user80653
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 19:57
L'incremento della nitidezza è diventato oggi, col digitale, una vera e propria ossessione e la spiegazione potrebbe essere che oggi l'aumento di nidezza è possibile , mentre con l'analogico non lo era. Ci si fa prendere la mano da questa possibilità di aumentare la nitidezza e la si utilizza, a volte, per nascondere la pochezza di contenuto di un'immagine. Ogni tanto mi capita di vedere foto che, se non fosse stata applicata la maschera di contrasto, sarebbero state migliori. |
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inviato il 07 Novembre 2015 ore 21:02
PP si, PP no. Ora siamo arrivati a definizione si o no. Come già detto, sicuramente in certi settori la definizione è un valore aggiunto (in realtà, se dosata bene, io direi in tutti settori, a meno che non si vogliano ottenere effetti particolari), per cui non capisco il problema, l'origine del quesito. Se c'è è meglio, punto e basta. Fuori dai denti, forse il problema è un altro: la definizione bisogna saperla ottenere, sul campo e in PP, e questo probabilmente crea qualche mal di pancia... |
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inviato il 08 Novembre 2015 ore 1:25
piergiovanni infatti adams sul finire della carriera usava hasselblad e zeiss. |
user12181
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inviato il 08 Novembre 2015 ore 8:16
La mia idea di foto definita risale a quando, da piccolo, sfogliando un album di mio nonno con foto della prima guerra mondiale, purtroppo andato poi perso, rimasi colpito dalla nitidezza dei bottoni metallici dei soldati in una foto di gruppo, ferivano gli occhi. Da allora per me una foto non è mai troppo nitida. Non deve però esserlo necessariamente su tutta l'immagine, ovviamente, anche se nei paesaggi tendo a seguire le convinzioni del gruppo f/64 (ma basta e avanza la lezione del nostro, insuperato, neppure da Ansel Adams, Vittorio Sella...) . Non parlo di sharpening in PP, di cui si abusa con risultati orrendi, ma di nitidezza determinata innanzitutto dall'hardware. |
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inviato il 08 Novembre 2015 ore 10:01
Quoto la tua opinione Murmunto. Già negli anni venti del secolo scorso circolavano macchine a soffietto e quindi "tascabili", con obiettivi di ottima qualità che producevano foto dove erano ben leggibili i dettagli. Il problema attuale è appunto lo sharpening che viene già attuato spesso dal processore della macchina fotografica digitale e l'abuso generalizzato della saturazione |
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