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Fotoreporter di guerra ..


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user33346
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inviato il 21 Gennaio 2015 ore 13:34    

partiamo dal presupposto che chi spara pu ttanate lo si ignora e ci togliamo il pensiero...

Davvero credete che un "civile" possa tranquillamente arrivare al fronte di un conflitto?

in effetti lo credo abbastanza improbabile.. ma allora se nessuno ti chiama perchè sei sconosciuto
e non puoi andare da solo perchè ti è appunto impossibile vorrei capire come si inizia il mestiere di fotoreporter di guerra
pagetti racconta in altre interviste che sono importanti i contatti / conoscenti che operano in loco
ma da perfetti anonimi come si fa? (se si può fare)

user3834
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inviato il 21 Gennaio 2015 ore 13:41    

Attenzione nessuno ti vieta di andare in Siria, è difficile ma non impossibile e se non sai muoverti non ci arrivi. La Farnesina non ti vieta di prendere un aereo per la Turchia o per il Libano, poi li un modo per passare lo trovi, ma poi? e a chi ti affidi? come ci parli?

user33346
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inviato il 21 Gennaio 2015 ore 13:44    

dai parliamo di un fotoreporter maturo x affrontare un salto del genere mica di un pinco pallino qualsiasi!

avatarsenior
inviato il 21 Gennaio 2015 ore 13:56    

La mia domanda era appunto... Come si inizia?

user3834
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inviato il 21 Gennaio 2015 ore 14:13    

Alberto ti parlo da persona che non è mai stata in guerra quindi chiedi a chi c'è stato realmente, però da fotogiornalista ti dico...

1. Scegli un paese dove ci sono scontri in zone di confine ma con città sicure

2. Scegli un paese dove l'Italia è ben vista (tu sei italiano e verrai trattato in quanto tale e non in quanto persona)

3. Scegli un paese dove puoi arrivare e ripartire in maniera diretta

4. Contatta un agenzia a cui girare le foto che possa distribuirle a livello mondiale ma che non abbia pretese nei tuoi confronti

5. Valuta bene cosa ti porti dietro, potresti non avere acqua, cibo ed energia elettrica per giorni, mi preparerei anche fisicamente

6. In molti paesi l'unico modo di avere un sistema di trasmissione o di telefonia sono i telefoni satellitari.

Detto ciò, IO, se dovessi partire domani sceglierei il Libano e ti spiego il perchè... L'Italia è attualmente presente nel paese con un contingente militare molto ampio che si occupa di addestrare l'esercito nazionale. L'Italia e gli italiani sono mediamente ben visti e potresti anche trovare persone che parlano italiano. È un paese con scontri al confine che a volte arrivano nella capitale quindi esistono zone "tranquille".

La catena di attentati a sfondo settario che hanno interessato i quartieri della periferia sud di Beirut, in particolare dal luglio 2013 al giugno 2014, e' gradualmente scemata negli ultimi mesi. La persistenza nel Paese di forti tensioni confessionali e la ricorrenza di episodi di violenta ostilita' contro le Forze Armate libanesi (LAF) da parte di gruppi terroristici suggerisce tuttavia di NON abbassare il livello di guardia, evitando le citate aree, anche della capitale, e esercitando prudenza. Tutta la zona del confine nord-orientale con la Siria e la citta' di Tripoli sono assolutamente sconsigliate. Recenti scontri verificatisi tra l'esercito libanese e gruppi jihadisti in varie zone del Libano, soprattutto a Tripoli e nella Valle della Bekaa, hanno provocato la morte di 37 soldati e di una ventina di civili (oltre a svariate decine di terroristi). Oltre 30 tra militari delle LAF e uomini della Polizia sono stati sequestrati ad agosto, 25 dei quali permangono nelle mani dei loro rapitori.
Si suggerisce massima prudenza negli spostamenti nel territorio nazionale e, a titolo precauzionale, si consiglia di evitare luoghi affollati. E' opportuno mantenersi in stretto contatto con l'Ambasciata, segnalare la propria presenza e consultare regolarmente gli avvisi pubblicati sul sito www.viaggiaresicuri.it.

La periferia sud di Beirut (Dahiye) dal luglio 2013 ha subito numerosi attentati che hanno causato complessivamente decine di morti e centinaia di feriti. Sebbene gli ultimi attentati in ordine di tempo risalgano allo scorso mese di giugno si suggerisce massima prudenza, evitando di recarsi nelle predette zone e nelle aree di confine tra quartieri sciiti e sunniti. A Tripoli, frequenti sono gli scontri a fuoco tra sunniti ed alauiti, mentre una serie di attacchi recenti (ottobre 2014) nei confronti delle Forze Armate libanesi da parte di gruppi della jihad salafita hanno provocato la morte di 11 militari.

Ad Arsal, nella valle della Beqaa, durissimi scontri avvenuti nel mese di agosto tra esercito e gruppi jihadisti hanno provocato la morte di 19 soldati, 16 civili e di un numero imprecisato di terroristi. Oltre trenta militari sono stati inoltre sequestrati, 25 dei quali sono ancora nelle mani dei loro rapitori. Agli inizi di dicembre, nuovi attacchi terroristici alle LAF nell'Alta Beqaa (Ras Baalbek) hanno provocato sette morti tra i militari. Piu' in generale, nella Beqaa (in particolare a Baalbek, Arsal ed Hermel) si segnalano bombardamenti nelle aree attigue al confine con la Siria, e violenze a sfondo confessionale (omicidi, rapimenti, attentati). Nel giugno 2013, si sono verificati scontri tra salafiti ed Esercito a Sidone, mentre sussistono tensioni in altre aree del Libano (campi palestinesi).


