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Il ritorno della pellicola nella comunicazione sportiva


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avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 14:02    

Sono fotografi, non ho idea di cosa usino. ;-)

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 15:36    

Schyter

poteva almeno dargli una sistemata alle guarnizioni di chiusura ....a meno che le infiltrazioni di luce non le abbia aggiunte dopo.....magari con PS MrGreen

Ma si son belli sti aggeggi ,ne ho anche io ancora qualcuno....ma non credo li usino a bordo campo MrGreen

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 16:02    

Ciò detto, tornando in tema, avete visto i 3 esempi fatti?
Che ne pensate?


A livello cromatico mi piacciono molto le foto di Ross Bell anche se mi piacciono certi particolari saturi di Piotr Staron, come taglio fotografico entrambi validi, complessivamente quello che mi è meno piaciuto è Daniele Molineris

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 16:29    

Si, loro due (Bell e Staron) sono tra i miei preferiti, però sono veramente (in mia opinione eh) bravi.

E non sono vecchi :-P

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 16:49    

E non sono vecchi :-P


Il mondo è dei giovani, l’ho sempre detto!
Io la mia parte l’ho fatta (sono un boomer quasi a fine era) e continuo a farla, però largo ai giovani, ce ne sono tanti bravi e capaci, poi ognuno è figlio del proprio tempo anche se spesso mi scopro più giovane (mentalmente) di quelli della Gen Z MrGreen

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 16:54    

Ma certo, era una frecciatina a coloro che sostenevano che ci sono "solo i grandi vecchi" ;-)

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 17:30    

Si, loro due (Bell e Staron) sono tra i miei preferiti, però sono veramente (in mia opinione eh) bravi.

E non sono vecchi :-P


Ciao Sigmarco, e ciao a tutti

se posso esprimere la mia opinione, non mi piace nessuno dei tre.
Non te la prendere (si sta facendo du chiacchiere), ma mi ricordano quelle foto che si vendono sui siti di stock, sono tutte uguali, poi uno le desatura e fa l'hdr, un altro usa un po' il grandangolo per esasperle un po'..... ma manca l'anima a queste foto.

Non è perché queste sono digitali mentre quelle di Muhammad Alì di Neil Leifer sono fatte con la pellicola, è perché quest'ultimo era BRAVISSIMO, pur con mezzi limitati, mentre i giovani che ci hai presentato (che hanno tempo per migliorare sicuramente) pur con mezzi avanzatissimi stanno nella media.....



[IMG]https://i.postimg.cc/xTYyVGwr/53e3e56f4130a45b0168c7622d1fd165.webp[/IMG]

[IMG]https://i.postimg.cc/HsH410fF/5ec0f5a1e10e7e96802ff15323753689.webp[/IMG]

[IMG]https://i.postimg.cc/6p88ky57/985d63014d063846fd9dedab13a41408-7d7e3805-6dc3-4498-b9b5-f6e2073ae663.webp[/IMG]

[IMG]https://i.postimg.cc/RVs3pc9L/NEIL-LEIFER-WILLIE-DAVIS-1965.webp[/IMG]

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 17:50    

@Teofilatto mi permetto di dare un’ulteriore parametro di lettura, l’evoluzione c’è stata in tutti i settori, non solo in campo fotografico, quindi oggi chi riprende (fotograficamente parlando) si ritrova a gestire una serie di parametri e condizioni assai mutate rispetto al passato, così come c’è stata un’evoluzione del gusto, in questo caso visivo, un parallelo è sempre difficile da sostenere, come ho scritto “ognuno è figlio del proprio tempo”, inoltre anche in passato, nelle arti spesso i geni non sempre sono stati subito compresi.

P.S. dei collegamenti che hai postato io visualizzo solo l’ultimo

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 18:04    

Non te la prendere


Ma figurati! Anzi, ci sta che non piacciano!
Poi i commenti educati ed argomentati sono sempre ben visti a prescindere.

Per quanto riguarda il tema, capisco il tuo punto. Diciamo che la MTB negli ultimi ha avuto uno sviluppo molto veloce e molto moderno, il che porta penso anche ad avere un certo tipo di foto.

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 18:41    

Ma figurati! Anzi, ci sta che non piacciano!
Poi i commenti educati ed argomentati sono sempre ben visti a prescindere.


per fortuna ci sono ancora persone con le quali ci si può confrontare con serenità, grazie!

@Teofilatto mi permetto di dare un’ulteriore parametro di lettura, l’evoluzione c’è stata in tutti i settori, non solo in campo fotografico, quindi oggi chi riprende (fotograficamente parlando) si ritrova a gestire una serie di parametri e condizioni assai mutate rispetto al passato, così come c’è stata un’evoluzione del gusto, in questo caso visivo, un parallelo è sempre difficile da sostenere, come ho scritto “ognuno è figlio del proprio tempo”, inoltre anche in passato, nelle arti spesso i geni non sempre sono stati subito compresi.

