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inviato il 17 Agosto 2023 ore 12:00
@Sandro80, sono pienamente d'accordo. Ho sempre avuto dubbi sulla validità dei deja-vu, pur avendone avuti parecchi da giovane, così anni fa mi imposi di riflettere attentamente sulla cosa se si fosse ripetuta; risultato: mi resi conto che i deja-vu comprendevano localizzazioni, ambientazioni (troppo recenti) e personaggi che non potevano appartenere al passato (ma nemmeno al futuro). Sarà pure una coincidenza, ma da quel momento la cosa non si è più ripetuta |
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 12:00
Non si riesce ad accettare la fine della propria esistenza, e così qualcuno si inventa altre vite passate o future, e noi tutti contenti e soddisfatti ci crediamo. Non vorrei entrare nel tema religioso (qui proibito), ma guarda caso è lo stesso verbo... (viene esclusa a priori la valutazione critica) |
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 12:14
Per chi vuol leggere e capire senza andare a tentoni. www.uaar.it/libri/animale-irrazionale-uomo-natura-limiti-della-ragione La sintesi del libro: L'etologia può spiegarci perché crediamo? A questa domanda, che dà il titolo al primo capitolo, Mainardi risponde positivamente. Bel colpo: toglie subito di torno il luogo comune secondo cui la scienza non avrebbe il diritto di occuparsi di ciò che è metafisico. In realtà credere è un comportamento e in quanto tale può essere studiato («i comportamenti possono essere studiati come se fossero organi», diceva Konrad Lorenz), usando il metodo comparativo - dunque le categorie di analogia e omologia - per ricostruirne la storia evolutiva. «A determinare la comparsa, lo sviluppo e il permanere dell'umana capacità di credere è stato un peculiare assommarsi di caratteristiche mentali e sociali» (p. 13), molte delle quali condivise - anche se in forme meno complesse - da altre specie animali. Altro bel colpo: l'uomo è in tutto e per tutto un animale tra gli altri anche nei comportamenti pretesi spirituali, comunque connotati dall'autore - terzo bel colpo della serie - come “irrazionali”. Le caratteristiche mentali e sociali che presiedono all'“irrazionalità/spiritualità” vengono ricostruite da Mainardi secondo un ordine che va dal semplice al complesso e che ci fa incontrare altri “animali irrazionali” e insospettabilmente “spirituali”: dai piccioni superstiziosi (oggetto di uno storico studio di Skinner del 1948, Superstition in the Pidgeon), ai merli che trasmettono superstizioni ad altri merli, ai topi che comandano robot con il pensiero (nell'esperimento condotto da John Chapin presso la Hahnemann Medical School di Philadelphia), agli scimpanzé che mentono, alle ritualità che caratterizzano le società animali, alle gerarchie e cerimonie particolarmente complesse osservate in colonie di scimmie che vivono negli zoo - dunque in situazioni artificiali che comportano anche relazioni con uomini. Le società umane conoscono poi un'accelerata evoluzione culturale che fa aumentare vertiginosamente, da un lato, la complessità dei ruoli, delle gerarchie e degli apparati della trasmissione culturale; dall'altro, la distanza dalle altre specie viventi, fino al punto di produrre «l'illusoria idea dell'uomo fuori o al di sopra della natura» (p. 134). È dunque una somma di capacità mentali e attitudini sociali accresciute che ha determinato, nell'animale Homo Sapiens, lo sviluppo degli atteggiamenti irrazionali. Il di più di irrazionalità/spiritualità è, in primo luogo, una risposta adattativa a un di più di razionalità che comportava alcuni effetti psicologicamente difficili da gestire - primo tra tutti la consapevolezza della morte. In secondo luogo, una conseguenza - e uno strumento - delle relazioni di potere. Qualcosa che, per certi versi, ci ha aiutato a vivere meglio - «soprattutto a morire, meglio» (p. 4); per altri, ha alimentato quei grandi e potenti movimenti organizzati che sono le religioni con ricadute che «non sempre sono un bene per tutti gli individui» (p. 149). In tempi in cui si riaffaccia lo spettro delle guerre di religione, Mainardi così conclude: «Credo davvero sia giunto il tempo di percepire la nuova centralità della cultura naturalistica. Una centralità necessaria per conoscerci meglio e, di conseguenza, per calibrare più positivamente il nostro rapporto con la natura, con i nostri simili, con noi stessi» (p. 154). |
