualcosa che inesorabilmente estirperebbe la felicità del vivere. L'idea della morte con la certezza dell'immortalità dell'anima diviene una necessità per vivere. Io, sono fra queste persone e ho questa necessità. Però, se mi guardo dall'alto e cammino(l'immagine di me stesso), vedo un essere del tutto relativo nella capacità di pensare, ma oggettivo nella sua forma fisica e in tutto l'ambiente che lo circonda. Quindi, il relativismo, secondo me, va solo applicato all'idea dell'essere, ma non è necessario all'ambiente, anche se in continua mutazione e fluttuazione. Trovo anche, che l'idea di certezza è solo un sistema mentale umano, necessario quanto si vuole, ma arrogante, tipico di una nostra deformazione nell'idea del futuro completamente illusoria. Ci sono, però, civiltà nella storia che non hanno avuto questa necessità dell'uomo moderno. (qui se desiderate vi mando alla poesia di Guido Gozzano: La differenza......che è la felicità di vivere il presente) Ritornando alla necessità di auto rappresentarci, a terzi, diviene sostenibile solo nelle nostre certezze... o inutile se siamo affetti da incertezza. Allora, una fotografia di qualsiasi uomo, è sempre un grande mistero, anche se in apparenza semplice è banale. Da non confondere con la ricerca di qualità o di ricchezza rappresentativa. Caputo@ Si, comprendo la tua perplessità e difficoltà di individuazione, anche di un semplice valore di partenza. |
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inviato il 25 Settembre 2015 ore 19:25
La mia visione è forse inquinata dalla mia formazione scientifica, ma sono abituato a considerare oggettivo solo quello che è misurabile, quindi confrontabile con un'unità di riferimento quantificata e condivisa. La forzatura logica che esporta (o contrabbanda?) il concetto di oggettività nell'ambito umanistico è l'equiparazione tra un'unità di misura - concetto comunque legato al mondo fisico, quindi tangibile e materialmente riscontrabile - e convenzione. Ciò che è oggettivo in ambito umanistico, lo è perchè tale si considera in quanto coerente con principi culturali, etici o morali vigenti in quanto condivisi, diffusi o imposti. Tale oggettività può essere concettualmente accettata, ma rimane epistemologicamente una forzatura perchè erige a sistema di riferimento un transeunte come una convenzione culturale, che è ben altra cosa rispetto a un'unità fisica. Quest'ultima può essere superata nelle consuetudini, ma tutte le acquisizioni pregresse si mantengono e si riproporzionano tramite un semplice coefficiente di conversione. Le convenzioni, quantunque assurte al valore di norma, possono decadere lasciando un vuoto di valori e quindi un sovvertimento di tutto l'universo che su di esse si era costruito. |
user20639
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inviato il 25 Settembre 2015 ore 20:01
Andrea, come potrei disdire, anche una sola parola di quello che hai detto... Per me hai centrato pienamente la differenza delle nostre difficoltà. Penso che le tue parole saranno considerate un tassello di buon senso e saggezza, in questo luogo. Sono contento, che queste alte considerazioni della realtà: siano consapevolezza nello studio dell'architettura, notando che è sempre più indispensabile per le varie sinergie delle arti, continuare un dibattito di riflessione comune. |
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inviato il 25 Settembre 2015 ore 21:58
Sottoscrivo ancora quanto detto da Andrea Ferrari. È quello che ho sempre sostenuto. “ Ciò che è oggettivo in ambito umanistico, lo è perchè tale si considera in quanto coerente con principi culturali, etici o morali vigenti in quanto condivisi, diffusi o imposti. „ La "debolezza" dell'oggettività in campo umanistico è un fatto di cui bisogna avere sempre consapevolezza, ma ciò non preclude la necessità di ricercarla per poter affrontare un qualunque percorso critico condiviso. I risultati di questa ricerca saranno sempre suscettibili di revisione, e perfino a ribaltamenti, per mutate condizioni culturali, etiche, morali, di gusto. Ma questo non porterà ad altro se non a nuovi risultati, a loro volta, condivisi. Il relativismo (SOLO, come più volte interpretato erroneamente qui) impedisce ogni ricerca così descritta, pena la negazione di se stesso. |
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inviato il 25 Settembre 2015 ore 23:25