P.S. dei collegamenti che hai postato io visualizzo solo l’ultimo


Sicuramente, il gusto del momento è conseguenza di quello che dici, di una evoluzione culturale (non necessariamente intesa in senso positivo) che fa sì che per un certo periodo piacciano le zampe ad elefante ed il baffo ed in altri pantaloni attillati e cranio rasato. Dall'altra parte però sono convinto che esistano canoni assoluti che sono immutabili perché insiti nel modo di funzionare del cervello degli esseri umani. Questi canoni sono presenti in quelle opere che vengono apprezzate dai più in maniera viscerale, in modo quasi inconsapevole, senza i filtri culturali. Sono quelle opere che piacciono anche dopo anni o secoli indipendentemente dalle mode del momento.

Ci sono delle discipline, tra le quali la neuroestetica, che si occupano di questi temi. Non si può riassumere senza semplificare eccessivamente, ma ci provo: nella nostra evoluzione il sistema visivo ha imparato a riconoscere stimoli diciamo positivi che hanno aiutato la specie a sopravvivere: il contrasto (specie quello in movimento utile per individuare prede o predatori), la simmetria (un partner di accoppiamento asimmetrico forse è meglio evitarlo), un paesaggio con buona visuale, arioso ed ordinato permette di vedere a distanza, e ancora altri.... Ecco queste cose ci risuonano in testa da millenni e ci fanno star bene, e secondo me le opere visive (incluse le foto) che sopravvivono nel tempo probabilmente contengono una serie di questi fattori oltre al fatto di non essere ripetitive come quelle che ci vengono somministrate oggi.

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 18:56    

Non si può riassumere senza semplificare eccessivamente, ma ci provo: nella nostra evoluzione il sistema visivo ha imparato a riconoscere stimoli diciamo positivi che hanno aiutato la specie a sopravvivere: il contrasto (specie quello in movimento utile per individuare prede o predatori), la simmetria (un partner di accoppiamento asimmetrico forse è meglio evitarlo), un paesaggio con buona visuale, arioso ed ordinato permette di vedere a distanza, e ancora altri.... Ecco queste cose ci risuonano in testa da millenni e ci fanno star bene, e secondo me le opere visive (incluse le foto) che sopravvivono nel tempo probabilmente contengono una serie di questi fattori oltre al fatto di non essere ripetitive come quelle che ci vengono somministrate oggi.
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Una riflessione molto acuta Teo...

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 19:06    

Una riflessione molto acuta Teo...


Caro Paolo,
per motivi professionali mi occupo di cervello, e queste tesi non sono mie, le leggo su libri ed articoli. Sono gli autori ad essere acuti....

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 19:24    

Dall'altra parte però sono convinto che esistano canoni assoluti che sono immutabili perché insiti nel modo di funzionare del cervello degli esseri umani. Questi canoni sono presenti in quelle opere che vengono apprezzate dai più in maniera viscerale, in modo quasi inconsapevole, senza i filtri culturali. Sono quelle opere che piacciono anche dopo anni o secoli indipendentemente dalle mode del momento.


Si chiamano Sequenza di Fibonacci e Sezione Aurea, che sono due cose distinte ma hanno un legame tra loro, detto in parole povere per non entrare in un tema affascinante ma non è questo il contesto per sviscerarlo.

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 19:30    

Non è perché queste sono digitali mentre quelle di Muhammad Alì di Neil Leifer sono fatte con la pellicola, è perché quest'ultimo era BRAVISSIMO, pur con mezzi limitati, mentre i giovani che ci hai presentato (che hanno tempo per migliorare sicuramente) pur con mezzi avanzatissimi stanno nella media.....
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C'è tutta una storia dietro quella fotografia caro Teo, una storia che parte dal match antecedente, che continua con quello che sta dicendo Ali nel momento in cui Leifer l'ha fotografato, poi in quello che Leifer ha sentito che qualcuno diceva a Liston e poi, soprattutto, in quello che Liston NON HA MAI VOLUTO (o POTUTO) DIRE.
Una immagine iconica che suggella il mito del "Più Grande", ma che tuttavia rappresenta anche il punto più basso, e oscuro, cui é mai giunto il Pugilato.
In quella foto, in definitiva, è ritratta la rappresentazione più alta del trionfo sportivo, senza nulla togliere a Neil Leifer meriterebbe di essere inserita in quella opera sublime della creatività umana che è il film/documentario Olympia di Leni Riefenstahl, ma nel contempo racconta anche una delle pagine più nere e tristi mai scritte nella Storia dello Sport.

avatarsenior
inviato il 09 Luglio 2026 ore 19:47    

ma nel contempo racconta anche una delle pagine più nere e tristi mai scritte nella Storia dello Sport.


Ma poi com’è realmente andata? Se ne sono dette e scritte tante!

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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