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inviato il 15 Giugno 2026 ore 12:21
Ma che c'entra il protezionismo con quelle che sono libere scelte di posizionamento commerciale? Credo che ogni azienda sia ben libera di adottare la strategia di prodotto che meglio ritiene più remunerativa. Per fare commenti a ragion veduta si dovrebbero conoscere diversi dati aziendali: quanto margine sulle ottiche perderebbe Canon aprendo il mount e invece quanto margine sui corpi perde ora per mancate vendite? Quanto è satura la capacità produttiva sui corpi macchina (ovvero sarebbe in grado di vendere più macchine se aprisse il mount e avesse più richieste)? Le vendite sono in linea con i propri piani industriali o stanno invece soffrendo la decisione? |
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inviato il 15 Giugno 2026 ore 14:23
“ a fine anni settanta od inizio 80, Nikon aveva iniziato a fare ottiche grossomodo equivalenti dei propri obiettivi standard , ma che costavano decisamente meno, per chi voleva iniziare con il loro marchio „ E che erano decisamente migliori costruttivamente dei plasticotti attuali degli obiettivi dellaserie nikon zeta |
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inviato il 15 Giugno 2026 ore 17:50
Nel mercato fotografico tradizionale, il modello di business assomiglia a quello dei rasoi da barba, il corpo macchina (Il rasoio), ha costi di sviluppo (R&D) spaventosi. Tra sensori, processori d'immagine, sistemi di autofocus con intelligenza artificiale e mirini elettronici, i margini di guadagno per l'azienda sul solo corpo macchina sono spesso bassi. Come più volte detto gli obiettivi (le lamette) sono i veri generatori di profitto a lungo termine. Una volta "progettato" lo schema ottico, produrre e vendere vetri garantisce margini di guadagno molto più alti e costanti nel tempo. Se marchi che fanno solo lenti, senza investire miliardi nello sviluppo dei sensori e dei corpi, (infatti Sigma fa corpi che non compra praticamente nessuno), "rubano" la vendita delle lenti originali tramite l'ingegneria inversa, tolgono a Canon, Nikon e Sony la linfa vitale per finanziare le fotocamere del futuro. Senza quei profitti, la ricerca sui sensori si fermerebbe. Sicuramente Canon, Nikon e Sony non chiuderanno e per evitare lo scenario peggiore, questi grandi marchi non stanno subendo passivamente, ma stanno usando lo strumento delle licenze controllate. L'obiettivo non è vietare le lenti alle terze parti, ma regolamentarle con un dazio d'ingresso (Royalties). Quando marchi come Sigma o Tamron producono lenti ufficiali per Nikon Z o Canon RF, non lo fanno gratis. Pagano una percentuale (appunto una royalty) su ogni singolo obiettivo venduto. In questo modo, anche se un fotografo compra una lente non originale, Canon o Nikon guadagnano comunque una parte di quel denaro, utile a finanziare i corpi macchina. Le recenti azioni legali in Cina contro Viltrox, Sirui e Meike colpiscono chi cerca di aggirare questo sistema. Se vuoi vendere lenti con autofocus sul nostro sistema, devi sederti al tavolo, firmare un contratto e pagare il dazio. Se rifiuti, i tuoi prodotti vengono ritirati dal mercato. C'è un altro motivo per cui i marchi storici manterranno il primato: la tecnologia di punta rimane un segreto industriale. Velocità di calcolo e Autofocus saranno sempre i maggiori limiti e colli di bottiglia per i produttori di lenti compatibili: Anche quando un grande marchio concede la licenza, spesso non rivela i protocolli elettronici più avanzati. Ad esempio, Sony limita la raffica di scatto (es. a 15 o 30 fotogrammi al secondo) se si usano lenti non originali. Canon e Nikon fanno lo stesso, riservando la massima velocità di messa a fuoco e la perfetta stabilizzazione d'immagine solo alle proprie lenti "Premium" (come la serie L di Canon o la linea S di Nikon). I produttori cinesi o di terze parti dominano la fascia di prezzo medio-bassa. Ma i professionisti che lavorano nello sport, nella moda o nel reportage avranno sempre bisogno della massima affidabilità, della tropicalizzazione e dell'assistenza ufficiale che solo la lente originale della casa madre può garantire. In conclusione, se il mercato venisse invaso "senza regole", il settore collasserebbe per mancanza di fondi alla ricerca scientifica sui sensori e tutto quello che gira intorno alle funzionalità della macchina. Credo che un protezionismo regolamentato tramite licenze sia accettabile. Ad oggi brand di terze parti storici non hanno invaso il mercato con le loro macchine fotografiche (parlo di Sigma e Tamron), questo vuol dire che ci sono ben altre difficoltà oltre gli schemi ottici, per creare un sistema fotografico che solo alcuni grandi brand riescono a sviluppare e mantenere vivo per così tanto tempo. Il sistema più che chiuso deve essere regolamentato, se non lo fosse i portoghesi come Vitrox, Sirui, Meike, etc... produrrebbero lenti per corpi di aziende che non sarebbero più in grado di stare sul mercato e di progettare nuovi corpi. C'è poco da fare i soldi si fanno sulle lenti e non sui corpi macchina che però sono necessari per creare un sistema valido e bilanciato secondo le nostre esigenze. |
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inviato il 15 Giugno 2026 ore 18:49
