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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 16:32
A volte belle, a volte senz'anima. |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 17:23
non e' che trent'anni fa i produttori di pellicole e fotocamere fossero dei benefattori.. Il commercio esisteva gia allora.. e le riviste vendevano fotografia a tutto vapore.. Periodici come quattroruote o Vela non erano gratis e neppure a prezzo popolare. oggi, paradossalmente, se vuoi vedere le opere dei grandi, le trovi gratuitamente su internet. Le rivistine di fotografia nei primi anni duemila costavano 4-10 euro e non erano neppure stampate benissimo |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 18:20
Alla fine comunque le belle fotografie saltano fuori.. ******************************************** Certo Giovanni, ma il più delle volte alle quasi perfezione "formale" si contrappone il vuoto "emozionale". Per non dire poi delle fotografie di avifauna in volo dove le fotografie sono intercambiali da un autore all'altro. |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 18:59
 ve lo immaginate nella giungla in fondo al Mekong con un grappolo di ML a tracolla |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 19:07
Quella che penzola dalla spalla sinistra è una Nikon F, quella più in basso delle tre che ha al collo di pare una Nikkormat, le altre due non riesco a distinguerle. |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 21:07
“ belenato „ balenato non belenato |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 9:27
ve lo immaginate nella giungla IN FONDO AL MEKONG con un grappolo di ML a tracolla ********************************************* All'epoca lo chiamavano "becco d'anatra"... |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 10:19
Proporrei un esperimento per verificare se tutto questo fermento fotocreativo sia dovuto a vero impegno ed interesse o piuttosto sia frutto delle facilitazioni e comodità introdotte dalla tecnologia vuoi a livello di ripresa che di pubblicazione. Facciamo che ogni immagine postata sia conseguente o ne consegua una copia stampata, oppure faccia o abbia fatto parte di una mostra, o che sia inserita in un fotolibro commerciabile (non quelli delle nostre vacanze stampati su Saal e destinati alla vetrina del salotto) o, ancora, sia quota di un progetto in via di preparazione con tanto di prefazione ad illustrarne i motivi. Pronti via. Pop-corn per tutti. |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 14:08
Fammi capire Ettore: parlando di mostre valgono anche le sequenze di diapositive proiettate in dissolvenza incrociata o si accettano solo fotografie stampate? |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 14:19
“ @PaoloMcmlx Fammi capire Ettore: parlando di mostre valgono anche le sequenze di diapositive proiettate in dissolvenza incrociata o si accettano solo fotografie stampate? „ Conoscendo per esperienza lo sbattimento relativo all'organizzare una buona dissolvenza con musica e testo direi di si, a patto che non resti mero esercizio tecnico e sia presentata ad un pubblico vario, il fotoclub va bene. |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 14:29
“ Facciamo che ogni immagine postata sia conseguente o ne consegua una copia stampata, oppure faccia o abbia fatto parte di una mostra, o che sia inserita in un fotolibro commerciabile (non quelli delle nostre vacanze stampati su Saal e destinati alla vetrina del salotto) o, ancora, sia quota di un progetto in via di preparazione con tanto di prefazione ad illustrarne i motivi. „ Ecco: www.juzaphoto.com/me.php?pg=374670&l=it Descrizione della serie: Passaggi Serie fotografica urbana in bianco e nero — 6 immagini Passaggi indaga la presenza umana nello spazio urbano come fenomeno transitorio, instabile, in costante ridefinizione. La città non è sfondo, ma campo di forze: luogo attraversato, abitato temporaneamente, infine dissolto dal movimento stesso che lo anima. La serie è costruita come una progressione percettiva, in cui l’esperienza dello spazio evolve da una condizione di leggibilità a una di immersione totale nel flusso. L’attenzione si sposta gradualmente dalla riconoscibilità dei luoghi alla perdita di identità della figura umana, fino alla sua completa rarefazione. Sequenza delle immagini La soglia — Ingresso nello spazio urbano: attraversamento iniziale, ambiente ancora leggibile. La città si ferma — Pausa narrativa: la presenza umana si stabilizza, il tempo sembra sospeso. Si attraversa — Dettaglio a terra: il ritmo dei passi come misura del movimento. Resta il segno — La folla si rarefa: l’individuo perde identità, rimane traccia. Il movimento prende il sopravvento — Il mosso diventa dominante: picco energetico. Dentro il movimento — Dissoluzione finale: immersione completa nel flusso urbano. Scelte formali La serie è sviluppata in bianco e nero coerente, con contrasto controllato e grana fine utilizzata come elemento materico e non decorativo. I formati originali delle immagini sono mantenuti, senza bordi, per preservare la relazione fisica tra immagine e spazio. Stato del progetto Serie chiusa, pronta per portfolio, pubblicazione PDF o allestimento espositivo. Scelta delle foto, titoli, e descrizione sviluppati in collaborazione con chatGPT. |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 14:36
“ @Alfredop66 „ Bene. Proprio di questo andavo parlando. Cercare un senso che non sia la sola ricerca del like o della lisciatina degli amici. “ Scelta delle foto, titoli, e descrizione sviluppati in collaborazione con chatGPT. „ Mi si arriccia un pò il naso ma son convinto che con un pò di impegno non servirà scomodare i neuroni virtuali. |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 14:56
Conoscendo per esperienza lo sbattimento relativo all'organizzare una buona dissolvenza con musica e testo direi di si, a patto che non resti mero esercizio tecnico e sia presentata ad un pubblico vario, il fotoclub va bene. ********************************************* Beh perché non resti un semplice esercizio tecnico una dissolvenza non deve avere né musica né testi... necessita solo di avere transizione coerenti le une con le altre. Di fatto musica e testi servono solo a mascherare incongruenze e a tener viva l'attenzione anche, e soprattutto, quando la forza attrattiva delle fotografie scema o addirittura latita. |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 15:01
“ Beh perché non resti un semplice esercizio tecnico una dissolvenza non deve avere né musica né testi... necessita solo di avere transizione coerenti le une con le altre. Di fatto musica e testi servono solo a mascherare incongruenze e a tener viva l'attenzione anche, e soprattutto, quando la forza attrattiva delle fotografie scema o addirittura latita. „ Va bene, basta sia oggetto di visione da parte di un pubblico "pagante". |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 15:06
“ Va bene, basta sia oggetto di visione da parte di un pubblico "pagante".;-) „ Pagante o pagato? |
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