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La situazione che vive la fotografia in questo momento non era mai accaduta prima, oramai ci sono miliardi di persone che hanno il mezzo (macchina fotografica), per creare delle fotografie, facendole girare da un continente all'altro, tutti i giorni a miliardi. Ogni persona, ogni giorno guarderà centinaia di immagini in tutte le sue forme e strutture, i temi della fotografia si sono moltiplicati a dismisura. Quello che erano le regole del passato, della comunicazione e della fotografia sono state dissolte, i linguaggi sono cambiati, le filosofie della vita sono completamente mutate e in trasformazione. Si vuole giudicare il presente ed il futuro con il bagaglio culturale del passato... con metodi (classici) del passato. Va benissimo analizzare per capire il futuro, a patto che noi, uomini del passato, possiamo giudicare il presente per quello che è, non da persone del passato, altrimenti sono solo nostalgie inutili. Nonostante ci sia la volontà di progredire nella cultura fotografica, credo da parte di molti e giustamente, ci sia anche fra tutti i fotografi di questo social: la scintilla di portare qualcosa di unico della loro vita, alla visione di molti. Ogni persona porta la sua irripetibile personalità, ha bisogno di esprimere la sua unicità, nel bello e nel brutto, è questo che va colto prima di tutto. Prima ancora della cultura fotografica: siamo uomini e poi fotografi. Prima l'esperienza umana poi il resto, credo sia la base di qualsiasi arte, altrimenti si fa accademia. Secondo me la fotografia è un arte, un'arte difficile, ma alla portata di tutti coloro che vogliono esprimersi. Sarebbe strano, sottovalutare la sensibilità o le tendenze culturali del nostro tempo, non perchè sono quelle che sono, ma perchè portano sicuramente alla prossima mutazione: sociale e culturale, ma anche spirituale. Esorto a fare attenzione ai mutamenti, che nella fotografia sociale di noi tutti: sicuramente evolvono. Sono molto attento a questo e mi piace guardare qualsiasi foto e qualsiasi genere, in ogni foto c'è qualcosa che testimonia: questo non possiamo sottovalutarlo. Trovo, anche questo formidabile mezzo un grande strumento che prima non esisteva e ricordiamo che è stata una grande intuizione di una persona, prima ancora di essere Juza. Anche se ci sono delle pecche e critiche, da qua in poi le cose non saranno più come prima in campo fotografico. La fotografia naturalistica e popolare, fatta dai dilettanti, è una miniera di idee per i professionisti. Molto probabilmente, la fotografia dilettantistica come la mia, è una ricchezza se viene indagata dal punto di vista umano.
«Forse siamo davvero di fronte a un nuovo modo di comunicare, non strutturato, né organizzato e né soggetto alle regole alle quali ci siamo abituati nei secoli. Quello che ha fatto la fotografia fino a vent'anni fa non è altro che la continuazione di quello che faceva l'arte precedente, salvo episodi. Adesso, invece, c'è una reale spaccatura, c'è la possibilità di parlare attraverso l'immagine continuamente, in ogni luogo, condividendo ogni tipo di comunicazione, utilizzando l'immagine in ogni modo, rilanciandola in tutte le vesti. È un fenomeno tutto nuovo, sconcertante. Non so se riusciremo a costruire un nuovo alfabeto, sicuramente il rischio di annegare in questo mare c'è. Non penso nemmeno che si possano utilizzare le regole che abbiamo studiato per capire le immagini, c'è davvero la necessità di un'altra dimensione per analizzare il fenomeno». Roberta Valtorta, direttrice del Museo di Fotografia Contemporanea
Noto in alcuni amici professionisti la voglia di esplorare la fotografia con mezzi "alternativi". Sempre supportati però da una grande conoscenza della Post. Ho visitato da poco la mostra di un amico che con un semplice smartphone ha creato degli Still Life di oggetti quotidiani elaborati con una tecnica molto personale. Il risultato su grandi lastre era molto molto piacevole. Per diversificarsi ed esprimersi con idee nuove ogni mezzo è davvero lecito. La base artistica però è imprescindibile altrimenti si rischia di navigare in un mare di Fuffa...
