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Celle a combustibile vs batterie chi vincerà ?


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user198779
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inviato il 29 Gennaio 2024 ore 17:07    

SaroGrey il bello deve ancora venire a tutti gli altri popoli che fin'ora erano diciamo sottosviluppati vaglielo a dire tu che ora non c'è più ciccia per tutti.

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2024 ore 17:13    

Le soluzioni, tra batterie e celle a combustibile, potrebbero variare in base al tipo di veicolo, nonché mercato di destinazione.

Questo accade anche per i carburanti: ad esempio, in Francia l'E85 è molto diffusa, ed è un carburante utilizzabile sulla maggior parte delle auto a benzina prodotte negli ultimi 15-20 anni (diversi costruttori hanno pubblicato un elenco), senza modifiche. In Italia, invece, l'E85 è sostanzialmente inesistente.

Il problema dei blackout estivi, a Milano, è interessante: non è una questione di mancanza di energia, quanto di guasti sulla rete di distribuzione. L'aumento dell'assorbimento energetico (dovuto ai condizionatori) comporta un incremento delle temperature, e questo può fare deteriorare i cavi e altre componenti della rete di distribuzione, che non sono di certo eterni, ma hanno un ciclo di vita: molte componenti della rete di distribuzione sono datate (a partire dai cavi), e sono quelle che tendono a cedere per prime.

www.elettrica.polimi.it/i-blackout-a-milano/

Dato che i cavi passano sottoterra, per sostituirli devono effettuare degli scavi. Visto che certe tratte sono molto lunghe, spesso non sostituiscono l'intero cavo, ma solo una parte di esso: effettuano quindi delle giunzioni, che tuttavia sono dei possibili punti deboli futuri. Anche per questo non possono fare una revisione completa della rete, dato che dovrebbero sventrare un numero imprecisato di strade, cosa non fattibile per oggettivi problemi pratici (nonché economici).

Pertanto, si limitano a "rattoppare", quando vi è qualche problema.

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2024 ore 17:44    

Aggiungiamoci poi che se hai camera fotografica, notebook e qualunque cosa, voi mi insegnate che ve tolto dall'auto ogni volta che si scende. Immagino il dramma di dover vagabondare con tutto in spalla per coniugare la sicurezza anti furti con i tempi di ricarica ed attesa di ricarica.
Inoltre immaginate : ci vuole mezz'ore. Ok entro a mangiare qualcosa. Ta coda, attese e tempo di cucina passano 45 minuti ... esco e trovo qualcuno inviperito perchè ho impegnato la colonnina 15 minuti oltre il tempo necessario.

Ma è follia dai ...

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2024 ore 17:51    

è follia già come l'hai descritta....immagina questa cosa che coinvolga non i 4 gatti che oggi hanno l'elettrico...ma TUTTE le auto che stasera vedrai rientrare a casa. Immagina una situazione come quella del giorno prima di uno sciopero di 3 giorni dei distributori, ma con tempi di "ricarica" dell'ordine dell'ora invece che i 5 minuti che servono per fare rifornimento.

Siamo ottmiisti, diciamo che si riesca ad avere una colonnina ogni 10 auto circolanti...significa ogni sera una coda di 10 auto. Che è quello che capita anche con i distributori, anzi, sono ben meno di 1 pompa ogni 10 auto circolanti. Non so il numero, ma ad occhio direi 1 pompa ogni 1000 veicoli, forse anche meno.
Ma la differenza è che rifornimento di carburante lo fai in 5 minuti.

E TUTTI vorranno ricaricare, perchè nessuno si fida a stare con l'unica auto disponibile con anche solo metà batteria. Con il termine "nessuno" ovviamente non intendo lo zero assoluto...diciamo che per me nessuno è meno dell'1%.

