|
|
inviato il 21 Novembre 2014 ore 21:54
Le ciaspole le avevo prese in considerazione purtroppo alcune zone sono impervie e sono inutilizzabili, spero solo che non ci sia troppa neve. Felice di stimolare frullamenti vari, cerco solo di "invecchiare" bene!!!!!!!!!!!!! |
|
|
inviato il 21 Novembre 2014 ore 22:00
“ E adesso basta con questa discussione ché altrimenti mi mettete in testa anche questo programma „ ....magari avessi ancora questa opportunità!!!! Purtroppo mi tocca aspettare la migrazione primaverile nella zona dello stretto di Messina |
|
|
inviato il 21 Novembre 2014 ore 22:27
Non mi trovo in quelle zone in questo periodo |
|
|
inviato il 21 Novembre 2014 ore 22:28
Le uniche aquile reali che ho potuto vedere erano nelle Dolomiti. |
|
|
inviato il 11 Maggio 2015 ore 8:48
Io ho dovuto farmi tutto da me. Aiuti? Da nessuno,o quasi. Ho letto qualche libro,fatto 73(per ora) giornate sul campo in meno di un anno annotando tutto quello che ho visto e qualcosa ho imparato. Con tutte le precauzioni del caso,perchè l'aquila non la vedi sempre ma lei di sicuro ti vede sempre. Alla fine per me forse è stato meglio così,far da solo piano-piano,un passettino alla volta. Ora dopo quasi un anno di studio è difficile che non la vedo quando la cerco. Ho una Lumix 60X,faccio video e foto da lontanissimo,di non ottima qualità ma mi diverto e non disturbo un soggetto che non si può disturbare! Solitamente osservo da più di 400 mt. quando mi capita di vederla posata. In volo ti può arrivare molto vicina,ma in questo caso è lei che arriva non tu che ti avvicini. Oltre alla vista strepitosa che ha,ha anche un buon udito anche se fatica ad inquadrare la direzione del rumore. Di questo mi sono accorto sul campo 2 volte,e ne ho fatto esperienza. Condivido molto la risposta di Simone. Saluti. |
|
|
inviato il 11 Maggio 2015 ore 12:14
Grazie di aver condiviso la tua esperienza, a me personalmente è capitato di avvistarla 2 volte, la prima durante un escursione sulla neve, volava intorno ad una vetta a circa 500 metri di distanza, avevo con me solo la Nikon 1 con il 300 mm equiv. e quindi ho potuto fare ben poco, ma l'esperienza vissuta resta indimenticabile. La seconda volta invece mentre fotografavo 2 nibbi reali in lontananza, mi è capitato di beccarla a mia insaputa, pensando fosse appunto uno dei nibbi allontanatosi, e me ne sono accorto con molta sorpresa solo quando ho rivisto le foto sullo schermo del PC...è bello perché spesso quando meno te l'aspetti la incontri, ma ancora non mi è mai capitato di vederla posata... |
|
|
inviato il 17 Maggio 2015 ore 20:55
Per vederla posata devi cercare lungo le creste dove di solito la vedi volare,le creste sono quasi sempre i confini dei territori,se vedi su queste qualcosa che ricorda un ometto di pietre(quelli che gli escursionisti fanno sulle cime)o qualcosa che interrompe la cresta e ricorda un piccolo uomo...,fermati a sbinocolare. In questo modo escludi tutto quello che non è aquila...ma sembra,e studi tutto quello che potrebbe essere aquila perché hai ormai studiato tutte le elevazioni che interrompono la cresta che stai osservando e sai dove ci sono quelle elevazioni che sembrano aquila ma che in realtà non sono...ok? Ti ci vuole però innanzitutto un binocolo,e poi un cannocchiale. O al posto del cannocchiale una di quelle compattine che girano oggi,come quella che uso io... la Lumix 60X. I posatoi nei punti panoramici sulle creste sono abitudinari per l'aquila,se ne trovi uno è già un buon passo per valutarla meglio e provare a capirne l'home range... ciaooo |
|
|
inviato il 19 Maggio 2015 ore 0:31