delta(x)*delta(p) maggiore o uguale di h/2 (non posso usare simboli matematici perchè spuntano i punti interrogativi) Cos'è?? La formulazione originale del principio di indeterminazione di Heisenberg, che afferma che il prodotto tra le incertezze delle misure contemporanee di due grandezze coniugate è almeno uguale alla metà della costante di Planck. Non è interessante l'esposizione in se, a chi non è un fisico interessa ben poco. E' invece affascinante la giustificazione pratica di tale legge, che apre una nuova e intrigante visione dell'analisi. Heisenberg spiegò il principio con un semplice esempio: ammettiamo di voler determinare la posizione di un elettrone, dovremo colpirlo con un fotone e analizzare lo stesso dopo la collisione, ma la collisione tra fotone ed elettrone avrà modificato la quantità di moto di quest'ultimo variandone la velocità. Se vogliamo misurare esattamente la quantiità di moto, dovremo colpirlo con un fotone a bassissima energia, ma la sua enorme lunghezza d'onda renderà impossibile determinarne la posizione. Ancora, pochissimi punti di interesse specifico, ma immensa la portata rivoluzionaria del principio che se ne ricava: la sonda altera e in qualche modo condiziona la misura!! Traslato per analogia alle discipline umanistiche, questo principio distrugge la certezza. Come in fisica ha ha soppresso il concetto di esattezza per affermare quello di approssimazione, nella logica distrugge il concetto di oggettività per affermare quello di plausibilità: quando si analizza qualcosa, la sonda, cioè il complesso di strumenti culturali e cognitivi di chi si sta ponendo il problema, interagiscono con il problema stesso producendo un'analisi e un'immagine che sarannno sempre la combinazione tra i termini del problema in esame e la natura degli strumenti culturali applicati allo studio, quindi un'immagine plausibile per l'habitus culturale che l'ha prodotta. Con l'ulteriore problema che, mentre in ambito fisico conosciamo quale può essere l'entità dell'incertezza con cui stiamo combattendo, in ambito umanistico non c'è un principio di indeterminazione di Heisenberg...Siamo sempre più in alto mare!! |
user20639
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inviato il 26 Settembre 2015 ore 0:00
Grazie ancora Andrea, non mi sento più solo in questo luogo. Mi ripeto: Un esempio fra i più eclatanti e controversi di oggi è la fisica, oramai da molti scienziati ritenuta uno strumento per certi versi insufficiente per andare oltre le leggi che governano la realtà dell'universo. Allora, per comprendere quali siano le leggi che governano il tempo e lo spazio (qui nascono nuove immagini), anche altre dimensioni, bisogna trovare altri strumenti, sempre denominati teorie. Poi il tempo ci dirà la loro validità. I nuovi strumenti, spesso incomprensibili per la fisica convenzionale sono la matematica quantistica e la teoria delle stringhe, poi ne esistono molte altre che derivano da questi passi in avanti. In sostanza, sono delle rivoluzioni del pensiero scientifico, ma anche filosofico, molto spesso queste rappresentazioni del pensiero si avvalgono di immagini, immagini inventate per il momento. Immagini che derivano da dei concetti, di come potrebbe essere la realtà che non vediamo, una realtà presunta e non provata, ma solo sospettata. Le nuove immagini e nuove realtà aspettano soltanto di essere scoperte. A questo punto l'arte è uno dei più formidabili strumenti di indagine per queste nuove realtà. Jeronim: la negazione del "se", è già avvenuta da lungo tempo (basta guardarsi allo specchio). Ora siamo ancora più avanti e verso l'ignoto... E' questa la vera crisi dell'uomo. L'urlo di Munch è il profetico ammonimento della perdita dell'identità dell'uomo. L'uomo non sa ancora, come governare le sue invenzioni...ma questo è solo un aspetto. La tecnologia è diventata una dittatura...e questo ne è solo un altro. La sconvolgente perdita del rapporto con la natura..... |
user46920
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inviato il 26 Settembre 2015 ore 7:45
“ Una sonda sta attraversando gli spazi siderali dell'immenso universo, verso l'ignoto, con a bordo un disegno dell'uomo, quello di Leonardo Da Vinci, però ha 4 braccia e 4 gambe. Ho sempre immaginato che si fosse scelto quella immagine per confondere l'eventuale alieno. Insomma, se si dovesse lanciare un'altra sonda nello spazio, una più moderna, quale immagine fotografica scegliereste per illustrare l'uomo? „

 e forse anche questa |
