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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 0:36
Chissà quali sono i buoni maestri... |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 1:03
I buoni maestri parlano chiaro, non fanno "discorsi di un certo tipo" e non illudono gli ignoranti di essere colti perché "oscillano" o "sono democratici". Purtroppo molti Italiani sono ancora oggi vittime di Gramsci. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 1:25
Quindi se non capite qualcosa è perché non ve la sanno spiegare? Cioè, in pratica stai dicendo che se fai leggere Derrida o Lacan (per fare due nomi considerati "astrusi") a chiunque, quel chiunque deve capirlo altrimenti è colpa di chi scrive?.............Dimmi che ho capito male. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 1:34
Non è che hai capito male, non hai capito proprio niente. Non significa che tu sia stupido, l'idea è: cerca di restare sul semplice, poi piano piano potrai crescere. Non lo dico non cattiveria ma con sincero spirito costruttivo. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 1:39
Scusa, chi è che dovrebbe restare sul semplice e poi crescere? |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 1:43
Mah per esempio il cortocolto che oscilla. Non ce l'ho con te ma coi venditori di tappeti "kulturalih", non offenderti. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 1:49
Forse parli di chi scrive sui magazine online o sui giornali? Perché sui libri non ha nessun senso questa polemica. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 2:05
Non so cos'è un magazine, ma trovo che queste polemiche non abbiano senso né sui libri né su internet, che ormai sono un tutt'uno. È la finta palanco-cultura inventata dagli Americani: un semplice fotografo diventa materia di contesa, e qualcuno spera o di cavarci dei quattrini o di cavarci rispetto, mentre quello voleva solo fare foto. Ma a noi che ci frega? Forse ci aspettiamo troppo, non è mica Piero della Francesca. Se proprio bisogna giocare, io preferisco Guido Guidi che nelle foto metteva vitalità. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 2:17
Ma la polemica sull'arte moderna=fuffa l'avete tirata fuori voi, eh. Io rispondevo solo in merito a quella che è una cazzata immensa, ovviamente. Poi se vi fa cagare Ghirri o meno a me non frega proprio una fava. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 2:25
Un attimo, non parlavo di arte moderna ma di quella porcheria chiamata pop art, c'è una bella differenza. Di "cazzate immense", come dici tu, la pop art è appunto una fabbrica; così sono i cortocolti che vorrebbero insegnarci arteh e kulturah. A me Ghirri non dispiace, mi ricorda certe diapositive che ci facevano vedere a scuola e apprezzo l'idea di immortalare il quotidiano - a volte lo faccio anch'io. Trovo assurdo farne un mito, ecco tutto. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 2:29
Io detesto l'idea di mito su tutta la linea. La Pop Art mi fa cacare a spruzzo. Su questo siamo d'accordo. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 2:31
E allora lo vedi che la cosa è reciproca? :-) (cit. Carl. Verd.) |
user204233
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 10:00
“ Interrotto la lettura. „ Ho letto l'articolo. Riprendo poi la tua citazione: “ “La fotografia è essenzialmente un dispositivo di selezione e attenzione del vostro campo di attenzione…semplicemente si tratta di attivare un processo mentale, di attivare lo sguardo e cominciare a scoprire nella realtà cose che prima non si vedevano, anche dando agli oggetti, agli elementi della realtà un altro significato. Attivare un campo di attenzione diverso” „ Questa cosa è vera... |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 10:28
cercavo la definizione di cortocolto, ho trovato i riferementi du byoblu....apposto |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 10:57
@Rombro “ Angor, c'è forse un "sapere" che non sia condizionato da impulsi o informazioni che ci pre-esistono? „ concordo, sarebbe inutile negarlo. Ma il problema sorge quando le UNICHE informazioni che siamo in grado di estrarre da un'opera derivano dalla presentazione che dell'opera ci viene fatta. E quando, per contro, non siamo in grado di estrarre alcuna informazione dalle opere che vediamo senza presentazione. E' indubbio che almeno il 90% di quelle foto di Ghirri, se fossero presentate sulla galleria di Juza verrebbero stroncate impietosamente. Così come se alcune foto delle gallerie venissero inserite in quei libri, ci sarebbero critici che ne estrarrebbero fiumi di paroloni. Sia inteso che questo non è una stortura della sola arte...vale purtroppo in molti altri ambiti, ossia in tutti quegli ambiti dove è importante creare delle vette e livelli che devono innalzarsi rispetto al comune senso critico. Per cui troviamo sommellier che, assaggiando un vino, riescono persino a sentire il cinguettio degli uccellini del tal vigneto. Tranne poi rimediare gaffe clamorose non appena vengono messi alla prova. (https://solpicus.wordpress.com/2013/03/23/il-marketing-del-vino-tanto-fumo/) tanto per mettere il primo esempio tra i tanti che si trovano in giro. O critici di cucina che vanno in estasi per risotti preconfezionati e poi solo pasticciati in cucina.... E' questo il punto, ossia che ormai la critica professionale ha perso credibilità. E purtroppo, più perde credibilità, più accentua il distacco col senso comune, facendo diventare questo divario addirittura un elemento di pregio. Divenendo sempre più, ecco la parolina, autoreferenziale. |
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