Nella valle dove abito io (ch), percorrendola per tutta la lunghezza, se ne trovano almeno due coppie.. Qualche giorno fá ho scattato una foto abbastanza nitida seppure a una granda distanza proprio dalla porta di casa dopo che dalla cucina avevo visto qualcosa volteggiare sul bosco..! Troppo distante per distinguere i dettagli ma forma e colorazione non lasciano dubbi..! Animale splendido :) |
|
|
inviato il 07 Ottobre 2015 ore 14:47
Mi chiedo davvero, senza nessun intento di polemica personale con chi non conosco, da dove Daniele Ruggeri tiri fuori tante cose senza fondamento. E' una stupidaggine, ovviamente, che all'aquila cresca il becco e se lo debba stoicamente limare contro la roccia. E' parimenti una stupidaggine che mamma aquila scaraventi gli aquilotti nel vuoto distruggendo il nido e salvandoli se proprio non provano a volare.Se così fosse la specie aquila si sarebbe estinta da tempo e nessun grande nido sarebbe visibile, come invece accade, e riutilizzato a rotazione per anni se non per decenni dalla coppia che occupa quel territorio. Inoltre l'aquila non vola solo "in alto", ma in molte occasioni - le migliori fotograficamente - anche molto più vicino al terreno, sfruttando valli e valloni per arrivare non vista sul luogo dove forse dall'alto, prima, ha avvistato le prede. E infine: i nidi sono in effetti su roccia (nella Alpi, salvo rari casi su albero) ma attenzione, non così in alto come quota: in genere dai 1400 ai 2000 mt. Questo perchè così le prede (ad es. le marmotte) catturate più il alto, sulle praterie alpine, possono essere portate in discesa al nido. Concordo con chi invita alla massima prudenza se non a rinunciare a foto e riprese al nido, che presentano il rischio di disturbare e anche di far fallire la nidificazione stessa. Io l'ho fatto anni fa dopo consigli diretti e letture ammonitrici e con queste precauzioni: solo quando l'aquilotto è abbastanza avanti nello sviluppo (circa metà giugno nelle Alpi), a distanza notevole (troppa per foto veramente buone!) e recandomi sul luogo di notte per sistemare un capanno mimetico ben nascosto dove attendere l'alba. Così non ho arrecato disturbo, ma ora ritengo che siccome di foto di nidi sono pieni gli archivi sia più vantaggioso puntare ad altri aspetti. Ad esempio il volo, idea valida per tutte le stagioni e migliore con le belle luci autunno-invernali. Occorre in questo caso studiare e capire le abitudini dell'aquila e attendere (per ore) il suo passaggio mentre caccia, con riprese se possibile dall'alto o alla stessa altezza, in genere migliori di quelle da basso in controluce verso il cielo. Nel periodo di nidificazione invece va detto che l'adulto utilizza posatoi che non sono così vicini al nido (e quindi non si disturba la specie), luoghi dove fra l'altro lascia le prede per portarle in seguito al nido: tutte situazioni naturalisticamente e fotograficamente interessanti. |
|
|
inviato il 07 Ottobre 2015 ore 15:04
Lomapada, non ti meravigliare, io so di aquile che usano le penne delle ali per scrivere lettere d'amore alle loro femmine con il succo di mirtillo al posto dell'inchiostro, e le imbucano nelle fessure degli alberi. |
|
|
inviato il 07 Ottobre 2015 ore 15:24
Del resto il succo di mirtillo migliora la vista, e questo è uno dei segreti dell'aquila reale e della sua prodigiosa capacità di avvistare le prede! Invece gli umani che camminano 2 o 3 ore per arrivare in un buon posto dove fotografare l'aquila in volo, molto spesso non la vedono arrivare se non all'ultimo, e allora sembra quasi un'apparizione, soprattutto se è particolarmente vicina. E' uno spettacolo che vale sempre la camminata, persino se non si fa in tempo a far una buona foto. |
