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Abbattimento volpi in provincia di Ancona


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avatarsenior
inviato il 27 Marzo 2015 ore 0:11    

www.facebook.com/oipaonlus/photos/a.10150315644953512.337588.454088285

Ciao a tutti. penso che queste notizie interessino ai frequentatori di un sito di foto naturalistica.
In provincia di Ancona è in corso un piano di abbattimento di volpi perchè interferiscono con la caccia. Consiste in una lunga moratoria - oltre tre anni - alle norme restrittive sulla caccia alla volpe rossa, sicchè i cacciatori avranno agio, durante quella lunga finestra di tempo, di cacciarle con ampia libertà.
Siamo alle solite: prima si crea uno squilibrio naturale, poi si pensa di risolvere producendone un'altro opposto.
Mi viene in mente la storiella del tizio che, ingoiata una moscca per sbaglio, poi ingoia una rana per eliminare la mosca, poi una biscia per eliminare la rana, poi un topo per eliminare la biscia, un gatto per eliminare il topo, un cane per eliminare il gatto, un orso per eliminare il cane...
Penso che sia importante saperlo, parlarne e informare quante più persone possibile.

avatarsenior
inviato il 22 Maggio 2015 ore 2:18    

ciao Andrea, ho letto e meditato sulla questione volpi...la mia opinione penso possa essere obiettiva in quanto cacciatore pentito ora dedito alla caccia fotografica...un cambio netto di strada...ebbene, il problema fondamentale è che l'equilibrio naturale è stato rotto già da molto tempo...troppo, ed ora è difficile e complicato correre ai ripari. La volpe è un animale che non ha quasi predatori, si nutre di qualsiasi cosa (anche e sovente di immondizia) ed ha una elevata riproduttività. Per darti un'idea di quante volpi ci possano essere , qualche anno fa, praticamente a 100 mt dal paese dove vivo, in 3 km quadrati ne avevamo abbattute + di 30 e ce ne erano ancora, sicuramente, altrettante...ora veniamo al dunque...i problemi sono due, i soliti due...uno morale, uno tecnico...a questi se ne aggiunge un'altro, la brama di uccidere di troppi cacciatori. Un quarto problema è sovente in agguato...l'ignoranza di chi legifera in materia. Mettendo assieme tutti i fattori ne esce questa equazione: non è moralmente logico vedere abbattere degli animali che morirebbero di malattie, dovute alla sovrapopolazione e alla consanguineità, per mano di cacciatori dal grilletto facile autorizzati da chi del problema, molto probabilmente, non sa assolutamente nulla. La cosa risulta ancora più immorale se si pensa che della volpe abbattuta non si fa assolutamente nulla in quanto non è commestibile, sovente-troppo sovente malata di rogna o altro e, anche se sana, della sua magnifica pelliccia non si sa cosa farne perchè di conciatori non se ne trovano più o, addirittura è illegale la concia. Restringendo il tutto il problema diventa; è giusto abbatterle o lasciarle morire di morte naturale? qui da noi la percentuale di volpi malate (sopratutto di quella che chiamiamo volgarmente rogna) superava l'80 %. Il fatto è che, quasi sempre, si vedono quelle sane e non quelle malate. Non so se ne hai mai viste di malate, ma fanno una morte atroce e lunga. Alla luce di tutto questo ti dico che, parlando della zona in cui vivo, se ci fosse stata una regolamentazione della caccia (questo riferito ad una quarantina di anni fa, almeno...) più attenta e ragionata, non saremmo arrivati a vedere esplodere il problema malattie di questi ultimi anni, come pure la sovrapopolazione. Stesso discorso vale per i corvi, o meglio cornacchie, che stanno devastando nidiate e cucciolate varie, a scapito di un normale equilibrio di natura. Ma quelli non fanno pena a troppe persone quindi se ne parla poco...Di conseguenza non si sarebbe dovuti ricorrere al libero sterminio che è pratica comune al giorno d'oggi...è molto difficile sentenziare su un problema come questo...punto base, secondo me, resta l'ignoranza in materia di chi regolamenta o ha regolamentato in passato in materia di fauna e di caccia. Di cacciatori "di una volta", quelli che cacciavano con una certa cognizione, ne son rimasti ben pochi, e quelli di oggi poco meritano il nome di cacciatore. Io ho smesso di cacciare per un insieme di motivi...uno era il fatto che non mi piaceva quello che vedevo attorno a me e non volevo far parte di quella schiera di "sportivi"...il vero cacciatore è lui stesso ad aver cura di non distruggere o rovinare l'equilibrio che regola la vita di quello che lui va cercando...oggi vado a caccia con la mia reflex, l'istinto è lo stesso...l'effetto è ben diverso!!...tuttavia credo che, in alcuni rari casi, fermo restando che ci sia un'adeguato studio del problema (fatto da gente competente in materia), e sotto un'adeguato controllo (inesistente o quasi...altro problema inerente al precedente...!!!), potrebbe essere utile un prelievo venatorio mirato a risolvere e non a distruggere...utopia, mi dirai...si, ti dirò...il mondo di oggi gira così...purtroppo. E' bello vedere che c'è qualcuno che si accorge del problema e che ne rende partecipe altre persone. Parlarne e divulgare le opinioni ricevute aiuta a creare una coscenza comune che porta a vedere i problemi sotto molteplici sfaccettature. Più gente ragiona sul problema più diventa ragionevole la soluzione. Io ti ho dato la mia opinione, un pò diversa dalla tua seppur rispettosa. Spero di esserti stato utile ad approfondire la tua conoscenza, con una visione un pò più, ma non del tutto, dall'altra parteSorriso ciao, marco

