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Dilettante, amatore, professionista. Sapete davvero cosa vogliono dire?


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avatarsenior
inviato il 22 Maggio 2015 ore 22:18    


Di Giovanna Griffo Photoshop & Fotografia

Vorrei avere il piacere di riportare un testo dell'amico e maestro Enrico Maddalena, attento osservatore del mondo fotografico:



"Dilettante. Amatore, professionista


Nella percezione comune questi tre termini fanno parte di una scala di valori:

Dilettante è quasi sinonimo di principiante, di fotografo che si diverte a scattare fotografie pur senza avere una conoscenza approfondita del mezzo, della tecnica e del linguaggio. Solo un gradino in più dello schiaccia bottone (termine dispregiativo corrispondente all'imbratta tele della pittura) e del fotografo della domenica, di quello cioè che scatta qualche foto in maniera sporadica, magari col telefonino.

Amatore è molto più in alto e sembra riferirsi ad un dilettante evoluto, conoscitore del mezzo e produttore di buoni lavori.

Professionista è il livello più alto di questa scala e denota una persona altamente esperta e capace, produttore di opere di notevole qualità.

Ma è proprio così?

Ecco le mie riflessioni:

Dilettante deriva da diletto e sta ad indicare una persona che non scatta per altri fini che il proprio divertimento e godimento estetico. Una persona che pratica la fotografia in maniera pura e senza fini pecuniari o di altro genere. Mi sembra quindi già su di un gradino molto alto.

Amatore deriva da amare ed è quindi colui che prova amore per la fotografia, ne è attratto, affascinato. Quando si è innamorati il pensiero è costantemente rivolto alla persona amata. L'amatore fotografo fa quindi della fotografia una ragione profonda di vita e di pensiero. È con la fotocamera che riesce a provare profonde emozioni ed alla fotografia rivolge grande attenzione. È quindi assiduo lettore di libri e di riviste. Ha magari un sito web e si tiene aggiornato. Ha presumibilmente ottime conoscenze tecniche e linguistiche, conosce la storia della fotografia e la produzione dei grandi fotografi. Spesso è iscritto ad un circolo e partecipa a concorsi. È fornito di una buona attrezzatura.

Professionista deriva da professione ed è semplicemente colui che si procura da vivere attraverso la fotografia. Titolare di un negozio di attrezzature fotografiche o no, si occupa di matrimoni e di altri incarichi. Dipende quindi in una certa misura dalle richieste del committente e deve assecondarne i gusti; questo limita, in misura diversa, la sua libertà espressiva. Si presume che, dovendo dedicare all'attività fotografica tutto il suo tempo, abbia accumulato una grande esperienza operativa. Possessore di attrezzature professionali, dovrebbe produrre foto di qualità elevata.

Il discorso è che la tecnica è alla base ed al servizio dell'efficace espressione delle idee. E queste cose non sempre sono il diretto risultato di una grande e prolungata attività pratica.

Inoltre, frequentemente la routine uccide l'entusiasmo. Ho conosciuto delle pregevoli eccezioni di professionisti che dedicano il loro tempo libero a fotografare (al pari di un pilota dell'Alitalia da me conosciuto, che nel tempo libero volava in mongolfiera).

Fotografi con lauree cha hanno abbandonato un lavoro sicuro per dedicarsi alla loro passione e ricavarne di che vivere e fotografi che, fatta l'esperienza delle difficoltà di tipo economico, organizzativo e psicologico della professione, sono tornati al loro vecchio lavoro.

Ma ho conosciuto anche dilettanti ed amatori con competenze nettamente superiori a quelle di un professionista comune e produttori di immagini di altissimo livello.

In conclusione, essendo la fotografia un mezzo per comunicare concetti, idee, emozioni, fatti e situazioni, quello che conta non è l'abito o l'etichetta; quello che conta è la passione, la dedizione e, soprattutto, la sensibilità e la cultura che si hanno.

Esiste poi una quarta categoria, quella dei fotografi interessati all'attrezzatura. Quelli che, quando vedono una bella immagine, chiedono subito i dati exif, la fotocamera e l'obiettivo utilizzati. Quelli che sono informatissimi sulle nuove produzioni di fotocamere e che cambiano continuamente macchina, non appena ne esce una nuova, considerando quella che hanno non più all'altezza. Sanno tutto sulla resa differente di obiettivi simili, del rumore prodotto dai diversi sensori e parlano di bokeh, di aliasing ed altri termini inglesi che fanno tanto "chic". Fotografano poco o più che altro per mostrare la resa della loro attrezzatura, o sono, all'opposto, fotorroici, poco autocritici e magari si offendono se qualcuno osa criticare le loro opere. Come definirli? Tecnofili? Fotofeticisti?

Concludo con un pensiero di Robert Adams: "Il mio scopo è di far intravvedere il potere dei nostri occhi, non le potenzialità di un'apparecchiatura fotografica"

Buona luce



Enrico Maddalena

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2015 ore 13:47    

Concordo con te,Enrico.Io mi reputo Dilettante,in quanto mi diletto,mi diverto a scattare foto da 45 anni,quindi penso di essere un po anche Amatore. Professionista NO,nel modo piu assoluto,così come non sono Photographer,o simili anglicismi.
Ciao,Alessandro

avatarsenior
inviato il 23 Maggio 2015 ore 13:56    

Tutto molto giusto: ma io semplifico ritenendomi uno che fa fotografie ma che non si sente un fotografo.

avatarjunior
inviato il 24 Maggio 2015 ore 13:02    

Concordo si, ho visto pregevoli foto di "dilettanti" e pacchiane di professionisti, ma è vero anche il contrario e nulla è mai assoluto!
Siamo sempre portati ad etichettare, ciò avviene per motivi pratici di ordine e che ben venga, ma dietro l'aggettivo qualificativo non vuol dire che sempre corrisponda una eguale capacità, in difetto o eccesso che sia.
Poi per quanto riguarda la smania dell'attrezzatura, quello si succede e come, personalmente lo trovo in molti casi abbastanza grottesco, esasperato.
Ciao un saluto.

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