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 13:33    

"Il problema dei blackout estivi, a Milano, è interessante: non è una questione di mancanza di energia, quanto di guasti sulla rete di distribuzione. L'aumento dell'assorbimento energetico (dovuto ai condizionatori) comporta un incremento delle temperature, e questo può fare deteriorare i cavi e altre componenti della rete di distribuzione, che non sono di certo eterni, ma hanno un ciclo di vita: molte componenti della rete di distribuzione sono datate (a partire dai cavi), e sono quelle che tendono a cedere per prime."

Iniziamo col dire che se una linea interrata in cavo ha un cedimento del dielettrico prima del fine vita previsto (i cavi in polietilene reticolato se dimensionati correttamente tengono la media tensione brillantemente senza mostrare il fianco e possono esercire per almeno 20/30 anni ma anche molto di più) succede essenzialmente per 1 motivo, non 2 ma 1 soltanto: è stata progettata da CANE!
Perché qualsiasi linea elettrica e dico qualsiasi deve essere protetta adeguatamente da cc ma ance da sovraccarico!
Ma non scherziamo, su. Al limite salta la protezione, ma non si può riarmare volontariamente ad esclusione protezione una linea dopo eventi da sovraccarico importanti. Se lo si fa, volontariamente, chi lo ha fatto è un cane.
Se la linea ha una portata sottodimensionata, va sostituita con una che assicuri la portata di esercizio effettiva anche in condizioni di carico di punta. Se questo non viene fatto, non è un problema di linee ma di progetti fatti male o al risparmio.
La sostituzione di linee può essere fatta senza sventrare nulla ma semplicemente sostituendo quelle vecchie con le altre nuove. Generalmente gli scavi sono sempre sovradimensionati per accogliere linee a maggiore capacità trasmissiva rispettando anche le prescrizioni EMC.

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 13:57    

I cavi interrati dovrebbero essere posti in guaina corrugata di protezione.
Quindi sfilabili alla bisogna senza sventrare e/o scavare nulla.


avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 14:15    

Più è elevata la temperatura dei cavi e più i materiali isolanti si logorano (se poi il cavo è già vecchio e le temperature ambientali sono elevate...). Chi ha progettato la rete di distribuzione, non avendo la sfera di cristallo, non poteva sapere di quanto sarebbero aumentati i consumi energetici nel corso degli anni.

Il gestore dell'impianto di Milano, che dovrebbe essere Unareti, ha effettuato numerosi interventi di riparazione e sostituzione, nel corso degli anni, ma il problema di fondo è che la rete di distribuzione fatica a stare dietro a consumi energetici che aumentano sempre di più. Pertanto, anche se rattoppano e riparano, il problema è a monte.

www.ilfattoquotidiano.it/2022/06/23/blackout-cosi-caldo-e-reti-elettri


avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 14:19    

è stata progettata da CANE!


no, è progettata correttamente, con un coefficiente di contemporaneità del 15-20%. Perchè tale è l'assorbimento medio massimo di una rete residenziale: una rete di alimentazione di 20 appartamenti con 3kW ciascuno, non la dimensiono a 600kW, ma a 90-120.
Un certo sovraccarico è previsto, ovviamente. Ma il termine stesso "sovraccarico" presuppone qualcosa di eccezionale e di breve durata.

L'uso dei condizionatori ha aumentato l'assorbimento di un 25%, ossia ha portato probabilmente attorno al 25% l'assorbimento medio. Ossia, caricando a 150kW una rete progettata per portarne nella migliore delle ipotesi 120.
Se questo sovraccarico dura solo poche decine di minuti, i cavi non si scaldano più di tanto. Se rimane per troppo tempo, i cavi si scaldano. E più si scaldano, più aumenta la resistenza e le perdite di carico, fino a scendere sotto soglia minima e quindi essere tagliata.


avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 14:45    

Lo ribadisco, è progettata da cane o più semplicemente non è al passo coi tempi e va sostituita. Stop
Non c'entra nulla la contemporaneità. Una linea viene protetta da sovraccarico secondo la sua potenza di transito massima ammessa per un certo periodo di tempo. Se tale potenza supera un certo limite per un certo periodo di tempo le protezioni intervengono. Non frega nulla di tutto il resto alla protezione da sovraccarico.
Chi progetta la protezione termica della linea vedo il cavo e la sua portata e ovviamente dove deve esercire (condizioni ambientali di temperatura, modalità di posa, etc etc) Se il cavo viene scelto male perché il progetto è fatto da cani, la protezione interviene. Stop
Ciò assicura un tempo di vita al cavo che è quello previsto dal costruttore (generalmente almeno 20 anni, nella pratica almeno 50). Una linea realizzata a regola d'arte non dovrebbe mai subire guasti prima del tempo di vita per cedimento del dielettrico. MAI a meno di un difetto di costruzione del cavo ( il che è praticamente da escludere, al giorno d'oggi).
Nulla di più semplice

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 15:34    

allora prova a googolare un po' "coefficiente di contemporaneità"....per le reti di alimentazione di utenze domestiche negli anni 70 era calcolato al 10%. So che oggi usano, dato il maggior numero di apparecchiature elettriche sempre sotto tensione, al 20%.

Per utenze con auto elettriche, viene calcolato al 100%.

Non è questione di essere progettate male, è questione di volersi illudere di continuare ad attaccare sempre più prese al muro pensando che la corrente arrivi gratis.

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 15:45    


Non è questione di essere progettate male, è questione di volersi illudere di continuare ad attaccare sempre più prese al muro pensando che la corrente arrivi gratis.

Qui si tocca un altro problema, peraltro: i costi per il potenziamento della rete. Se mancano i fondi, possono predisporre progetti validissimi, ma rimarranno solo su carta (o su file)...

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 15:45    

Angor non mi sono spiegato: una linea ha una sua portata massima. Anche le linee aeree lo hanno (in quel caso il limite è dato dalla freccia minima verso terra).
La protezione per quella linea è determinata dalla linea stessa e dalla condizione ambientale in cui lavora. E' un progetto di dimensionamento termico, neppure elettrico.
Verrà fuori la portata termica massima ammessa e quindi la corrente massima per un certo tempo e si stabilisce, quindi, univocamente, la protezione.
Questo si deve fare.
Se poi la linea non soddisfa le condizioni di esercizio quello che accade è che l linea viene aperta. Stop
Se qualcuno per mille motivi bypassa o sovrastima arbitrariamente i tempi d'intervento è un cane, perché nessuno ti garantisce cosa accade e quanto può durare in sicurezza il collegamento. Oltretutto ci posso essere problemi enormi di sicurezza!
E' chiaro? spero di si.

Hbd non è che se uno non ha i fondi sovrastima arbitrariamente i valori di progetto. Ma di cosa stiamo parlando? guarda che ci sono rischi di sicurezza mica da poco se uno fa sciocchezze simili eh, non scherziamo sul serio ora.

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 15:49    

E tutti a lamentarsi, sempre.
Nessuno si domanda perchè mai si debbano chiudere le finestre d'estate e usare il maglioncino leggero in casa per il troppo "fresco", mentre d'inverno si gira per le stanze in maglietta di cotone e si aprono le finestre.
Suvvia.

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 15:52    


E tutti a lamentarsi, sempre.
Nessuno si domanda perchè mai si debbano chiudere le finestre d'estate e usare il maglioncino leggero in casa per il troppo "fresco", mentre d'inverno si gira per le stanze in maglietta di cotone e si aprono le finestre.
Suvvia.

Non a caso, per legge hanno stabilito delle temperature massime (d'inverno) e minime (d'estate) per gli impianti di riscaldamento/condizionamento, negli edifici pubblici: cercano di contenere gli assorbimenti energetici.


avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2024 ore 16:00    

@Hdb
Non a caso, per legge hanno stabilito delle temperature massime (d'inverno) e minime (d'estate) per gli impianti di riscaldamento/condizionamento, negli edifici pubblici: cercano di contenere gli assorbimenti energetici.


Tutto bello, ma mancano all'appello i "privati" e, a dirla tutta, anche i controllori di quanto stabilito.

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