user25280
avatar
inviato il 22 Maggio 2015 ore 8:52    

Marcoplano, francamente il tuo intervento é da applauso, non posso che essere daccordo su tutto.

avatarsenior
inviato il 22 Maggio 2015 ore 10:46    

Devo dire che, nonostante io sia stato da sempre fermamente contrario alla caccia, mi trovo in perfetto accordo con quanto detto da Marcoplano.

Dalle mie parti, un po' di tempo fa furono introdotti i cigni, forse perché erano belli. Oggi di cigni, che stanno in cima alla catena alimentare, ce ne sono tanti, troppi, e le autorità, insieme alle associazioni per la protezione della natura, hanno deciso di bucare le uova nei nidi per limitarne il numero.

Lo stesso discorso, anche se l'introduzione è stata "involontaria", vale per le nutrie, terribili perché devastano gli argini dei fiumi, e per le tartarughe americane, gettate nel fiume da chi è stanco di averle in casa.

Vogliamo parlare dei cervi? O degli stambecchi? Quando sono in sovrannumero, molte volte perché indiscriminatamente protetti, si ammalano e muoiono in massa, rischiando, questa volta sì, l'estinzione in quella determinata zona.

E' facile per un giornale o un blogger sparare a zero contro l'uccisione di alcuni animali, ma molte volte queste uccisioni (prelievi mirati) sono concordati con le stesse associazioni per la protezione della natura e con equipe di esperti per limitare danni decisamente peggiori.

user25280
avatar
inviato il 22 Maggio 2015 ore 11:54    

Esatto Lupolu, purtroppo l'uomo ha creato degli squilibri in natura e in qualche modo bisogna cercare di mettere un rimedio, ma non é facile, sia riuscire a riequilibrare, sia andare daccordo con tutti.