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inviato il 26 Settembre 2015 ore 11:25
Puo' crescere la consapevolezza...si vagheggia che qualcuno fosse capace di associare un colore alle note...e non è possibile,eppure...muoversi su piu' campi. Si ritiene in una lettura suggerita di tanto in tanto,che i principii che regolano come viene rielaborata l'immagine dai nostri occhi e percepite le sensazioni,possano trovare una base comune,nell'esistenza nel percorso di formazione dell'individuo,in realazione al mondo esterno regolato a sua volta da fisica e dinamica. L'espressione particolarmente decisa e la figura stabile malgrado la corporatura non troppo esile, è ottenuta dal pittore,applicando un rapporto di proporzioni base altezza,rimodellato...che consente allo spettatore di ricavarne una sensazione.Analizzando le foto apprezzate dal pubblico,per trarne un modello riproducibile,la conclusione probabile non sarebbe cosi' improbabile. L'oggettivita' in fotografia si basa su una tradizione culturale che ha un fondamento storico nei suoi esponenti,nel tentativo consapevole di attenersi alla realta',fornire un documento del visivo,non è assoluta è un metodo di rappresentazione.Da quella fabbrica dismessa fotografata con le nuvole,dal basso,lo spettatore avrebbe ricavato una sensazione differente,interviene,il critico l'esperto conoscitore d'arte per cercare di tradurre l'esperienza visiva in parole... Un dibattito recente prevede che una certa critica non consideri arte quelle foto ritrovate,perchè applica dei criteri di selezione un modo di procedere. E' tutto relativo?benissimo....cerchiamo di approcciare cio' che non conosciamo secondo possibilita'.Spediamo le foto dell'uomo all'alieno,pensaci tu... Il valore che puo' avere un'opera d'arte è attribuito,come per altri oggetti seguendo regole...artista anno momento,dove... La fotografia deve essere letta come immagine in relazione alle altre,con un metodo accademico idoneo,basato sulla conoscenza l'esperienza e l'intuito perchè no. Chi possiede quel minimo di esperienza stratificata,ha gia' visto le foto dei profili e si è fatto un'idea,con problemi pratici di tempo realizzazione,riproduzione purtroppo.Ci sono fotografi non bravi e molti si lamentano della committenza,miope nel scegliere le piu' banali immagini per il pubblico....siamo all'ipotesi di concezioni ultraterrere per sbrogliare la matassa di foto,perchè il critico che finisce per consonante non piace o il fotografo è supponente,puo' essere,ma nessuno ha sostenuto una veridicita' assoluta credo...Chi ha caricato quelle foto lassu' è stato l'alieno?Se a quanto pare sono necessarie e rappresentative,avanzando il principio x y,per contro si chiedeva un mese e mezzo fa un po' di luce sul metodo applicato...perchè a formulare dei criteri di valutazione tutto sommato ci si arriva. E' possibile trattare la foto interpretarla,come avviene per l'opera d'arte,senza dover cestinare libri ed autori supponendo che l'argomento fotografia e arte abbiano qualche attinenza con la foto amatoriale ...e non causare l'insorgere di qualche piccola incomprensione....molto lieve e facilmente risovolbile...per far spazio esclusivamete al web? |
user20639
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inviato il 27 Settembre 2015 ore 10:33
Direi che non è semplice il viaggio alla scoperta dell'uomo, necessario per riuscire a ricavare qualcosa nella sua illustrazione...spesso bisogna essere forti, come ci insegnano le generazioni precedenti. Nelle ultime fasi della storia, l'uomo si è rivelato come un essere multiforme. Mi viene in mente una considerazione che credo sia di Fëdor Dostoevskij: Sarebbe ottimistico pensare che il diavolo possa insegnare il male all'uomo (la frase non è esatta, ma questo ne è il senso). In molti casi in questo viaggio di conoscenza sull'uomo alla fine rimane in silenzio, come un ex deportato sopravvissuto ai campi di sterminio. Diventa difficile raccontare quello che si è visto, nessuno può crederti. L'importante però, è ricominciare, ogni volta. Un saluto "Noi (l'insidiosa divinità che opera in noi) abbiamo sognato il mondo. L'abbiamo sognato resistente, misterioso, visibile, onnipresente nello spazio e fisso nel tempo; ma abbiamo consentito nella sua architettura tenui ed eterni interstizi di assurdo per sapere che è falso." Jorge Luis Borges, Altre inquisizioni. |
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