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inviato il 31 Maggio 2026 ore 12:22
Secondo me il processo è irreversibile, la storia si ripete ma nessuno ne trae insegnamento e anche in questo caso si chiude la stalla dopo che sono scappati i buoi. Tutto questo finirà quando la Cina e i cinesi avranno raggiunto un livello di benessere così elevato da iniziare a cercare paesi e popoli con poche esigenze a livello sociale e con basso costo di manodopera sui quali delocalizzare la loro produzione. L’ho fatta volutamente semplice, poi se qualcuno ha voglia e pazienza di approfondire il concetto e integrarlo con grafici, link e altro ha la mia approvazione e benedizione |
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inviato il 31 Maggio 2026 ore 13:26
questo thread è andato off topic 7 pagine fa, mi stupisco che ancora non sia stato chiuso |
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inviato il 31 Maggio 2026 ore 13:28
Mica vero, il titolo è sui cinesi, non su qualche aspetto specifico della Cina e della sua popolazione! |
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inviato il 31 Maggio 2026 ore 14:11
“ questo thread è andato off topic 7 pagine fa, mi stupisco che ancora non sia stato chiuso „ Uffa. “ Mica vero, il titolo è sui cinesi, non su qualche aspetto specifico della Cina e della sua popolazione! „ Appunto. “ Secondo me il processo è irreversibile „ Sistole e diastole delle Storia.Tanto care a Sossio Giometta. “ Lavorando come ciuchi 20 ore al giorno per un pugno di riso. „ Forse perchè in Cina le tutele sono le stesse di quelle della Rivoluzione Industriale che andarono migliorando nei decenni a venire. Forse.Come scritto la Cina non ha rinunciato alla sua ideologia. |
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inviato il 31 Maggio 2026 ore 14:53
mah...io ho il laowa e và benissimo...il 7artisan 10mm f2,8 è rettilineare e manuale, se si evitano elementi in primissimo piano ai lati và benissimo, al limite si correggono un pò con imadio. |
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inviato il 01 Giugno 2026 ore 20:01
Raga....ma a voi non fa lievemente impressione che in Cina tirano su un grattacielo finito in due settimane? Non basta come tecnologia??? |
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inviato il 01 Giugno 2026 ore 23:13
“ Raga....ma a voi non fa lievemente impressione che in Cina tirano su un grattacielo finito in due settimane? Non basta come tecnologia??? „ Robinik io ammiro la Cina per la sua tecnologia, ma il grattacielo finito in 2 settimane non è tecnologia. E' schiavitù. Se hai una minima idea di come funziona il mondo del lavoro in Cina puoi capire che la manodopera oltre a non costare nulla è basata su nessuna garanzia e nessuna 'tutela' del lavoratore. Se escludi i 100milioni che lavorano nei poli tecnologici, tutto il resto della forza lavoro è in un regime di quasi schiavitù. Lo stesso dicasi per i successi dello sport. Un bambino povero viene allenato, vestito, ospitato perché diventa un atleta e porti risultati. Se i risultati non arrivano o se diminuiscono ritorna nella povertà e con lui la sua fa famiglia. Questo si traduce in una volontà di ferro per elevare il tenore di vita (da zero) della famiglia. Nel lavoro è lo stesso. Devi produrre per 12 ore al giorno (pensate che solo a Prato i cinesi vengano sfruttati?) 7 giorni su 7. E grazie a questo mantieni la famiglia. Con un contratto rinnovato di giorno in giorno. In Cina non esiste la liquidazione, non esisteva (non so se negli ultimi anni qualcosa è cambiato) la pensione, anche la malattia pagata è solo in alcune aziende. In questo modo puoi elevare un grattacielo in 2 settimane, puoi spostare 1milione di case e di persone per creare una diga, puoi chiudere 500km di autostrada e farla pulire a mano con le scope (fatto realmente accaduto, mi sembra una 15a di anni fa). Carlo |
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inviato il 02 Giugno 2026 ore 9:26
“ Robinik io ammiro la Cina per la sua tecnologia, ma il grattacielo finito in 2 settimane non è tecnologia. E' schiavitù. „ Non dico che le condizioni dei lavoratori in Cina siano invidiabili, ma la costruzione di un grattacielo in tempi brevissimi non necessariamente comporta condizioni estreme di lavoro. Senza una tecnologia di prefabbricazione avanzatissima, puoi avere migliaia di schiavi, ma non riesci nemmeno lontanamente ad avvicinarti a queste tempistiche, sei proprio su ordini di grandezza diversi. In quei grattacieli vengono posati porzioni di solaio di grandi dimensioni comprensivi di pavimentazione finita ed impianti; quando hanno finito un solaio al piano inferiore possono anche iniziare con l'arredamento mentre sopra iniziano con le strutture verticali ed il solaio del piano successivo. Ci vuole "solo" progettazione e coordinazione in cantiere a livelli altissimi. Bisogna anche che il grattacielo sia regolare per tutta l'altezza, penso che sarebbe quasi impossibile tenere questi tempi con strutture complesse dal punto di vista architettonico, ma forse arriveranno anche a questo. Certamente il cantiere non si è fermato per un secondo, ma immagino che abbiano fatto tre turni di otto ore. Tutto questo si potrebbe fare anche in Italia rispettando le esistenti leggi sul lavoro e sulla sicurezza esistenti. |
