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In alcuni ambiti si parla spesso di Tradizione metafisica Unica e Universale; un grande albero, i quali rami sono le varie Tradizioni-Dottrine come il Vedanta, il Sufismo, la Qabbalah, l'Orfismo e per estensione la Filosofia Greca - con Socrate, Parmenide, Platone, Plotino, ecc. - l'Alchimia occidentale, la Tradizone Solare delle antiche dinastie d'Egitto, l'Esicasmo e i Padri del Deserto, e molte altre. Le differenze tra questi rami sono formali, ma mai sostanziali.
La teosofia - teosofismo - e l'antroposofia che ne derivò non sono rami Tradizionali originali, in quanto sono "condizioni di coagulo" sincretico che partono spesso da presupposti fallaci, come l'erronea traduzione dei testi antichi in lingua Sanscrita e la scarsa comprensione di concetti che vennero poi presi in prestito come "colonne portanti" della tosofia della blavastki prima e della antroposofia di steiner poi. Inoltre - a differenza dei rami sopra citati - non si mette l'aspirante nelle giuste condizioni atte a realizzare la Conoscenza d'identità metafisica.
“ non si mette l'aspirante nelle giuste condizioni atte a realizzare la Conoscenza d'identità metafisica. „
. . su quest'ultimo aspetto sono pienamente d'accordo, servono molti anni di preparazione e disciplina per essere ricettivi, malleabili e poi permeabili all'identità metafisica.
Ma se lo stesso cucchiaio deve essere percepito da qualcuno sprovvisto dei tre sensi vista, tatto e udito... allora è ancora allo stesso modo reale ? Esiste lo stesso ? Se esiste lo stesso.. come può percepirlo chi è sprovvisto dei sensi ?
Ohhhhhhhhhh....alleluia.. almeno uno ha colto il senso. Non ci speravo nemmeno più.. come quando si parla ad un muro con la convinzione che possa rispondere.
Ma se qui a tutti noi mancano dei sensi FONDAMENTALI per percepire l'interezza della realtà attorno a noi, come pensate di fare ? Con la Scienza monca ? O piuttosto con l'immaginazione ?
Eppure è facile da capire. Fate un piccolo sforzo.. senza farvela addosso.
Tutto quello che percepite della realtà, con qualunque dei vostri sensi, è SOLO una parte di ciò che è percepibile della realtà che vi circonda.
Tutto quello che non percepite della realtà, perché non avete i sensi adeguati, è tutto il resto che è percepibile della realtà che vi circonda. .. Fidarsi della Scienza.. sarebbe come se Beethoven, ad un certo punto della sua vita, avesse affermato che la Musica non esiste.. solo perché non la sentiva più !!!!
“ Ma se lo stesso cucchiaio deve essere percepito da qualcuno sprovvisto dei tre sensi vista, tatto e udito... allora è ancora allo stesso modo reale ? Esiste lo stesso ? Se esiste lo stesso.. come può percepirlo chi è sprovvisto dei sensi ? „
Certo che esiste lo stesso. Sennò come fai a mangiare la zuppa?
“ Ohhhhhhhhhh....alleluia.. almeno uno ha colto il senso. Non ci speravo nemmeno più.. come quando si parla ad un muro con la convinzione che possa rispondere. „
Di che muro stiamo parlando? Di che colore? E' coperto da carta da parati?
“ Tutto quello che percepite della realtà, con qualunque dei vostri sensi, è SOLO una parte di ciò che è percepibile della realtà che vi circonda. „
Mah... io quando mangio un gelato lo percepisco benissimo.
user214553
inviato il 22 Dicembre 2021 ore 19:37
@Felix
Il cucchiaio non esiste, ed adesso ti spiego perché; lo farò sparire dalla tua vista con l'appropriata indagine. I tuoi sensi saranno al loro posto, ma non vedrai più un cucchiaio.
Dall'argento un'artigiano ricava un cucchiaio. La concezione comune è che l'artigiano produce il cucchiaio; ma se esamini il cucchiaio, quello che scoprirai è che stai osservando argento: l'impugnatura è argento, sotto è argento, sopra è argento, al tatto è argento, il peso è il peso dell'argento. La sostanza è argento! Era argento in principio e continua ad'essere argento; ciò che è cambiato è la forma, in quanto una forma è emersa dall'argento; ciò che è cambiato è il nome, in quanto precedentemente la sua denominazione era "argento", ora è "cucchiaio"; ciò che è cambiato è l'utilizzo, in quanto non puoi mangiare la minestra con un pezzo di argento, mentre ora è possibile. Il nome è cambiato, la forma è cambiata, l'utilità è cambiata; nama-rupa-viavahara in sanscrito.. ma la sostanza, la realtà è rimasta la stessa. Se non sei convinto facciamo così: tieniti il cucchiaio, restituiscimi però il mio argento; non è possibile. Un scienziato va da un filoso e gli dice: " non hai più bisogno di dio, abbiamo prodotto la vita nei nostri laboratori". Il filosofo dice "davvero? Portatemi al vostro laboratorio". Giunti al laboratorio, lo scienziato mostra il procedimento al filosofo: "per cominciare si prende un po di terra". Il filosofo: "prendi la tua terra tanto per cominciare! Quella terra non l'hai prodotta tu". Ma torniamo al cucchiaio. Se ti chiedo di rendermi l'argento non hai più alcun cucchiaio. Sostanzialmente parlando non c'è stata alcuna produzione, nessuna creazione; la Realtà è Una-senza-secondo, non-duale.