Vuoi distribuire le tue immagini e farti conoscere... contatta la Nurphoto, agenzia dell'Aquila, distribuiscono in tutto il mondo e il ragazzo che la gestisce è una brava persona.

www.nurphoto.com/it/category/WAR



P.S.... non vi guardate troppi film MrGreen

avatarjunior
inviato il 21 Gennaio 2015 ore 17:53    

Bel post questo di Blackdiamond con nozioni interessanti sul come approcciare questo lavoro. Detto questo mi interessa l'aspetto del reperire notizie attendibili sul posto che si intende visitare....mi spiego: hai rimandato al sito della Farnesina viaggire sicuri, io nei miei viaggi ho sempre dato uno sguardo agli avvisi ma non mi sono mai trovato concorde. Sono rientrato dai territori palestinesi il 06/01/2015 dopo 12giorni di permanenza, l'avviso diffuso il 12/01/15 cita testualmente: ...A Gerusalemme si registrano livelli di tensione crescenti e si consiglia di prestare la massima attenzione. In questo momento è tornato forte il pericolo di atti terroristici. Gerusalemme Est e le aree della Città Vecchia prossime alla Spianata delle Moschee (e quest'ultima in primis) sono inoltre caratterizzate da incidenti frequenti fra forze di sicurezza israeliane e dimostranti palestinesi. Si raccomanda di prestare la massima allerta nelle aree menzionate, di evitare il quartiere di Silwan e Shufat e di osservare in tutta la città vigile attenzione e evitare ogni tipo di assembramento. In considerazione dei recenti episodi di attacco ai passeggeri del treno di superficie, si sconsiglia vivamente di ricorrere all'uso dei mezzi di trasporto pubblico. Si raccomanda prudenza nell'avvicinarsi o nell'attraversare il quartiere di Mea Shearim, dove è richiesto, soprattutto per le donne, un abbigliamento sobrio.

Vi assicuro che il clima non era certo quello, ho una qualche esperienza di viaggi (non sono un reporter e le foto non le faccio per lavoro) ma mi sono sinceramente chiesto dove reperiscano le notizie anche perché un caso contrario ( andate tranquilli- nessun problema e poi ti trovi in situazioni pericolose) mi metterebbe sinceramente in difficoltà!!!

user3834
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inviato il 21 Gennaio 2015 ore 18:21    

Block, la Farnesina non ti dirà mai che va tutto bene in zone ad alto rischio, un pò come quando vai in montagna a sciare e il giorno dopo una forte nevicata il pericolo valanghe diventa elevato, oppure al mare dove issano bandiera rossa con 4 onde.

avatarjunior
inviato il 21 Gennaio 2015 ore 20:53    

Ok , certo, era solo la curiosità di capire a che fonti attingano visto che l'aria che ho respirato era totalmente diversa. Se hanno contatti sul posto non parlano la stessa lingua...... E visto che comunque l'informazione ci può propinare un po' quello che vuole, per tornare all'origine del 3D, che Dio benedica i fotoreporter di guerra.

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2015 ore 9:06    

vi assicuro che viaggiare in zone di conflitto etnico può sembrare più pericoloso di quello che è.

avatarjunior
inviato il 17 Aprile 2017 ore 11:01    

Anche se a distanza di tempo dall'ultimo post, mi preme rispondere in parte a Block sul meccanismo di "viaggiare sicuri" gestito dalla Farnesina.

Il Ministero degli Affari Esteri in quanto tale, ha disseminati pressoché in ogni nazione che ha rapporti diplomatici con l'Italia Uffici come le Ambasciate ed i Consolati dove lavorano e vivono funzionari italiani che si occupano dei rapporti tra i due Paesi (ambasciate) e dei rapporti dei connazionali viventi in loco con la madre Patria (consolati).

Detto ciò le notizie sulla stato reale delle cose, oltre che essere carpite tramite i media, Tg e giornali locali del paese ospitante, direttamente dai funzionari, sono assicurate alle varie ambasciate dalle autoritá competenti del paese ospitante; ovviamente risulta difficile contraddire o non prendere sul serio un comunicato ufficiale che avverte di pericoli o scontri inoltrato direttamente dalle autoritá del posto.
Inoltre la sussistenza di uno stato di allarme o di pericolo non significa che questo debba manifestarsi obbligatoriamente ogni giorno.

Essendo stato in viaggio in Israele posso confermare che nel periodo della mia visita e permanenza era tutto tranquillo ma anche che un giorno nel suk si é verificata una non meglio spiegabile rissa con tanto di intervento delle autoritá ma che ha messo in subbuglio l'intera comitiva, anche se poi l'allarme è rientrato.
Secondo il mio modesto parere in certi luoghi dichiarati a rischio non bisogna mai associare l'apparente calma di chi ci vive alla tranquillitá e sicurezza, poiché chi vi abita è abituato a situazioni di allarme improvvise, e altrettanto rapidamente torna a manifestare una apparente calma una volta cessato l'allarme.
E comunque tutta la mia stima ai fotoreporter di guerra che, malgrado tutto, va anche essa documentata.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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