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inviato il 02 Giugno 2026 ore 10:55
Carlopi.....evidentemente non hai le idee molto chiare sul cosa significhi assemblare un grattacielo in due settimane! Altrochè schiavitù!!!! Io ho guardato un servizio sulla Rai e quelli fanno PAURA!!! Hanno una tecnologia ed una organizzazione che ti lascia a bocca aperta, ed è difficile da credere, ma ci riescono! Non vedi nessuno schiavo girare per il cantiere, ma solo personale estremamente qualificato ed organizzato! |
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inviato il 02 Giugno 2026 ore 12:25
Concordo, gli standard di sicurezza sono alti come negli altri paesi anzi… in Cina, un incidente grave in un cantiere non comporta solo sanzioni pecuniarie, i direttori dei lavori e i responsabili della sicurezza rischiano l'arresto immediato e il carcere per negligenza. Ciò non preclude incidenti mortali visto il mostruoso numero di cantieri ed i ritmi a cui lavorano. In ogni caso è impossibile negare che sia il paese più avanzato in termini tecnologici e organizzativo. |
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inviato il 02 Giugno 2026 ore 14:42
“ Carlopi.....evidentemente non hai le idee molto chiare „ Provo a spiegarmi meglio. Perché le idee le ho chiare. Anche in Italia (Europa) puoi costruire un grattacielo in 2 settimane. Solo che non lo fa nessuno perché dovresti avere un numero di specializzati talmente alto che sarebbe antieconomico (anche i macchinari più sofisticati hanno bisogno di personale). In Europa (e quasi in tutto il mondo) il costo dell'operaio è di gran lunga superiore perché nel suo interno ci sono molte voci per la sua stessa tutela (in primis l'orario di lavoro). Nella stragrande maggioranza delle aziende cinesi (escludiamo quelle 'famose' sotto gli occhi di tutti) il lavoratore NON ha nessuna tutela. E' uno schiavo. Alle Olimpiadi ammiriamo gli atleti cinesi sopratutto nelle discipline dove l'esercizio e la costanza sono alla base del risultato. Immagino sappiate come i bambini vengano selezionati per la ginnastica, per i tuffi ecc.... e come vengano 'allenati' al risultato perfetto. Se il risultato manca (2° in una graduatoria di 1000) vengono rispediti nelle campagne e perdono i sussidi per loro e per la loro famiglia che di solito è poverissima. Nel mondo del lavoro non è molto diverso. Mio cognato (quindi una persona che conosco direttamente) è stato per 2 anni direttore di uno stabilimento italo-cinese (33% italiano, 33% Stato cinese, 33% azienda cinese di proprietà dello Stato) e un pochino la realtà l'ha vista da vicino. Nelle aziende cinesi quando ci sono le telecamere è tutto modernissimo ed efficiente, nella realtà 9/10 dei lavoratori sono schiavi con contratti rinnovati di giorno in giorno, nessuna garanzia, nessun tfr. Pensate che lo sfruttamento della manodopera sia solo a Prato? Un po' ingenuo. “ in Cina, un incidente grave in un cantiere non comporta solo sanzioni pecuniarie, i direttori dei lavori e i responsabili della sicurezza rischiano l'arresto immediato e il carcere per negligenza. „ Mac questo avviene solo per i lavoratori delle big company che sono 'molto in vista' anche nel mondo occidentale. Un incidente in un cantiere per essere punito deve essere scoperto... Mi ripeto confermando che in Cina la tecnologia c'è ed è avanzatissima, più che da noi. Che di invenzioni e brevetti ne producono moltissimi, più che da noi. L'esempio del grattacielo in 2 settimane però non è l'esempio corretto, non è da ammirare perché è il prodotto dello sfruttamento dei lavoratori. Carlo Anche in Qatar (altro posto dove c'è la schiavitù) costruiscono ugualmente grattacieli e stadi in poco tempo....fateci un salto a guardare. |
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inviato il 02 Giugno 2026 ore 15:22
“ E' schiavitù. Se hai una minima idea di come funziona il mondo del lavoro in Cina puoi capire che la manodopera oltre a non costare nulla è basata su nessuna garanzia e nessuna 'tutela' del lavoratore. „ Appunto.Poco da ammirare. “ Anche in Qatar „ Strano,in Cina sono all'avanguardia nella tecnologia.Vi risulta che lo siano anche le petromonarchie? Queste si limitano ad acquistare? |
