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inviato il 01 Settembre 2015 ore 15:56
“ Qui si parlava di cartoline e paesaggi. Possibile che in italia ci siano solo le tre cime e i cipressi della val d'orcia? „ Ci sono anche i piloni abbandonati nel lago di Garda. PS Scherzi a parte, io penso che l'Italia, da un punto di vista paesaggistico, sia uno dei posti più interessanti del mondo. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 16:01
Ma certo che AAdams usava alla grande la post è cambiato solo il modo di farlo. E'? Più facile? Bene cosa c'è di male? Non usiamo tutti le email per comunicare anziché la vecchia posta? Non per questo il contenuto di una email ha meno valore se la scrivo a macchina? Consiglio di vedere il film Mr Turner (basato sulla storia del pittore) di vede l'avvento nella fotografia e qual'era il pensiero della gente e dei pittori. Ma poi cosa fa pensare a questa gente che i big del passato non avrebbero usato PS se lo avessero avuto? |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 16:08
“ o penso che l'Italia, da un punto di vista paesaggistico, sia uno dei posti più interessanti del mondo. „ Senz'altro... Il guaio è che ti trovi spesso nell'inquadratura il traliccio o il capannone (e questo rimanda al mio post delle 15:09). Senz'altro sono io che sono fermo a modelli ottocenteschi, e non so dare valenza espressiva a tralicci, segnali stradali, distributori di carburante ed edilizia senza qualità, come sapeva fare Luigi Ghirri. Ma la sua è una poetica estremamente rarefatta, impossibile da riprodurre. Difficilissima da imitare. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 16:10
L'italia è stupenda basti pensare a Venezia Firenze La Sicilia La Sardegna. Il problema siamo noi italiani e chi ci governa che ricordo a tutti che sono a Roma perché esorimendo solennemente il nostro voto ce li abbiamo mandati. La colpa non solo del governo ma un po di tutti noi. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 16:14
In merito ai tralicci e agli scempi architettonici ci sono delle politiche di bonifica come quelle fatte in Trentino di interrare le linee elettriche. Certe iniziative necessitano di un enorme quantità di denaro e una solida amministrazione che ama il proprio territorio e che investe a favore della collettività. Non per installare sempre più sofisticati sistemi per fare multe ai cittadini o costruire rotonde faraoniche per l'esclusivo guadagno delle ditte appaltatrici. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 16:34
“ In merito ai tralicci e agli scempi architettonici ci sono delle politiche di bonifica come quelle fatte in Trentino di interrare le linee elettriche. Certe iniziative necessitano di un enorme quantità di denaro e una solida amministrazione che ama il proprio territorio e che investe a favore della collettività. Non per installare sempre più sofisticati sistemi per fare multe ai cittadini o costruire rotonde faraoniche per l'esclusivo guadagno delle ditte appaltatrici. „ Si, ho sentito di quell'iniziativa in Trentino, che probabilmente è la regione italiana che dimostra la maggior sensibilità ambientale e un più diffuso senso civico (chissà se c'entra col fatto che è stata sotto l'amministrazione Imperial-Regia fino al 1918). I rondò li trovo comodi perché rendono più fluido il traffico quando sostituiscono i semafori. Purtroppo spessissimo li trovo anche sovradimensionati, con diametri di decine di metri, magari per una stradina laterale da cui spunta una macchina ogni mezz'ora. Poi ci sono spesso quei tumuli al centro (sarebbe meglio lasciare la visuale libera per vedere i veicoli che arrivano), con gli alberelli e il praticello (il tutto costa di manutenzione e bisognerebbe verificare l'assegnazione degli appalti). Poi si deve considerare che con i rondò sovradimensionati aumenta la superficie di territorio asfaltato, che in Italia è già tra le più alte d'Europa (solo il Belgio ci supera - come percentuale - e forse qualcun altro). |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 17:56
“ Spesso la singola foto di paesaggio è solo bella e non "racconta" e probabilmente per questo viene declassificata da chi è abituato a raccontare. „ Vero, ma aggiungo: un singolo scatto in che modo può raccontare? Non è forse un concetto più legato al set di scatti che compongono un progetto? |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 18:23
Comunque ci sarebbe da parlare per ore. Concordo chi dice che l Italia è un paese davvero interessante, ma purtroppo è realmente bollato dalle varie istituzioni ed ordini di competenza. Se in Val d'Orcia e nelle varie zone del nord Italia, i tralicci distruggono il oaesaggio, nel sud le pale eoliche hanno invaso ogni centimetro di spazio che rimaneva.. Per non parlare delle case abusive sulle splendide zone costiere.. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 18:52
Resta il fatto che il nostro bel paese è stato rovinato da 80 anni di governi che hanno fatto a gara a chi rubava di più e ora ne paghiamo le conseguenze. Si sono salvate solo alcune aree remote solo per la difficoltà di accesso. Cmq chiusa la parentesi sull'italia altrimenti oltre ad andare off topic rischiamo di non finire più. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 19:09