avatarsenior
inviato il 22 Maggio 2015 ore 15:42    

Ciao Marcoplano.
Non sono contrario alla caccia di selezione. Per esempio, in alcune zone collinari vicino a dove abito hanno ripristinato la caccia la capriolo perchè la popolazione, in assenza di grandi predatori, comincia a esuberare rispetto ai parametri di sostenibilità del territorio. I criteri di selezione e controllo vengono applicati ovviamente ai cervidi perchè il sentiment corrente li considera nobili, preziosi, dolci, simpatici. Le volpi no, si spara a vista e chi s'è visto s'è visto. Non vado a caccia (ho smesso di pescare tanti anni fa per considerazioni simili alle tue), non sono contrariio alla caccia per principio, mi urta la cultura arrogante dell'uomo che pretende di ergersi ad arbitro e metronomo della natura, decidendo arbitrariamente il fulcro di quegli equilibri che tutti i giorni distrugge in maniera cieca.
Mille esperienze dimostrano che, ammesso che la devastazione non abbia passato il limite del non ritorno, lasciando andare le cose per il loro verso si raggiungono equilibri migliori e più diraturi che non con interventi forzosi.
E mi disturba ancor più vedere che il driver di certe decisioni violente e invasive non è la salvaguardia di un ecosistema, ma il fastidio dei cacciatori sparatutto verso le volpi che osano predare loro qualche fagiano.
Engels scrisse "La necessità di rinunciare alle illusioni sul proprio stato è già necessità di rinunciare a uno stato che ha necessità di illusioni per reggersi".
Ecco, spero che queste discussioni portino qualcuno a liberarsi dall'illusione che si possa governare l'evoluzione della natura, cosa che - spero - aiuterà a uscire da modelli di comportamento che si giustificano solo con l'illusione che l'uomo conosca la natura e sappia governarla.

avatarsenior
inviato il 22 Maggio 2015 ore 15:51    

Oggi di cigni, che stanno in cima alla catena alimentare, ce ne sono tanti, troppi, e le autorità, insieme alle associazioni per la protezione della natura, hanno deciso di bucare le uova nei nidi per limitarne il numero.


E' questo l'atteggiamento che contesto. Una volta che hai introdotto i cicgni, il danno è fatto. Cosa pensiamo, di passare i prossimi 20.000 anni a bucare sistematicamente uova nei nidi per controllarli? Se la specie è invasiva a causa delle carattristiche dell'ecosistema in cui è inserita, non è che la convinci a starsene buona bucando un po' di uova. Gli animali non intendono i deterrenti. Stesso discorso per i siluri nei fiumi: spiegatemi perchè in Italia sono devastanti e in Germania o nel Danubioo sono in equilibrio!! Semplice, perchè qui sono nuovi e là sono autoctoni e hanno avuto il tempo di condizionarsi e condizionare l'ambiente. Un predatore non può crescere all'infinito, altrimenti muore di fame per carenza di prede.

Il problema è che, oltre a immettere stupidamente nuove specie incontrollabili, continuiamo a erodere territorio, minare la riproduttività delle specie predabili, inquinare, degradare, antropizzare, interferire con le fasi biologiche più delicate quali riproduzione e cure parentali (notizia comparsa anche su Juza, qualche anno fa qualche × di fotografo ha tallonato l'unica coppia di aquile reali del parco del Beigua, inducendola all'abbandono del nido e causando la perdiata di una covata).

Poi, viene comodo dire che è colpa della sovrappopolazione delle volpi o dei siluri e via di schioppettate. Non contesto che possano essere una buona misura contingente di rimedio, ma temo che troppi pensino che basta quello per tenere a posto la natura!!

avatarsenior
inviato il 22 Maggio 2015 ore 16:16    

@ Andrea Ferrari.
Capisco il tuo discorso e lo approvo, ma solo in parte. Non sono, infatti, del tutto convinto che la natura, una volta che hai modificato un ecosistema, riesca a trovare sempre un nuovo equilibrio.
Sicuramente un predatore non può crescere all'infinito, ma può crescere quel tanto che basta per far scomparire del tutto altre specie, sia animali che vegetali; poi, alla fine, quando ha creato il deserto, sparisce anche lui.
A volte, dopo il danno, l'equilibrio riesce a ricrearsi, ma non sempre e, a mio parere, è compito di chi ha fatto il danno, o di chi è preposto alla salvaguardia del territorio, monitorare quello che accade e, nel caso, cercare un rimedio.