- Primo stadio: abbiamo uno strumento chiamato cucchiaio.
- secondo stadio: indagando il cucchiaio possiamo inferire che la sua causa sostanziale è l'argento.
- terzo stadio: indagando profondamente scopriamo che il cucchiaio è argento ed argento soltanto:
"Attraverso la conoscenza di un solo pezzo di argilla risulta conosciuto tutto ciò che è fatto di argilla, in quanto ogni modificazione deve la sua origine solo alla parola ed è mera denominazione, mentre l'argilla è la sola realtà".
quindi possiamo ammettere che, non esiste una sostanziale realtà separata dall'argento. Il cucchiaio non esiste, in quanto deve la sua origine solo alla parola ed è mera denominazione, mentre l'argento è la sola realtà.
- quarto stadio: se l'effetto-cucchiaio è irreale, allora la presunta causa cessa di esserlo. Il presunto effetto è solo l'apparenza dell'incausato.
Vedi felix, non è tanto una questione di sensi; tu puoi averli tutti e 5 funzionanti alla perfezione, ma puoi provare l'esistenza del cucchiaio separato dalla Coscienza? No, non puoi, ogni volta che sperimenti qualcosa, la sperimenti in Coscienza. È la Coscienza che illumina l'esperienza dello stato di veglia; è la Coscienza che illumina l'esperienza nello stato di sogno; è la Coscienza che illumina la mancanza d'esperienza dello stato di sonno profondo. Non sei d'accordo? Pensi che nello stato di sonno profondo non vi sia affatto Coscienza? Io invece ti rispondo che nello stato di sonno profondo c'è "solamente" Coscienza; ciò che manca è l'oggetto di conoscenza. Per analogia puoi pensare allo spazio profondo: potresti pensare che non vi è affatto luce, in quanto tutto appare buio. In realtà c'è solo luce nello spazio profondo; d'altra parte non vi è nulla che la luce possa illuminare. I veicoli-modificazioni della coscienza "svaniscono" nel sonno profondo: non si è consapevoli del corpo, della mente, della memoria, dell'intelletto, del senso dell'io, ecc., è un'unità indistinta: ma al risveglio esclami "ho proprio dormito come un sasso". Questa è la riprova, la consapevolezza ha testimoniato l'assenza d'esperienza.
Possiamo quindi deliberare questa piccola sentenza:
- non è possibile provare l'esistenza del cucchiaio separatamente dalla Coscienza.
L'esistenza del mondo dei nomi e delle forme è in relazione alla Coscienza. Esso è impermanente e mutevole. Il tuo corpo è mutato negli anni, così come la tua mente, il tuo senso dell'io, il tuo intelletto, ecc. C'è però qualcosa che è rimasto immutato; la Coscienza, o pura Consapevolezza. Essa non è un'oggetto di conoscenza, ma è più che conosciuta: è auto-rivelata in ogni atto di conoscenza.. Quella è il Reale, Quella sei Tu. Ed è non-duale, non ne esistono due. La Coscienza non ha bisogno di nulla per essere rivelata, in quanto è esistenza in sé, é auto-rivelata.
Ma torniamo al cucchiaio e all'argento; se preferisci da qui in avanti puoi sostituire cucchiaio con universo e argento con Pura Coscienza-esistenza.
Se l'effetto non nato produce una causa non è un effetto. Un effetto, poi, per la sua intrinseca natura, deve avere un inizio. Se la causa nasce da un effetto, essa stessa non può dirsi senza inizio, ne può dirsi causa. Non si può accettare l'idea di un effetto che nasca da una causa inesistente o da una causa senza nascita perché il non nato non può produrre il nato. Di conseguenza, senza saperlo, chi sostiene ciò ammette l'impossibilità della nascita, cioè riconosce la non-generazione.
Noi dovremmo porci dal punto di vista della realtà, cioè della verità ultima. Quando la reale natura dell'argento viene conosciuta si comprende che un cucchiaio non può esistere indipendentemente dall' argento. Così se la realtà viene investigata di grado in grado fino a quando non cessano le stesse parole e le nozioni - arrivando quindi al sostrato ultimo - non possiamo più percepire alcuna causa esterna di conoscenza. Inoltre, la causa non è una vera causa perché è il contenuto di una percezione errata e, come tale, cessa di esserlo quando l'errore viene rimosso.
Puoi chiamarla magia Vedantica se vuoi, in quanto fa sparire il cucchiaio da sotto il tuo naso. Ci sarebbe molto altro da dire, ma sono sicuro che riprenderemo il discorso; lascia che sia, un po alla volta.
Per il solo fatto che intorno a noi esista materia nella più svariata delle forme, tutto quello che i nostri sensi registrano è reale. È la mente che a volte ci vuole ingannare o non sa analizzare correttamente perché non ha sufficienti dati in memoria o non sa renderli complementari per confermare come reali diverse esperienze a volte singolari.
Per i più piccolini Babbo Natale è reale finché non scoprono per caso papà e mamma che mettono i regali sotto l'albero e la mente inizia a sviluppare considerazioni diverse.
Oppure la fatina dei dentini che lascia la monetina sotto il cuscino.
user214553
inviato il 22 Dicembre 2021 ore 21:32
@ sceriffo
Mentre stai sognando puoi vedere, toccare, annusare, assaggiare, sentire; secondo quanto da te espresso, ovvero "tutto quello che i sensi registrano è reale", il sogno è inequivocabilmente reale. Vi è difetto in quanto espresso nella tua sentenza. Un miraggio nel deserto è registrabile dal senso della vista; è forse reale? L'illusione di una corda vista nell'oscurità scambiata per un serpente è registrabile dal senso della vista; è il serpente immaginato al posto della corda reale? Le allucinazioni sono percepite con tutti i sensi; sono reali?
Quanto asserisci non è supportato dalla logica.
Inoltre, l'erronea concezione in merito ad un dato che si crede reale, per quanto non lo sia, non attribuisce alcun grado di realtà al dato stesso, se non quello di una realtà illusoria (pratibhasika).
Alex, per me un miraggio in mezzo al deserto o un corda scambiata per un serpente è realtà. Quando una materia, sia essa anche energia cerebrale, si manifesta, per chi vive l'esperienza la stessa corrisponde alla realtà. Poi quando i sensi apprendono e/o comprendono diversamente, la realtà cambia aspetto e ne assume un altro. La realtà di molti secoli fa voleva che la terra fosse piatta con dei confini invalicabili pena la morte. Chissà se qualcuno sognava come la conosciamo oggi. Forse si ma se lo teneva per se prima di essere considerato eretico. Forse la realtà è solo il paradosso di se stessa.
user214553
inviato il 22 Dicembre 2021 ore 23:00
@sceriffo
Nella precedente pagina di questa stessa discussione vi è un mio commento scritto all'indirizzo di Giordano, in cui si parla di tre gradi di realtà; inferire un certo grado di realtà ad'un dato non significa che il dato sia reale in sé e di per sé: infatti solo uno di questi tre gradi può dirsi "realmente reale". Dalla prospettiva dell'assoluto il relativo è irreale, mentre dalla prospettiva relativa l'illusorio è irreale. Il sogno, il miraggio, ecc, appartengono alla sfera più povera di realtà. Inoltre, la realtà illusoria, ha la realtà relativa come sostrato; la mente fa parte della realtà relativo-contigente, ed è il sostrato dell'esperienza di sogno. La sabbia del deserto è compresa nella sfera del reale relativo-contigente, ed è il sostrato del miraggio. Senza il relativo, l'illusorio non può essere nemmeno erroneamente considerato reale. In maniera del tutto simile, l'Assoluto è il Sostrato del relativo, il quale dipende da esso, ma non viceversa. Inoltre questi tre stadi non hanno contatto tra di loro, in quanto le implicazioni dell'uno non si ripercuotono nell'altro. Tutta l'acqua del miraggio non potrà mai bagnare nemmeno un granello di sabbia. La differenza la fa la prospettiva da cui ci si pone - relativo o Assoluto - ma al di là di ciò, solo una è indiscutibilmente vera, immutabile ed eternamente la stessa.
Poi tu puoi sostenere ciò che più ti aggrada, ma la tua tesi non è supportata dalla logica, ed è stata confutata indiscutibilmente con una semplice considerazione.
Tanto per stemperare vi racconto un'anedoto:
Nell'antica Bharata - oggi India - chi ingaggiava un duello filosofico con un alto rappresentante di un'altra scuola, doveva "convertirsi" a quest'ultima se veniva sconfitto, e diventava discepolo dell'avversario; era un duello all'ultimo sangue. Se fossimo nell'India antica - finora - sareste tutti scolari del Vedanta.
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