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inviato il 22 Maggio 2015 ore 0:02
Vorrei stampare delle mie foto scattate con la mia Nikon D3100, ma ho alcune domande a riguardo: 1. Quanto grande posso stampare senza perdere qualità? 2. Su che carta è meglio stampare? 3. Quanto mi svena il fotografo? ? Grazie |
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inviato il 22 Maggio 2015 ore 11:56
1) quanto grande vuoi. Tanto anche le gigantografie non le guardi mica da 20cm.... Inoltre il limite sarà dato dal budget di spesa. 2) su quella che preferisci. Ci sono talmente tanti tipi di carta che l'unica è provare fino a trovare quella che aggrada a te e che è confacente al lavoro che hai fatto. Anche qui la variabile costo la farà da padrona. 3) non lo so, io stampo da me. Le variabili sono però importanti in termini di dimensione e di supporto di stampa, quindi l'unica è farsi un giro o da un fotografo stampatore, o su un sito di stampe on-line. Saluti Roberto |
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inviato il 22 Maggio 2015 ore 12:14
A volte mi capita di stampare manifesti pubblicitari 6x3 metri, e le immagini per quel formato reggono anche a 20-25 dpi.. se con i 14.2 megapixels della D3100 (che ho anch'io) stampi a 72 dpi (il minimo politico per una stampa fotografica) ci tiri fuori anche un 160x100 cm! Garantito al limone |
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inviato il 22 Maggio 2015 ore 12:48
Ciao, ricordo una formuletta............ ma poi la formuletta, non era così precisa perche mischiavano DPI con PPI Comunque, QUI' cè qualcosa di interessante: www.seust.it/blog/?p=229 |
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inviato il 22 Maggio 2015 ore 13:39
Concordo con tante cose scritte in quel sito, ma non su tutte. Innanzitutto c'è un errore dove dice "vuol dire che il software della stampante trasforma 1 Pixel in 3 microscopiche goccioline d'inchostro" perchè le gocce in realtà sono 4 (CMYK, salvo stampanti a più di 4 colori, alcuni come ad esempio EPSON, arrivando a 8 aggiungendo Light Cyan, Light Magenta, Orange e Green). Quindi se la stampante è in grado di stampare a 1200ppi, basta dividere per 4 (o cmq per il numero di colori), ottenendo il numero di dpi immagine oltre il quale è inutile andare (questo vale per le teste a grandezza goccia fissa, il discorso cambia con le teste di stampa a goccia variabile). Premetto che si hanno rese molto diverse in base al supporto di stampa, ossia servono più dpi per le finiture glossy (lucide) e molti di meno per le matte (opache). Se si stampa su canvas, mesh o altri tipi di tela per esempio i pixel verranno comunque camuffati dalla trama della stoffa. Altra cosa importante se si fanno stampe artistiche: accertarsi presso il proprio stampatore che i RIP delle proprie stampanti (quasi tutti al giorno d'oggi) digeriscano immagini a 16 bit per pixel. Soprattutto per le stampe in scala di grigio il numero di passaggi tonali sono molto maggiori a 16 bit anzichè i tradizionali 8! La differenza si nota nei lievi passaggi come possono essere le sfumature del cielo e della pelle. Se si scatta in RAW da 12, 14 o 16 bit, sarebbe un peccato poi ridurli a 8 per canale in fase di stampa. Altra cosa da chiedere allo stampatore è il metodo colore con cui fornirgli i files: negli ultimi anni si stanno ottenendo risultati sorprendenti col metodo RGB, in quanto lo spazio colore rappresentato è più ampio che nel CMYK. Ogni stampante è profilata a seconda del gamut dei propri inchiostri: più ampio è, maggiore sarà lo spazio colore rappresentabile in stampa. Fornire un file già convertito in CMYK in questi casi sarebbe un pò come castrare i colori. Se dovete stampare evitate di incorporare il profilo sRGB e andate su Adobe RGB o ancora meglio Pro Photo RGB. |
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