avatarsenior
inviato il 24 Maggio 2015 ore 10:17    

io credo che si debba considerare il fatto che, piaccia o no, facciamo parte anche noi dell'ecosistema che ci circonda. Il problema è che in pochi e rari casi la natura si regola da sola (vedi ad es. i lupi che se non hanno territorio o prede limitano le nascite da soli). E, in una natura stravolta dalla nostra presenza dovremmo essere più accorti in come interveniamo a riguardo. Troppe volte intervengono gli interessi di molti a scapito di pochi (leggasi cacciatori, proprietari di riserve, agricoltori o allevatori). Troppe volte è soltanto il tentativo di legalizzare quello che l'uomo sta già facendo illegalmente e senza considerarne gli effetti negativi su altre specie(bocconi avvelenati, lacci, tagliole, bracconaggio). Posso farvi un esempio concreto; in piemonte è tornato il lupo (gioia di pochi, terrore di molti...)e con esso pure le problematiche connesse...sono subito nate le due fazioni, una pro, una contro. Quella pro cerca di diffondere una cultura volta a far conoscere il lupo per quello che è, ossia un predatore come altri e non un'assassino. Quella contro fa il contrario...son già stati pubblicati articoli (combinazione da giornalisti dichiaratamente contro...) in cui si parla di incontri ravvicinati con queste "bestie" che non temono affatto l'uomo e che lo hanno circondato per svariati minuti ringhiando e mostrando i denti...combinazione vuole che il malcapitato fosse un cacciatore...insomma..siamo in guerra aperta! il risultato è stato che, essendo vietata la caccia al lupo, è cominciato il dilagare di bocconi avvelenati ovunque. Quest'autunno qualche genio ha pensato bene di abbandonare una pecora ripiena di veleno per dare il benservito al suo predatore...risultato..a primavera un mio amico è stato chiamato a fare un sopraluogo per il rinvenimento del cadavere di un grifone, diventati poi tre, un corvo imperiale e qualcos'altro che non ricordo più. Ma veniamo al dunque...dove sta il problema??è il lupo o il bracconiere''!! nessuno dei due...il problema fondamentale è che da almeno 4-5 anni che "il mostro" è tornato, nessuno ha mai fatto nulla a riguardo in quanto, nessuno sa nulla a riguardo e, non conoscendo il problema, si limita a "tamponare" i danni con indennizzi e risarcimenti. Chi doveva occuparsi di intervenire non sapeva assolutamente "come" intervenire...ora il problema sta crescendo, le ire pure e, sicuramente, assisteremo all'uscita di un decreto che liberalizzerà la caccia al lupo, per gran gioia di allevatori e cacciatori. Sicuramente abbattere lupi o volpi o qualunque altra specie animale può sembrare cosa crudele agli occhi qualcuno ma, secondo me, se fatto in modo studiato ( da esperti, ovviamente), ben regolamentato e, possibilmente da responsabili in materia (guardiacaccia, guardiaparco, forestali ecc..)risolverebbe una volta per tutte questa continua ditriba. E' ormai chiaro che che si è perso il normale svolgimento delle leggi di natura e che, facendone parte anche noi, potremmo averne un ruolo fondamentale, se solo lo facessimo in maniera sensata. Forse sarebbe una cosa giusta cominciare a penetrare un pò più a fondo a decreti come quello a cui si riferisce Andrea e andare a piantare grana a chi, sicuramente, ne avrà un beneficio economico e che altrettanto sicuramente ha scatenato il putiferio che ha portato al decreto stesso. Sicuramente non avranno le mani tanto pulite e penseranno di lavarsele grazie a qualche legge-lavamani!! Soldi...sono la rovina di tutto...non credo che questi decreti arrivino solo per la voglia di qualche grilletto facile di portar a casa il ricordo di una bella schioppettata (perchè nel caso della caccia alla volpe è tutto quello che rimane al cacciatore...come pure per i lupi..)...c'è sicuramente qualche interesse economico nascosto. un saluto rispettoso a tutti. ciao

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