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inviato il 12 Settembre 2023 ore 15:10
Gianluca secondo me l'ideale sarebbe combinare in un' unica foto: la roccia a destra della nr3 mentre il resto del paesaggio, cielo compreso, prenderlo dalla foto nr2 |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 15:14
Yep... sono 3 trattamenti volutamente diversi. Poi si, una buona post (questa non lo è, perchè fatta di corsa) è sempre una questione di equilibri. |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 15:45
Certo sono d'accordo. Il senso della post per me è questo: equilibrata e non eccessivamente invasiva. Attendiamo il parere dell' autore del topic |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 15:48
Facciamo il tipico esempio dei raggi che filtrano dalle nuvole.... Se esponi bene lo spettacolo che offrono e' difficile avere la parte del paesaggio sottostante esposto cosi come lo vedevi dal vivo sul posto. Poi sta nei propri gusti ..quanto...certamente bisogna salvaguardare le ombre e intervenire settorialmente. |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 16:09
“ Se esponi bene lo spettacolo che offrono e' difficile avere la parte del paesaggio sottostante esposto cosi come lo vedevi dal vivo sul posto. „ Come situazione, è simile al controluce: puoi esporre bene solo per le luci o per le ombre. Inevitabilmente sarai costretto a fare un'esposizione multipla. Se si sa post produrre bene, non solo questa sarà difficilmente percepibile, ma rende lo scatto estremamente realistico. Certo che se si iniziano a fare magheggi strani, tipo raggi che filtrano di lato con un cielo nuvoloso, allora la credibilità va a farsi benedire |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 16:28
“ Mica è un obbligo, semmai una questione di gusti personali e di onestà „ I gusti personali e l'onestà li puoi cestinare tranquillamente se devi rendere conto a terzi, a meno che non devi farti un album personale o una mostra autofinanziata in qualche paesino. L'obbligo scatta se hai committenti a cui rendere conto, loro se ne sbattono dei tuoi gusti, nel lavoro finale deve rispecchiare una buona pulizia della pelle, ottime luci e una buona dose di buon gusto estetico che esula da quello tuo personale. Che sia una modella o una sposa truccata sufficientemente, o in modo ottimale, qualche imperfezione esce sempre fuori sulla pelle, e anche in alcuni punti della scena, e lì viene richiesta la tua bravura di pulizia senza stravolgere il risultato finale. Maledetti i brillantini usati da certe truccatrici. Stesso discorso vale sugli oggetti per i cataloghi. “ Basta non spacciare per reali foto pesantemente ritoccate. „ Di sicuro ci rimette chi produce in quel modo. Ma non è detto, ho visto certi aborti autoprodotti con filtri su istagram che la bibliografia del settore potrebbe essere usata per i falò. Affidarsi a gente esperta per imparare, sono soldi spesi bene, sempre e comunque. Più visioni su un'immagine da lavorare, migliora la prospettiva ed il workflow. Da solo, ti fossilizzi e ti illudi inutilmente. L'esperienza non ha prezzo. |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 16:50
Beh ... dopo questa ti ringrazio e ti saluto. Vedi @jakk che avevo visto lungo? p.s. Sono medico, figlio di medici e nipote del padre della neuroftalmologia, sicuramente non depone per la mia intelligenza, ma sono certo di capirne più di un arrogante ignorante |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 16:55
Scusa ma tu ad esempio se ti capita di fare un "qualcosa" in cui sai che la macchina non c'e' la fa ma vorresti catturare la situazione.... come procedi Perche' o torni quando la luce e' piu' favorevole ,se puoi e se la situazione si ripete , o ti tieni quello che viene ,o non scatti e amen. Poi come ho detto... io so cosa fare per me ...gli altri faranno per loro |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 17:08
Facciamo cosi iClaude: mostra un esempio così almeno capiamo che cosa intendi per alterazione della realtà |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 17:22
iClaude, io non credo che ci sia la possibilità di sciogliere il nodo con un colpo netto. Autenticità oppure alterazione. E' vero: io posso "misurare" l'azzurro di un cielo e poi misurare l'azzurro che riflette la carta della mia stampa e dire che sono uguali. Ma è questo lo scopo della fotografia? In questo modo per ogni luogo e per ogni momento esisterebbe solo una sola foto corretta. Potremmo affidare il compito di eseguirla ad una macchina... Credo che la fotografia sia essenzialmente l'interpretazione che il fotografo fa di quello che ha davanti a sé. Lo fa all'interno di un paradigma tecnico che comprende attrezzatura e procedimenti che vanno dall'input (ripresa) all'output (stampa, schermo). Quella è la sua "tastiera di pianoforte". E' fotografia anche quello che il mio occhio non vede come lo vede la fotocamera. Ho citato tre immagini ad esempio. Allora dove è il limite del D&B o di ogni lavorazione dell'immagine? Non può che essere personale e legato al contesto di uso della fotografia. Se sono un fotogiornalista, non devo togliere o aggiungere nulla dalla/alla scena ripresa. Se sono un paesaggista, presto attenzione a non perdere il contatto con la realtà che sto rappresentando trasformandola in una specie di illustrazione fantasy. Ma questa è soltanto e semplicemente la mia opinione... |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 17:26
Ma guarda che secondo me nei due esempi che hai citato, il dodge and burn non sembra proprio esserci. Soprattutto nella prima foto, che è praticamente un controluce, al massimo l'autore ha aperto aperto le ombre o alzato il punto di nero (si nota per il rumore presente sulla scogliera e nel mare). Sulla seconda non c'è un dodge and burn ma al massimo una doppia esposizione. A meno che la luce del sole non fosse così tanto attenuata dall'umidità da permettere uno scatto del genere oppure in post ha fatto la stessa cosa della foto di prima. Per me resta il fatto che sono foto assolutamente naturali. Una scena come la seconda mi capitato di vederla qualche giorno fa: c'era molta umidità e il sole, all'ora del tramonto, era letteralmente una palla rossa nel cielo. Il paesaggio davanti ai miei occhi, con il sole di fronte a me, era estremamente similare a quello anzi: c'era un diffuso bagliore attorno ai rimasugli della mietitura del grano. Come la mettiamo ora? “ Se sono un paesaggista, presto attenzione a non perdere il contatto con la realtà che sto rappresentando trasformandola in una specie di illustrazione fantasy. Ma questa è soltanto e semplicemente la mia opinione... „ Condivido Ale |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 17:27
iClaude, secondo me nei tuoi due esempi, in camera bianca te la puoi giocare tranquillamente tra contrasto, ombre e saturazione. Non vedo nulla di così spinto come il Dodge and burn. |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 17:30
Vero Doriano, ho avuto la stessa impressione: l'autore delle foto forse ha aperto le ombre, contrastato e saturato un pò la foto. Di D&B nemmeno l'ombra. |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 17:36
“ non sono certo luci e colori naturali. Sarei curioso di vedere i RAW... „ Torniamo sempre allo stesso punto: i RAW non sono "naturali". Non sono quello che l'occhio ha visto... |
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inviato il 12 Settembre 2023 ore 17:42
Nei 2 esempi postati non trovo nessun scherma e brucia ,ma , secondo me e spero che gli autori non se la prendano, la PP e' discutibile , ma se piace a chi l'ha fatta non ci metto becco. Io la prima non l'avrei mai fatta cosi ,mentre la seconda ci sarebbe da dar coerenza alla situazione luminosa perche' quella macchia rossa in centro ,così non si puo' guardare.... la dominante al limite ,doveva invadere in modo piu' tenue e sfumato tutto il campo..... |
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