“ Vero, ma aggiungo: un singolo scatto in che modo può raccontare? Non è forse un concetto più legato al set di scatti che compongono un progetto? „ Dipende anche da quella che è la destinazione delle fotografie. Se devono essere pubblicate in un libro, come ad esempio quello di Ferdinando Scianna sulle feste religiose in Sicilia, la singola foto può essere paragonata alla sequenza di un documentario e acquista senso soprattutto nell'ambito della narrazione in cui è inserito. Un altro esempio che mi viene in mente è Gregory Crewdson, i cui scatti vengono composti in libri che possono essere visti come film dalla trama aperta. Altro discorso è quello di Andreas Gursky e Candida Höfer, entrambi allievi della Scuola di Düsseldorf, che stampano le loro foto in grande formato e in serie limitata o esemplare unico e che sono poi vendute ad altissimo prezzo. Il quel caso mi sembra che abbiano un significato anche come opere singole, similmente a dei dipinti. Poi è ovvio che anche riguardo a costoro, per interpretare la singola opera è necessaria una conoscenza più generale del loro percorso artistico. “ ..., nel sud le pale eoliche hanno invaso ogni centimetro di spazio che rimaneva.. „ Ricordo di aver visto un in un servizio televisivo, mi pare che fosse un Report della Gabanelli, che alcune di quelle pale non servirebbero a niente, essendo scollegate dalla rete elettrica. Fine ot. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 20:58
Oh, che argomento interessante Se io vi dicessi che non trovo che vi sia una risposta dolce alla questione? Mi spiego. Quando si inizia a fare paesaggio si viene attirati fin da subito dai luoghi noti e dalle grandi post produzioni, poi si va a scattare e ci si accorge (subito) che quello che si era visto a pc in un primo momento non torna. Passa il tempo e si comincia a capire che lo scatto va studiato, va studiata la luce e per quanto poco se si vuol fare audience la post produzione ha una sua percentuale d'importanza. Insomma si arriva al punto che si produce la foto bella (con un minimo di impegno e capacità in pre e post). Ecco qui però, sia arriva ad un punto in cui ci si trova davanti ad un bivio e ad una forte presa di coscienza (ovviamente del bivio in tanti non se ne accorgono) STRADA 1 ---> continuao a produrre belle foto senza un nesso (il buon Maurizio ha parlato di gallerie e non a caso!) STRADA 2 ---> Mi rendo conto che tutto quello che ho imparato prima va bene, ma non basta più, della bella foto non mi frega più nulla e in automatico penso alla parola "progetto". Già, ormai la foto bella la so fare quindi come procedo? Per quelli che stanno tentando di imbarcarsi sulla seconda strada è bene che sappiano che la progettazione di uno scatto ormai è una sciocchezza è come mettersi a costruire un razzo aerospaziale e fermarsi a ricordare che 1+1 fa due (grazie lo sappiamo!). Progetto vuol dire comunicare e raccontare con una serie di scatti e pensieri UNA STORIA. Rccontare una storia a parole è tremendamente difficile, farlo con una qualcosa chè enormemente meno espressivo come una foto (per alcuni versi) ... molto di più. Sarò schietto, tanto non ci guadagno nulla.... Per me perlomeno qui nel panorma europeo continua ad esserci un solo autore, anzi 3 che bene o male raccontano. Uno abita nelle terre alte Scozzesi, un altro in bassa francia e gli altri centro e nord italia, non mi interessa far nomi ma chi sguazza nell'ambiente credo abbia intuito chi, bene o male. Potrei anche dire che ce ne sono qualcuno in più ma sono spiccioli. Ecco io quando sento dire "raccontare le dolomiti" non volermene stevistini ma ci credo poco, crederei molto più nel raccontare "un aspetto delle Dolomiti", io stesso pensavo che raccontare le dolomiti fosse un progetto, poi ho visto la mostra di un bravo autore "Enrico Grotto" e ho capito che ero fuori strada, ho chiuso il mio sito, per ora ho mantenuto delle foto sconnesse qua su juze e in altri lidi e mi sono messo a lavorare per arrivare alla conclusione che cercherò di raccontare nel mio tremendo e umile "piccolo" le luci delle dolomiti raccontate attraverso le mie avventure e dei miei amici di scatto che sono l'aspetto che più mi affascina... molto più della roccia stessa. E così, sempre parlando di me ho iniziato a lavorare ad una serie di scatti che verranno alla luce nel nuovo sito web .... la cosa curiosa è che dopo un anno e mezzo mi son reso conto che ancora sono indietro che ancora devo crescere e che ancora pur uscendo a scattare spesso devo buttare una marea di scatti. Ecco l'amaro ed ecco la presa di coscienza che per raccontare non ci sono soluzioni facili non ci sono strade comode... anzi bisogna imparare a fotografare di nuovo ... una nuova nascita. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 21:15
Condivido in toto il pensiero di Francesco Talin....in una parola crescita fotografica...percorso irto è difficoltoso ,ma che va affrontato se uno vuole aspirare a qualcosa "di più" . |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 21:42
Ottimo discorso Francesco. Comunque al di la di nomi abbastanza noti, ci sono paesaggisti che han portato avanti bellissimi progetti e con cui ho avuto spesso modo di fotografare e condividere bellissime esperienze. Sarò di parte, ma parlo di Calabriaphoto (Alfonso Morabito e Filippo Armonio), 2 fotografi che hanno dato tanto alla mia regione e secondo me anche al suolo nazionale, raccontando con stile paesaggistico e mappando fotograficamente quasi tutta la calabria. |
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