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 12:18
“ Ha parlato di monaci e non capisco cosa c'entri credere nella reincarnazione e vivere nel passato. „ Ricca intendo che chi parla di ricordi di vite passate, compresi i monaci buddisti, parlano sempre di vite vissute nel passato, mai che uno dica ho vissuto una vita nel futuro, metti il 3500, eppure non c'é nessuna ragione per cui la reincarnazione debba sittostare a delle leggi fisiche del nostro universo cadono nel bias mentale di riproporre la realta che vivono e quindi la freccia del tempo nella reincarnazione, ma in quella realta metafisica se esiste non ci sono leggi fisiche come tempo gravita spazio, quindi non c'é nessuna ragione per cui uno non possa aver vissuto una vita nel futuro e poi in quest'epoca, ma questo non avviene mai, il che mi fa suppore che sia null'altro che suggestione |
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 12:40
Alla natura non frega niente dei pensieri dell'individuo. Esiste solo la trasmissione genetica delle catatteristiche fisiche e comportamentali di base della specie a cui si appartiene. Il resto è solo credo. ... e il credo è basato sulla pura irrazionalità. ... e l'irrazionalità non si basa su prove oggettive. Anzi fa di più: per giustificarsi nega l'anatomia comparata e lo studio del comportamento comparato. Dove le prove evolutive sono assai evidenti. |
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 12:51
I Bonobo a differenza degli Scimpanzé non sono carnivori e probabilmente è per quello che hanno dimensioni fisiche leggermente inferiori ai loro parenti. La loro società è matriarcale e stemperano le tensioni del gruppo facendo sesso. Gli Scimpanzé hanno un comportamento più aggressivo e sono onnivori. In sostanza, a livello comportamentale, sono molto vicini a noi umani. www.lescienze.it/news/2014/09/18/news/origine_aggressione_di_gruppo_vi |
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 13:01
pero adateci piano con il determinismo e il materialismo della realta, perche s'é preso una sonora batosta sui denti gia 100 anni fa con la meccanica quantistica, e proprio perche non si voleva accettare certe sue conseguenze, si é finito per accertare che la realta non esiste senza consapevolezza dell'osservatore |
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 13:10
Concordo Lomo |
user203495
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 13:13
“ pero adateci piano con il determinismo e il materialismo della realta, perche s'é preso una sonora batosta sui denti gia 100 anni fa con la meccanica quantistica, e proprio perche non si voleva accettare certe sue conseguenze, si é finito per accertare che la realta non esiste senza consapevolezza dell'osservatore „ Bravo.Ben detto. |
user198779
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 13:16
L'evoluzione quantistica |
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 15:51
“ ...si é finito per accertare che la realtà non esiste senza consapevolezza dell'osservatore „ Cioè, fatemi capire... se non c'è un osservatore consapevole non c'è nemmeno la realtà? E se di osservatore consapevole ce ne fosse uno solo in tutto l'universo, alla sua morte sparirebbe anche l'universo? E' che io sono un ignorante un po' terra-terra e certe cose faccio fatica a capirle |
user203495
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 15:56
“ E' che io sono un ignorante un po' terra-terra e certe cose faccio fatica a capirle „ Se ne trovi uno segnalamelo. Prima quelli del sospetto erano tre,filosofi,o giù di lì,ora ci si sono messi anche i fisici.Che,appunto,filosofi non lo sono. Buona ricerca. |
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 16:22
La realtà oggettiva c'è. E' la consapevolezza soggettiva che varia molto. |
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inviato il 17 Agosto 2023 ore 16:51
I fisici vivono su un altro livello: ne conosco alcuni e francamente devo ammettere che intellettualmente hanno una marcia in più. Una marcia di quelle vere però. Uno ce lo avevo come compagno di classe al liceo. Terminava i compiti in classe di geometria descrittiva in 5 minuti, che io nemmeno in 45... (ovviamente erano perfetti). Purtroppo poi nella vita reale hanno qualche problema: immagino che è come se noi dovessimo vivere in un recinto con degli scimpanzé. All'inizio è divertente, dopo poi però |
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