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inviato il 02 Giugno 2026 ore 17:26
Avete una visone molto ma molto distorta della cina e del mondo del lavoro cinese. Quello che rende la cina molto competitiva non è il basso costo della manodopera (che è più alto di alcuni paesi europei) ma l'organizzazione efficiente e la modernità delle linee di produzione. Le lavorazioni a basso costo orario vengono fatte fare tipicamente in vietnam o in birmania. Il sistema pensionistico cinese è buono, l'età pensionabile è di 63 anni per gli uomini e 55 per le donne. Le pensioni sono più vicine ai salari di quanto lo siano in europa. Il sistema sanitario è di libero accesso, e valido. La prevenzione contro gli infortuni è seria, le inspezioni frequenti e le sanzioni ben più severe che in italia o in francia. L'orario lavorativo in cina è di 44 ore settimanali, tipicamente su 5.5 o 6 giorni di lavoro settinanali. Il grave problema oggi dell'ecomomia cinese è la mancanza di lavoratori, dovuto all'età media molto elevata della popolazione. |
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inviato il 02 Giugno 2026 ore 18:08
“ Il grave problema oggi dell'ecomomia cinese è la mancanza di lavoratori, dovuto all'età media molto elevata della popolazione. „ Il grave problema dell’economia cinese oggi non è più soltanto quello della disponibilità di manodopera a basso costo, come poteva apparire fino a qualche anno fa. La Cina sta entrando in una fase molto diversa, segnata da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un forte calo della natalità. Si tratta di un problema reale e strutturale, difficile da correggere con semplici incentivi economici, perché non dipende soltanto dal reddito o dal costo della vita. Anzi, spesso riguarda proprio l’evoluzione sociale, culturale e urbana di un Paese che è cresciuto a una velocità impressionante. È interessante osservare come, in meno di quindici anni, si sia passati dalla situazione descritta da Carlopi, che corrisponde anche alla mia esperienza lavorativa diretta con la Cina di circa quindici anni fa, a quella descritta oggi da Pie11. Quello che ho riportato non nasce da una valutazione astratta, ma dalla testimonianza raccolta durante un convegno a cui è stato invitato un mio collega, progettista di parchi gioco e aree di socializzazione per bambini. Dopo aver lavorato in contesti come gli Emirati, oggi viene chiamato anche in Cina, proprio perché il tema dell’infanzia, della socialità e degli spazi per le nuove generazioni sta assumendo lì un significato molto diverso rispetto al passato. Questo, secondo me, racconta bene la velocità con cui la Cina sta cambiando: da Paese simbolo della sovrabbondanza di forza lavoro a Paese che deve iniziare a interrogarsi seriamente sul proprio equilibrio demografico e sociale. |
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inviato il 02 Giugno 2026 ore 18:49
“ Avete una visone molto ma molto distorta della cina e del mondo del lavoro cinese. „ sarà io la vedo come Carlopi. Ho a che fare con aziende cinesi nel settore della Sanità. A parte la libertà (e mi fermo qui perchè non è il caso di andare oltre) con la quale cambiano claims ai loro prodotti, cambiamenti che da noi in Europa richiederebbero mesi e montagne di soldi, di test, di enti notificati (da pagare anch'essi), di controlli, (e grazie al × che ci mangiano in testa), parlando con loro mi raccontavano di avere una settimana di ferie l'anno - e credo che quelli con cui lavoro io siano lavoratori di "fascia alta", diciamo, laureati Prova a proporre ad un dipendente qualsiasi europeo 7gg di ferie l'anno a contratto. Quando ti rispondono tutti di si, rifacciamo i conti sul famoso grattacielo. Perché sono d'accordo sull'organizzazione, ma questa dipende anche dalla mancanza di libertà. In Europa (con grandi differenze tra i paesi), puoi permetterti grandi flessibilità - salvo sentirsi sempre raccontare della logica schiavo-padrone dai soliti professori di vittimismo h24. Poi hai a che fare con quelle civiltà e ti rendi conto che l'organizzazione, come è normale che sia, funziona a pennello se tutti rispettano al millimetro i ruoli, con abnegazione illimitata. Così funziona là. Noi invece normiamo per contratto i 10" di pausa caffè e vogliamo introdurre la malattia per le mestruazioni... va tutto benissimo eh? poi non stupiamoci, con due livelli così diversi di trattamento dei lavoratori, che grazie al globalismo e a tante altre cose (il suicidio dell'automotive, ad esempio) stiamo scomparendo |
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