Ciao!
user20639
inviato il 27 Febbraio 2015 ore 16:27
Ciao Lorenzo, tu dirai, ma come si fa a riconoscere l'arte in questo marasma di immagini? Forse, non è più necessario questo riconoscimento. Anzi, non lo è di sicuro. Perchè? Perchè, posso pensare ad alcune ipotesi: la prima è sul linguaggio, il linguaggio di oggi è completamente cambiato, si parla con l'immagine e dunque, abbiamo bisogno di significati immediati e facili da comprendere. Abbiamo bisogno di certezze, non ci possiamo fidare del singolo e delle sue psicologie personali e introspezioni freudiane, abbiamo bisogno di un linguaggio riconosciuto e sintetico. Forse, il futuro dell'immagine fotografica non sarà più una vocazione artistica, ma semplicemente di comunicazione, questo non vuol dire che l'immagine perde la sua capacità di emozionare o di evocare sogni. Lasciare le cose come sono, non fa altro che inasprire l'indifferenza al supporto fotografico in senso artistico. Essere fatalisti e aspettarsi che le cose cambino da sole, è come rinunciare all'arte stessa, semplicemente tutti coloro che hanno in mente di perseguire un risultato artistico sull'immagine, molto probabilmente useranno altre tecniche per produrre la stessa arte. Questo è già successo, in molte altre situazioni e mutazioni nella storia dell'uomo. Praticamente, non è importante se faccio un'immagine con la macchina, col pennello, con la matita, con la tessitura o lo scalpello, l'importante, è l'arte, è farla.
« L'uomo è la misura di tutte le cose di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono » Protagora da Abdera Se mi permettete, non avrò di certo un linguaggio altamente professionale e filosofico come il vostro, e non lo dico con tono ironico, fidatevi, ma a testimonianza di quanto dice Lorenzo Crovetto mi piacerebbe lanciare una piccola nota riflessiva.... Questa discussione ha evocato in me il ricordo Tom Wesselmann in una sua specifica opera d'arte realizzata con la tecnica combine-paintings. Vi prego di investire solo 10min del vostro tempo nella visione di questo video che tra un sorriso e qualche riflessione ci darà una versione ad ampio spettro di ciò che è corretto definire come arte! Grazie buona visione
user20639
inviato il 22 Aprile 2015 ore 23:25
Aspirante: penso che Decrescenzo abbia fatto un grande lavoro nella divulgazione della filosofia antica, ma se ha dubitato della consistenza dell'arte moderna, cosa vuoi..., non siamo tutti perfetti. Di Protagora da Abdera non dubito della sua onestà e saggezza, ma c'è un salto di 2500 anni, purtroppo o per fortuna, non si sa, di concetti nuovi ne hanno scoperti molti. Per comprendere l'arte, bisogna conoscere la storia dell'arte, che non è altro: la storia dell'uomo. Bisogna partire da un concetto base: idea+progetto+realizzazione. La realizzazione delle cose non può avvenire senza un progetto di fondo, ma tutti i progetti hanno bisogno di una idea iniziale. Con il tempo si è capito che la cosa più importante dell'esistenza sono le idee e nella scelta di queste idee si basa la nostra cultura e vita stessa. L'arte è un'idea. Di idee, c'è ne sono molte, ma vengono scelte quelle che sembrano migliori per governarci e darci la felicità. Le buone idee, sembrano scelte per il bene comune, si spera, quando non servono più si cambiano. L'arte è questo, un contributo che gli uomini danno per migliorare se stessi e la loro esistenza, spesso sono utopie mai raggiunte, ma quello che c'è di buono, viene utilizzato. Prova pensare, al contributo dell'arte per comprendere il male, per capire come neutralizzarlo o impedirlo. Un esempio è l'invenzione dei diritti umani, ci potranno aiutare? Lo vedremo. Ciao
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