|
|
inviato il 07 Ottobre 2015 ore 21:04
Condivido quello che hai detto sulla foto al nido; sarebbe ancora un argomento interessante da sviscerare ma ormai è passato di moda (e sicuramente è bene che così sia). In effetti il tempo per eventuali immagini è fondamentale e vale per tutti i volatili; coincide con quel periodo nel corso del quale la coppia non è più disposta a non portare fino in fondo il suo compito. Ancora una volta dico che il discorso porterebbe via qualche centinaio di pagine di topic; troppo . Circa due anni or sono ho provato, riuscendoci, a calcolare l'ultimo giorno di permanenza al nido di una nidiata di cinciallgre; eticamente meritavano lo stesso rispetto di una coppia di aquile . |
|
|
inviato il 08 Ottobre 2015 ore 10:39
La faccenda delle precauzioni per immagini al nido è complessa. In un loro film i coniugi Lapied (cineasti francesi specializzati in animali delle Alpi) mostrano lo sviluppo dell'aquilotto fin dai primissimi giorni, il che pare in contrasto con le più elementari norme di prudenza. Suppongo però che utilizzino un capanno fisso montato molto prima, e che sia possibile entrare in questo capanno senza esser in alcun modo visti dall'adulto, a maggior ragione usando il buio notturno. Tutto funziona, visto che si assiste man mano alla crescita del pullo. Angelo Gandolfi, noto fotografo naturalista, cominciò le sue pubblicazioni sulla gloriosa rivista "Oasis" (la ricordate?) con un servizio al nido dell'aquila minore fatto in Spagna e con ottiche normali tanto era vicino il capanno. Solo che il professionista sa o dovrebbe sapere il fatto suo e conoscere bene i comportamenti delle specie. Inoltre dalla sua parte ha il tempo: non è detto che un appassionato abbia il tempo di trovare proprio quel nido con caratteristiche utili per agire con la massima prudenza, o il tempo di sistemare un capanno in tardo autunno davanti a un presunto nido d'aquila (che forse sarà occupato, ma solo forse) così che l'aquila ci si abitui e mai più possa sospettare una presenza umana in un bel giorno di 6 o 7 mesi dopo. Ecc. ecc.. Quindi in difetto di tempo se non di esperienza utilizzo precauzioni simili a quelle di F.Sestili, e per qualsiasi nido (più che giusto). Se poi un rampichino alpestre continua a nutrire i pulli senza nessun segno di allarme o ritardo mentre per caso mi sono avvicinato al larice dove ha fatto il nido, ringrazio Madre natura e gli dedico un pò di riprese. Aggiungo infine un libro sicuramente consigliabile: L' aquila reale. Biologia, status e conservazione - di Fabio Borlenghi. Ce ne sono anche altri validi ma più difficili da trovare come distribuzione. |
|
|
inviato il 08 Ottobre 2015 ore 11:01
Siamo totalmente in linea; ricordo benissimo il servizio di Gandolfi. Soggetto visto occasionalmente dalla strada, allestimento di una precaria postazione, nessun disturbo. Summa di quello che hai detto e delle mie convinzioni è che nulla è di per sé precluso ma avere una profonda conoscenza del da farsi è indispensabile; appropriato l'esempio di Angelo Gandolfi. 'E proprio leggendo i suoi articoli in Tutti Fotografi e Fotografare che, partendo da un antico interesse per la natura, arrivai alla foto; era l' '80-'81. Ho letto da qualche parte che gli utenti di questo forum sono arrivati a 60.000; ultimo dato certo 43.000. Da una parte altrettanti voci favorevoli alla conservazione ambientale, dall'altra oggettivo pericolo di comportamenti sconsiderati ahimé. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 258000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |