|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 16:30
“ Leica e p1 producono soluzioni a film. „ Phase One? A me non risulta. Fino a pochi mesi fa c'era Hasselblad che con la serie H consentiva l'uso di magazzini per pellicola, ma Phase One mi pare proprio di no. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 16:42
“ ma parli di processo completamente analogico, oppure scansione dei negativi e fruizione a monitor o stampa digitale? „ Intendo cattura analogica e scansione in digitale dei negativi. Non è ovviamente l'optimum, ma se esistesse una macchina digitale che tira fuori dei b/n così direttamente credo che ci sarebbe la fila fuori dai negozi... |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 16:46
Le ottiche per la xf credo siano retrocompatibili con le vecchie 645af |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 16:57
“ Le ottiche per la xf credo siano retrocompatibili con le vecchie 645af „ Ok, ho capito che cosa intendi; pensavo intendessi che tutto il sistema P! fosse compatibile con pellicola. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 17:11
E il progetto non è zeiss. I brevetti sono registrati da cosina. ******************* Cosina, al di là del nome che in Italiano suona assai minimalista, è un costruttore (vetreria) di grande prestigio e assai lunga esperienza... o nessuno di voi ha notato che la livrea degli obiettivi Voigtlander è la medesima dei Nikkor S? Oltretutto il fatto stesso che Zeiss l'abbia scelta per realizzare i suoi Otus e Milvus dovrebbe dirla lunga su quelle che sono le effettive capacità della Ditta che per inciso ha una tecnologia che le consente di non sfigurare al cospetto di chicchessia... |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 17:12
“ Avete presente le piccole stampanti per cellulari, le ZINK rimarchiate polaroid per intenderci. Immaginate se con un dispositivo di quelle dimensioni si potesse scansionare con una qualità decente per pubblicare sui social. Li si che farebbero il botto. „ Di prodotti che consentano una qualità sufficiente per condivisione su WEB (cioè abbastanza scarsa), ne esistono a iosa, già la scansione fatta per tutto il rullo al momento dello sviluppo è largamente sovrabbondante per quello scopo, e in genere abbastanza economica. Quello che manca veramente è un tipo di scanner non dico professionale tipo Hasselblad (che ha costi molto elevati) ma almeno prosumer, come i vecchi Nikon o Minolta, con costi diciamo compresi tra i 1.000 e i 2.000 euro; purtroppo nessuno dei prodotti attualmente sul mercato si avvicina a quei livelli qualitativi. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 17:35
Io non penso che un'azienda potrebbe trovare (ora e in futuro) le condizioni di mercato ottimali per giustificare una produzione di macchine moderne a pellicola, visto anche la grande quantità di fotocamere a pellicola disponibili nell'usato. La moda, il ritorno, l'effetto nostalgia per la pellicola adesso ci sono ma penso che soprattutto siano alimentati da persone che sono quasi degli addetti ai lavori per come sono appassionati, persone per le quali la fotografia è hobby sì ma inteso come vera passione e non passatempo. Poi può esserci qualche giovane (nativo digitale fotograficamente parlando intendo) che sempre per passione e per interessamento storico voglia provare come fosse scattare e sviluppare nell'epoca pre-digitale. Io ho 44 anni e sono un semplice fotoamatore dilettante, da piccolo ogni tanto durante le vacanze mi facevano scattare qualche foto le reflex a pellicola di mio nonno e di mio padre, poi in adolescenza ho avuto la mia elettronica compatta zoom sempre a pellicola e infine dai 30 anni in poi ho usato il digitale. Nell'ultimo anno ho riesumato le due Yashica (FX3 2000 e Mat 24g) spinto dalla curiosità se avrebbero funzionato, dal fatto di usarle "da adulto" (come detto i rari scatti con quelle li avevo fatti che non avevo ancora 10 anni) quindi con motivazione sentimentale-nostalgica e infine anche come una sorta di "disintossicazione" dalla sbornia digitale dell'ultima ventina d'anni in cui tra smartphone e dispositivi digitali sono aumentati gli scatti in maniera esponenziale. Indubbiamente avere gli scatti contati, fotografare in manuale e senza aiuti elettronici fanno pensare molto di più alla foto e ciò mi permette di godermi di più e più a lungo l'esperienza fotografica non potendo nemmeno oltretutto verificare subito il risultato. Certamente poi arriva anche una componente estetica e narcisistica, prima o poi qualcuno che ti chiede qualcosa o che comunque ti osserva incuriosito lo trovi (quando uso la Mat 24g secondo me qualcuno molto giovane e lontano dal mondo della fotografia da come mi guarda con compatimento probabilmente pensa che sia un qualche tipo di dispositivo medico... ). Comunque non avessi avuto già a disposizione in casa queste due fotocamere a pellicola (e devo ancora ritrovare e testare la Nikon F di mio padre) non sarei certo andato ad acquistarne altre per provare quindi per questo dico che mettere sul mercato prodotti nuovi a pellicola non credo avrebbe un grosso bacino di domanda. Stendo anch'io un velo pietoso sulle pellicole, ne ho comprate due in bianco e nero (una 12 pose per la 6x6 e una da 36 per la reflex) e sono stato "fortunato", meno di 20 euro per entrambe ma trovarle non è stato facile e ho visto prezzi che difficilmente combaciano con un uso continuativo quindi penso che andrò avanti a scattare ogni tanto in analogico senza contare che poi i rullini vorrei portare a stamparli (non mi metto certo a scansionarli) quindi con ulteriore spesa. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 17:37
chiedo a chi scatta a pellicola, perchè a me pare impossibile che un fotografo che fa questa scelta, poi abbia come scopo quello di condividere le scansioni su un social, peraltro magari 10 giorni dopo averle scattate. Mi sembrano due filosofie di concepire e fruire della fotografia diametralmente opposte, mi fa strano che possano esistenre nella stessa persona.. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 17:43
“ chiedo a chi scatta a pellicola, perchè a me pare impossibile che un fotografo che fa questa scelta, poi abbia come scopo quello di condividere le scansioni su un social, peraltro magari 10 giorni dopo averle scattate. „ A me capita di scattare (anche) a pellicola. Quando lo faccio, lo scopo finale è sempre la stampa. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 17:50
Io raramente, ma lo faccio, utilizzo la mia Hasselblad 503 col suo 40 mm, per scattare delle dia velvia 50 gelosamente conservate.... cavalletto esposimetro e flessibile. Ecco per me questo ha ancora una ragione d'essere, ma se devo scattare con pellicola negativa per poi scannerizzare, scusate ma utilizzo le mie fUji aps-c, perchè altrimenti non ha senso almeno per me. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 17:57
Scattare a pellicola ha una caratteristica che trovo sia un pregio. Dal momento in cui scatti a quello in cui puoi osservare l'immagine passa del tempo: nel mio caso anche mesi. Quando poi sviluppo il rullino mi trovo ad osservare fotografie che nemmeno ricordo di aver scattato. Ed è un bel modo di dialogare con se stessi. Osservi un'immagine che ha scattato tempo prima qualcuno che ha la tua stessa sensibilità e vibra sulle tue stesse frequenze, ma non sei più tu. Come quando una volta mi mandavo le cartoline dalla vacanza, scrivendomi il pensiero di quel momento. Chi le avrebbe ricevute non sarebbe stata la stessa persona che le aveva mandate. A me basta questo motivo, per voler scattare a pellicola ogni tanto. D'altra parte, per dar da mangiare invece alla parte narcisista del Fornasieri fotografo all'insegna di "guardate tutti questa foto", allora c'è il digitale. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 18:26
“ chiedo a chi scatta a pellicola, perchè a me pare impossibile che un fotografo che fa questa scelta, poi abbia come scopo quello di condividere le scansioni su un social, peraltro magari 10 giorni dopo averle scattate. „ se lo scopo è quello di dover condividere all'istante le proprie esperienze allora userei un cellulare prima ancora di una apposita macchina fotografica digitale... il punto è che scattare a pellicola presuppone un modo di fotografare molto diverso dal digitale e a molti questa cosa piace perchè è una fotografia molto più ragionata anche solo per il fatto che banalmente ogni scatto costa! Lo scatto analogico ti obbliga dunque a pensare molto di più, ti obbliga a ragionare sulle zone di luminosità, ti obbliga nella sostanza ad imparare molto di più rispetto al digitale dove alla peggio se uno scatto non è venuto lo rifacciamo e vediamo all'istante (senza però chiedersi bene il perchè molte volte). A questo va aggiunto lo sviluppo della pellicola che se fatto da soli permette di effettuare ulteriori scelte sul contrasto, la grana dell'immagine etc... a seconda dei chimici e dei tempi che si utilizzano e poi l'eventuale stampa da ingranditore... Tutto questo fa sì che una fotografia analogica non si riduca al solo momento di scatto e al programma impostato sulla macchina, ma nasca ben prima, già con le scelta della pellicola e l'eventuale uso che se ne vuole fare (tirandola o meno), passando poi al ragionamento sulla luce che nell'analogico è diverso rispetto al digitale (di fatto si espone generalmente per le ombre), quindi lo sviluppo e l'eventuale digitalizzazione e/o stampa. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 18:28
Attualmente mi sembra che le fotocamere a pellicola più richieste siano quelle meccaniche, però ci sono delle eccezioni; è decollato il prezzo anche di corpi come Nikon F6, FM3A e compatte di lusso come Contax T, Leica Minilux, Nikon 35Ti, Minolta TC-1... |
|
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 18:33
chiedo a chi scatta a pellicola, perchè a me pare impossibile che un fotografo che fa questa scelta, poi abbia come scopo quello di condividere le scansioni su un social, peraltro magari 10 giorni dopo averle scattate. Mi sembrano due filosofie di concepire e fruire della fotografia diametralmente opposte, mi fa strano che possano esistenre nella stessa persona.. ******************** Personalmente fotografo solo a pellicola e impressiono solo diapositive. Le mie foto, ovviamente, non stanno da alcuna parte in primis perché la cosa non mi interessa, e in secundis perché non sono su alcun social. Quindi, anche volendo, proprio non avrei dove "esporle". In sostanza le mie fotografie me le vedo solo io e le condivido solo con gli amici del circolo, quando ci riuniamo. |
user259913
|
inviato il 06 Maggio 2024 ore 18:45
Angor *chiedo a chi scatta a pellicola, perchè a me pare impossibile che un fotografo che fa questa scelta, poi abbia come scopo quello di condividere le scansioni su un social, peraltro magari 10 giorni dopo averle scattate. Mi sembrano due filosofie di concepire e fruire della fotografia diametralmente opposte, mi fa strano che possano esistenre nella stessa persona..* ********************************************************************************************* Bah! Si può fare pellicola, in seguito digitalizzare la pellicola e infine stampare in digitale; che tu ci creda o no, tale percorso è in assoluto il sistema più pratico, più veloce e decisamente paragonabile alla stampa chimica come atmosfera originale del fotogramma, ma nettamente superiore alla stampa chimica come nitidezza. E' un dato di fatto ineludibile. Per saperne di più, provare per credere. Disposto a darvi lezioni via internet: Coraggio! Non è impossibile riuscire a migliorarsi...basta volerlo! |
|

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |