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perchè il progetto Genesi (a differenza dei precedenti) prevedeva scatti in tutti i continenti ed i passaggi nei vari aeroporti di tutto il mondo erano tantissimi. Il tutto fu amplificato, per quanto riguarda gli scanner, negli USA doo l' 11 settembre .
La Trix E' (!!!) la pellicola usata da Salgado ... da sempre.
"" Genesi Genesi non vuole mostrare solamente la bellezza del mondo naturale, ma anche sensibilizzare le persone, essere un monito per mostrare cosa gli uomini rischiano di perdere se si ostinano a perseguire uno stile produttivo e di vita non sostenibili.
Per fare ciò pianifica un progetto a lungo termine: 32 reportage attraverso il globo da svolgere in otto anni (2004-2012). Le mete delle sue spedizioni sono le zone incontaminate, ambienti naturali in uno stato di conservazione molto simile a quello delle origini del pianeta. Anche gli esseri umani, una delle specie che popolano il pianeta, entreranno a far parte di Genesi: Salgado fotograferà comunità che sono rimaste per nulla o poco influenzate dalla cosiddetta società “civilizzata”.
....
Le due grandi novità di Genesi Quando Salgado prepara questo progetto, alcuni colleghi cercarono di dissuaderlo: “non sei un fotografo naturalista”, “sei conosciuto per tutt'altro tipo di reportage”, “stai commettendo un errore”. Salgado, con la sua disarmante naturalezza risponde: “prima o poi dovrò imparare a fotografare anche questo”.
I soggetti scelti però non sono l'unica grande novità:
Sebastião aveva fotografato per tutta la vita su pellicola 35mm, principalmente con la sua amata Kodak Tri-X 400
(pellicola negativa in bianco e nero), ma per Genesi decide di passare a un formato più grande. Pensando alle stampe di grande formato per le esposizioni vuole utilizzare dei negativi di dimensioni maggiori per avere più dettaglio negli ingrandimenti e così inizia a utilizzare una fotocamera medio formato: la Pentax 645. l cambio di formato comporta però anche un cambio di pellicole, come ho spiegato più ampiamente nel video su YouTube Sebastião Salgado: la rivoluzione digitale. La pellicola medio formato Kodak Tri-X PAN 320 ha una risposta caratteristica diversa rispetto al Tri-X 400, problema che viene risolto dallo staff tecnico e dai laboratori con cui collaborava Salgado modificando i chimici per il procedimento di sviluppo.
I problemi però non sono finiti: dopo l'attentato alle Torri Gemelle del 2001, gli scanner a raggi X installati negli aeroporti sono più potenti e ripetuti passaggi sotto questi scanner rovinano irrimediabilmente la qualità delle pellicole non sviluppate. Un rischio che non può correre!
Per superare anche questo problema la soluzione è richiedere il controllo manuale da parte degli addetti, il che comporta spesso la perdita di voli a causa del procedimento più lento. Salgado, prendendo (e perdendo) moltissimi aerei arriva a essere così stressato da questa procedura che pensa di smettere nuovamente di fotografare.""
Ho visto il libro Genesi esposto su leggio a Milano nel punto commerciale della Taschen ed ho visto il film. Mi sembrava di ricordare che per la prima volta, per il progetto Genesi, Salgado avesse impiegato una Canon 1D, se non ricordo male nel film di vede Salgado che fotografa i leoni marini su una spiaggia con una Canon digitale. E mi sembra anche di ricordare che nel film discute con il laboratorio di sviluppo e stampa di Parigi su come dare alle immagini digitali un aspetto simile alla sua precedente produzione a pellicola. (Vedi Mikoyan che, gira e rigira, alla fine una certa attinenza al tema della discussione c'è sempre)
Dai Paolo. Insisti sul nulla. Hai mai usato il Rodinal per gestire la grana secondo i tuoi gusti? Se non lo hai fatto hai una esperienza limitata di ciò di cui parli. Meglio che ti dedichi full time alla Velvia dove di sicuro sei eccellente.
"Hai mai usato il Rodinal per gestire la grana secondo i tuoi gusti?
Io usavo, già nel 1970, praticamente soltanto la pellicola Kodak Tri X 400 ASA, molte volte "tirata" ad 800 ASA, sviluppata in Agfa Rodinal diluito 1 + 50, per 12 minuti a 20°C, con tre colpi della Patterson sul tavolo appena versato lo sviluppo, poi agitando tutto il primo minuto e poi una inversione al minuto.
Stampavo con un ingranditore Auregon, della IFF, con ottica Schneider Componon 50 mm F 4 ed un Rodenstock Rodagon 50 mm F 2,8, che usavo solo per fotomontaggi (sì, li facevo già allora!).
Stampavo praticamente solo su carta Agfa Brovira, carta di contrasto medio elevato, gradazione 4 - 5 e 6, e sempre in formato minimo 30 x 40 cm già allora
Quella pellicola trattata così col Rodinal dava un'ottima gamma tonale ed una "grana" bella pulita e secca, molto nitida, che a me piaceva molto.
E che acutanza! Io, da poveretto, usavo e uso l' Opemus Meopta ma rigorosamente con Rodagon. Carta baritata Ilford. Ma era per dire che giudicare in quel modo le stampe con grana…. ….senza offesa, meglio limitarsi alle diapo. Che anche la Velvia 50 poi…spesso un insulto per l'occhio.
uso poco la Trix; quando capita quasi sempre in medio formato. Per i paesaggi "classici" c'è di meglio (per me ovviamente)... ma quando c'è la nebbia ...
Kodak Trix 400 @ 400 / APH09 (Rodinal) 1+37 / scansione da stampa (Meopta Opemus II Standard - Anaret 80mm) / Ilford MG IV
credo sia l'effetto del caldo di questi gg ... Viste le previsioni della settimana prox in cui supereremo i 40 °C, non oso pensare alle "perle" di saggezza che potremo leggere sulla Trix e sulla sua grana
“ Viste le previsioni della settimana prox in cui supereremo i 40 °C „
...anzi, con questo caldo opprimente, che può rendere impossibile mantenere a 20°C ad esempio il buon Rodinal, volenti o nolenti ci troveremo dei negativi con una grana che parrà un ghiaione dolomitico...
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