@Dab936 Il protezionismo di un'azienda E' una libera scelta dell'azienda. Conoscere i dati aziendali non serve per poter classificare la sua politica. Marco |
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inviato il 15 Giugno 2026 ore 18:56
@Edomodo Parisi esponi concetti interessanti, ma quali sono le fonti? Marco |
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inviato il 15 Giugno 2026 ore 19:40
Quali fonti? Farina del mio sacco...tutto inventato |
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inviato il 15 Giugno 2026 ore 20:10
Il ragionamento di Edmondo è tutto sommato corretto, non siamo in regime di monopolio di qualcuno e ciascuno può liberamente scegliere il sistema che più gli si aggrada. Infatti ogni utente può portare in conto quanto è chiuso ogni sistema e decidere di conseguenza. Personalmente, più per caso che per scelta, mi ritrovo con due sistemi con mount non proprietario (ma credo che comunque ci siano delle royalties o delle quote per entrare nel sistema), per me è un vantaggio ma se mi fossi ritrovato con Sony o con Nikon (quest’ultima senza considerare le ultime vicende) non credo avrei subito particolari ripercussioni, con Canon sarebbe stato diverso ma solo perché per me l’apertura del mount è un valore aggiunto e partivo da zero. |
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inviato il 15 Giugno 2026 ore 20:54
Concordo con Edmondo, soprattutto con questa affermazione: “ C'è poco da fare i soldi si fanno sulle lenti e non sui corpi macchina „ |
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inviato il 16 Giugno 2026 ore 18:34
“ E che erano decisamente migliori costruttivamente dei plasticotti attuali degli obiettivi dellaserie nikon zeta „ A Nikon i plasticotti è sempre piaciuto produrli.....anche quelli vecchi non è che fossero tutta sta eccellenza, prova a guardare le ghiere dei diaframmi dei vecchi Nikon e poi ti accorgi di che differenza c'è tra una cosa ben fatta e un accrocchio buttato li.... |
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inviato il 17 Giugno 2026 ore 21:18
“ Velocità di calcolo e Autofocus saranno sempre i maggiori limiti e colli di bottiglia per i produttori di lenti compatibili: Anche quando un grande marchio concede la licenza, spesso non rivela i protocolli elettronici più avanzati. Ad esempio, Sony limita la raffica di scatto (es. a 15 o 30 fotogrammi al secondo) se si usano lenti non originali. „ Momento momento...qui non è proprio corretto. Non è che Sigma o tamron non riescano a star dietro alla velocità di Sony. O che Sigma e tamron non siano a conoscenza di tutte le specifiche. È sony che limita gli obietti di terze parti, come anche l'impossibilità di montare il moltiplicatore. Limiti probabilmente concordati in fase di accordi. La limitazione delle performance in sony non avviene solo usando obiettivi terzi, ma anche le batterie compatibili. Per quanto riguarda gli obiettivi la cosa viene dimostrata montando i sigma per sony E su nikon Z, dove magicamente le limitazioni scompaiono. “ L'obiettivo non è vietare le lenti alle terze parti, ma regolamentarle con un dazio d'ingresso (Royalties). Quando marchi come Sigma o Tamron producono lenti ufficiali per Nikon Z o Canon RF, non lo fanno gratis. Pagano una percentuale (appunto una royalty) su ogni singolo obiettivo venduto. In questo modo, anche se un fotografo compra una lente non originale, Canon o Nikon guadagnano comunque una parte di quel denaro, utile a finanziare i corpi macchina. „ Ni, in parte no e in parte si. Sigma per esempio non produce per nikon z, nemmeno gli obiettivi per aps-c. Dubito fortemente sigma non sia disposta a pagare delle royalties a nikon per approdare nel mount z. Tanto meno per canon, che a quanto pare continua ad essere il marchio più diffuso. Secondo me c'è un bel po' di ostruzionismo. Canon ha aperto per aps-c, con delle limitazioni, sparisce la ghiera dei diaframmi in favore di un control ring. Nel full frame siamo ancora a 0 obiettivi terzi con autofocus. Non dico viltrox ed i vari cinesi, ma tarmon e sigma pur pagando delle royalties ci guadagnerebbero. Il problema dove sta, parlo per canon. L'EF non è mai stato aperta in via ufficiale, con l'arrivo degli art, canon un po' ha visto l'elevata qualità sigma (canon con dei 50mm fermi agli anni 90...e poi ti arriva il 50 art...). È dal 2023 che canon in svariati annunci continua a proferire che gli accordi arrivano...e secondo me è la solita manovra per spostare più in la l'attesa. Io ripeto, bene i professionisti per gli svariati motivi elencati, (che comunque prenderebbe l'originale) ma un benedetto fotoamatore che si trova davanti alla scelta tra un un 50 1.2 a 2500€, un 50 1.4 vcm a 1600€ e un 50 1.8 a 250€...perché si dovrebbe accontentare del "povery"? Alla lunga questa cosa stanca e ti allontana. A me non sembra vogliano regolamentare, a me sembra vogliano bloccare e basta, regolamentare, in 8 anni di nikon z e canon Rf lo avrebbero già potuto fare, probabilmente manca l'interesse nel farlo. |
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inviato il 18 Giugno 2026 ore 0:58
“ Sigma per esempio non produce per nikon z, nemmeno gli obiettivi per aps-c. „ Non è corretto, Sigma produce tre obiettivi apsc per Nikon Z, ma credo sia un esperimento che si è fermato lì. |
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